PVT Modica, il nuovo corso passa anche da Rebecca Feruglio
News31 Ottobre 2026 - 12:59
Il dirigente della PVT Modica, Giuseppe Ragona, a NetTalk racconta il nuovo progetto biancorosso, che punta sui giovani e sul rilancio del vivaio, come agli inizi della storia societaria. Il nuovo corso passa anche da una nuova regia, affidata a Rebecca Feruglio. La palleggiatrice friulana ripercorre gli anni a Talmassons, l’esperienza in Serie A1 e la scelta di trasferirsi in Sicilia per una rinnovata sfida sportiva e personale.
La PVT Modica cambia volto e sceglie di ripartire dalla propria storia. Dopo una stagione vissuta tra luci e ombre, la società biancorossa ha deciso di intraprendere un percorso profondamente innovato, riportando al centro del progetto il settore giovanile e la valorizzazione dei talenti.
Una scelta che guarda al futuro, ma che affonda le radici in oltre cinquant’anni di attività e in una tradizione che ha visto la formazione modicana distinguersi anche a livello nazionale per la qualità del proprio vivaio.
A raccontare le ragioni e gli obiettivi di questo nuovo corso, ospiti della prima puntata stagionale di NetTalk – La voce del volley siciliano, sono stati Giuseppe “Peppe” Ragona, dirigente della PVT, e Rebecca Feruglio, giovane palleggiatrice friulana classe 2006, arrivata a Modica dopo un lungo percorso alla CDA Volley Talmassons, culminato con l’esperienza nella massima serie.
Due prospettive differenti, ma unite da un obiettivo comune: costruire qualcosa di importante attraverso il lavoro, la crescita e la fiducia nelle nuove generazioni.
Ragona: «Un ritorno alle origini, vogliamo tornare a essere protagonisti con il nostro vivaio»

Il rinnovamento della PVT è evidente già nella composizione del roster di Serie B1, che rispetto alla passata stagione ha mantenuto soltanto tre giocatrici: Meniconi, Palazzi e Marianelli.
Una scelta precisa, che Ragona definisce un’autentica inversione di tendenza.
«Quest’anno abbiamo voluto tornare alle nostre radici. La nostra società opera da oltre cinquant’anni e, soprattutto alla fine degli anni Novanta, era conosciuta in tutta Italia per la qualità del settore giovanile».
Il dirigente ricorda con orgoglio uno dei risultati più prestigiosi raggiunti dal vivaio modicano.
«Nel 2001 conquistammo una medaglia d’argento alle finali nazionali Under 19, confrontandoci con realtà molto più grandi della nostra. Per diversi anni siamo stati una delle società più competitive del Sud Italia a livello giovanile».
Un patrimonio che, nel corso del tempo, si era progressivamente ridimensionato e che la società ha deciso di recuperare.
«Dopo la scorsa stagione ci siamo riuniti e ci siamo chiesti cosa volessimo fare. La risposta è stata semplice: tornare a fare quello che sapevamo fare così bene».
Il progetto, infatti, non riguarda soltanto la prima squadra, ma coinvolge l’intera struttura sportiva della PVT.
Accanto a un organico di B1 dall’età media particolarmente bassa, la società ha allestito una formazione di Serie C composta prevalentemente da giovanissime atlete, che rappresenta anche la base del gruppo impegnato nei campionati giovanili Under 19.
«Vogliamo tornare nel posto in cui ci sentiamo più a casa: ai vertici della pallavolo giovanile italiana», afferma Ragona.
Il ritorno di Corrado Scavino e la fiducia in Luca D’Amico

Per realizzare questa nuova impostazione, la PVT ha scelto di affidarsi a due figure tecniche di grande esperienza.
Alla guida della prima squadra è stato confermato Luca D’Amico, mentre il settore giovanile ha ritrovato Corrado Scavino, tornato in panchina dopo quattro anni di inattività.
Un ritorno che Ragona considera particolarmente significativo.
«Corrado è stato un colpo straordinario. Aveva deciso di smettere di allenare nel 2022, ma alla fine la nostalgia della panchina ha prevalso. È l’allenatore con più presenze alla guida della nostra società e conosce benissimo questa realtà».
Scavino è stato uno degli artefici dei successi del vivaio modicano, contribuendo alla crescita di giocatrici come Noemi Spena, Nadia Terranova e Simona Rotondo.
«Sono atlete che facevano parte dell’organico di Serie B1 ed erano contemporaneamente protagoniste della nostra Under 19. Vorremmo tornare a costruire qualcosa di simile».
La fiducia nei due allenatori è totale.
«Dal punto di vista tecnico non ci sentiamo secondi a nessuno. Abbiamo due grandi allenatori, Luca e Corrado, che possono dare tantissimo alle nostre ragazze».
Un vivaio forte per costruire il futuro della società
La scelta di investire sulle giovani non risponde soltanto a una visione sportiva, ma anche alla necessità di garantire sostenibilità e continuità al progetto.
Ragona lo spiega senza esitazioni.
«Per una società è vitale avere un vivaio capace di fornire ogni anno due o tre giocatrici in grado di affrontare un campionato difficile come la B1. È una questione di orgoglio, perché vedere una ragazza crescere con la tua maglia e arrivare in prima squadra è una grande soddisfazione, ma è anche una necessità economica».
Secondo il dirigente, infatti, i costi di gestione di una squadra composta interamente da atlete provenienti da fuori regione sono diventati sempre più impegnativi.
«Bisogna trovare il giusto equilibrio tra chi arriva da fuori e chi cresce in casa. Solo così un progetto può diventare sostenibile e garantire continuità nel tempo».
La società è consapevole che una trasformazione così profonda richiederà pazienza e che i risultati non potranno essere immediati.
«Questo per noi è l’anno zero. Vogliamo gettare le basi per qualcosa di molto importante, senza pretendere tutto e subito».
Gli obiettivi sono dunque differenziati: una stagione tranquilla e la permanenza in Serie B1 per la prima squadra, un percorso il più possibile ambizioso per l’Under 19 e, soprattutto, la crescita delle giovanissime impegnate in Serie C.
«In Serie C abbiamo anche ragazze nate nel 2011 e nel 2012, che si confrontano con avversarie di grande esperienza. È un campionato difficile, ma per loro rappresenta un’occasione straordinaria di crescita. Se riusciremo anche a salvarci, tanto meglio».
Un investimento sul futuro che Ragona invita anche il pubblico modicano a condividere.
«È una bella scommessa. Noi ci crediamo e invitiamo i nostri tifosi a scommettere insieme a noi, continuando a sostenerci con il calore che hanno sempre dimostrato».
Rebecca Feruglio, dalla Serie A1 alla nuova avventura in Sicilia

Il volto del rinnovamento della PVT è anche quello di Rebecca Feruglio, palleggiatrice classe 2006 chiamata a raccogliere l’eredità di Michela Brioli nella regia biancorossa.
Nonostante la giovane età, Rebecca arriva a Modica con un bagaglio di esperienze importante, maturato alla CDA Volley Talmassons, società nella quale è cresciuta fin da bambina e con cui ha vissuto due promozioni in Serie A1.
«Talmassons è stata la mia casa, la mia seconda famiglia per tantissimi anni», racconta la giocatrice. «Ho avuto la fortuna, dopo il settore giovanile, di essere aggregata alla prima squadra e di vivere tre stagioni in Serie A, due in A2 e una in A1».
Un percorso che l’ha portata a confrontarsi quotidianamente con atlete di altissimo livello, prima negli allenamenti e poi anche nelle gare della massima categoria.
«L’esperienza in A1 è stata qualcosa che credo di non aver ancora realizzato completamente. Mi sono ritrovata accanto a giocatrici importantissime, dalle quali ho imparato tantissimo, non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche umano».
La giovane palleggiatrice sottolinea soprattutto il valore delle persone incontrate durante questo percorso.
«Ho avuto la fortuna di lavorare con atlete e donne meravigliose. Sono esperienze che mi hanno fatto crescere moltissimo, come giocatrice e come persona».
Dopo la retrocessione dalla A1, nella stagione successiva è arrivato il pronto riscatto con una nuova promozione.
«La prima promozione era stata quasi inaspettata, ed è stata bellissima proprio perché l’abbiamo vissuta senza particolari pressioni. Nell’ultima stagione, invece, sapevamo fin dall’inizio quale fosse il nostro obiettivo, ma siamo riuscite a viverlo come una grande sfida e non come un peso. Eravamo un gruppo bellissimo e siamo riuscite a raggiungerlo».
«A Modica per giocare e mettere in pratica ciò che ho imparato»
Lasciare il Friuli e una società che aveva rappresentato per tanti anni un punto di riferimento non è stata una decisione scontata.
Per Rebecca, però, era arrivato il momento di affrontare una sfida diversa, assumendosi maggiori responsabilità in campo.
«A Talmassons ho imparato moltissimo grazie ad allenamenti di altissimo livello, ma non ho mai avuto tanto spazio durante le partite. Sentivo che fosse arrivato il momento di mettere in pratica, in un campionato e con continuità, tutto quello che avevo appreso».
La scelta è ricaduta su Modica, dove la giovane palleggiatrice ritiene di aver trovato le condizioni ideali per compiere questo passaggio.
«Penso di aver trovato l’ambiente giusto per me, sia per la società e la squadra, sia per gli obiettivi e il campionato che andremo ad affrontare».
Feruglio guarda con fiducia alle potenzialità del gruppo.
«Credo che questa squadra abbia potenzialità altissime. Abbiamo già creato un bel gruppo e, attraverso il lavoro e le partite, potremo trovare gli equilibri necessari per fare tante belle cose».
Le prime due giornate: dalla vittoria contro Cesena alla sconfitta di Roma

L’avvio di campionato della PVT ha mostrato due volti differenti.
All’esordio casalingo è arrivata una convincente vittoria per 3-1 contro Cesena, seguita dalla sconfitta per 3-0 sul campo della Roma Volley.
Rebecca individua soprattutto nell’approccio mentale una delle differenze tra le due prestazioni.
«Sono state due partite molto diverse. In casa siamo entrate in campo con una grinta e una spensieratezza incredibili. Avevamo tantissima voglia di cominciare e siamo state brave anche a superare i momenti di difficoltà che inevitabilmente si presentano durante una partita».
A Roma, invece, la squadra non è riuscita a ritrovare la stessa continuità.
«Era la nostra prima trasferta, impegnativa anche per il valore delle avversarie, che hanno giocatrici importanti. Non siamo riuscite a ripetere la prestazione dell’esordio, ma abbiamo analizzato la gara e siamo tornate subito a lavorare in palestra».
La consapevolezza è che il percorso sarà lungo e che il gruppo avrà bisogno di tempo per consolidare le proprie intese.
«Siamo una squadra con il giusto mix tra esperienza e gioventù. Anche le ragazze alla prima esperienza in B1 hanno una grande voglia di mettersi in gioco. A livello umano siamo già molto unite, e questo è fondamentale».
Sul piano tecnico, invece, i margini di miglioramento sono ancora numerosi.
«Dobbiamo consolidare alcuni meccanismi, lavorare sulla ricezione e soprattutto sulle intese tra me e le attaccanti. Penso in particolare al gioco con i centrali, che potrebbero diventare una nostra importante arma offensiva, ma anche alle combinazioni con le laterali».
Un lavoro che richiederà pazienza, ma che secondo la palleggiatrice sta già procedendo nella direzione giusta.
Una B1 tutta da scoprire e un obiettivo personale: crescere dentro e fuori dal campo
La nuova Serie B1 femminile, diventata la quarta categoria nazionale dopo l’introduzione della Serie A3, si presenta come un campionato ancora tutto da decifrare.
Secondo Feruglio, le prime giornate hanno già evidenziato un equilibrio significativo tra le formazioni.
«È un campionato da scoprire giornata dopo giornata. L’introduzione della Serie A3 ha modificato alcuni equilibri e credo che il livello delle squadre sia piuttosto ravvicinato. Nessun risultato è scontato e ogni partita può fare la differenza».
Ma la sfida che attende Rebecca non è soltanto sportiva.
Per la prima volta la giovane atleta si trova a vivere così lontano dalla propria famiglia e dalla propria terra, affrontando un’esperienza che considera fondamentale anche per la propria crescita personale.
«A fine stagione vorrei vedere una Rebecca cresciuta, non soltanto dal punto di vista pallavolistico, ma anche come persona. È la prima volta che mi trasferisco così lontano da casa e voglio sfruttare al massimo questa opportunità».
Dal punto di vista tecnico, l’obiettivo è acquisire maggiore consapevolezza del proprio ruolo e della propria identità di gioco.
«Voglio migliorare, capire ancora meglio che tipo di giocatrice sono e riuscire a dare un’impronta chiara al mio gioco. Credo che questo possa arrivare soprattutto attraverso le partite, oltre che con gli allenamenti».
Parole che trovano il pieno sostegno di Ragona, convinto che la giovane palleggiatrice abbia scelto il contesto ideale per compiere un ulteriore salto di qualità.
«Rebecca ha il miglior allenatore possibile per raggiungere questo obiettivo. Non ho mai visto crescere le ragazze come accade sotto la guida di Luca D’Amico. Chi lavora con lui compie sempre un salto di qualità».
Un progetto che riparte dunque dalla propria storia per costruire il futuro, con la consapevolezza che il lavoro sui giovani richiede tempo, pazienza e continuità.
Per la PVT Modica la stagione appena cominciata non rappresenta soltanto un nuovo campionato di Serie B1, ma l’inizio di un percorso che vuole riportare il vivaio al centro dell’identità biancorossa.
E per Rebecca Feruglio, alla prima vera esperienza lontano da casa e con la responsabilità di guidare la squadra in campo, è l’occasione di trasformare quanto imparato ai massimi livelli della pallavolo italiana in un percorso di crescita da protagonista.
Le interviste integrali a Giuseppe Ragona e Rebecca Feruglio sono disponibili nella prima puntata stagionale di NetTalk – La voce del volley siciliano, a cura di Alessandra Puglisi, con la regia di Salvo Gallo, su Sport Web Sicilia.