Nuoto, Perdichizzi “Non mi aspettavo i record, ma sta tutto nella forza di volontà”
Nuoto19 Marzo 2026 - 12:25
Sofia Perdichizzi, nuotatrice della Swimblu Milazzo classe 2006, è stata capace di vincere sei medaglie individuali ai recenti campionati regionali di categoria di Paternò. Nella categoria Seniores l’atleta seguita da Simone Zappia e Sandro Torre ha vinto i 50, 100, 200, 400 e 800 stile libero e anche l’oro nei 200 misti. Record regionale assoluto nei 200 metri a stile libero, che la porterà ai campionati italiani assoluti di Riccione, titolo regionale e record anche qualche settimana fa nel fondo con la 5 km indoor.
Tra allenamenti per andare forte nella velocità e nel fondo, negli scorsi anni ha partecipato alle gare nazionali a Piombino ed è una delle atlete che partecipa in modo assiduo al circuito siciliano OpenWater, da quest’anno anche gli studi all’università a Messina in Ingegneria gestionale. “Mi piace questo ramo dell’ingegneria nell’ottimizzazione dei processi industriali – ci racconta – mi trovo abbastanza bene e poi ho ritrovato anche alcuni miei vecchi compagni di squadra. Non posso lamentarmi perché ho orari perfetti, preferisco frequentare perché ovviamente in un corso come ingegneria non frequentare sarebbe da pazzi”. Dopo l’università subito il ritorno a Milazzo e gli allenamenti.
Intervista a Sofia Perdichizzi
Iniziamo proprio dal campionato regionale, ha vinto sei ori tra i Seniores, se lo aspettava?
“No, non me lo aspettavo più che altro perché non mi ero concentrata sulle gare dei misti, ma nemmeno sull’800. Le uniche gare che avevo preparato erano quelle sulla velocità. Anche la 5 km di qualche settimana fa l’avevo preparata solo la settimana prima, non ho fatto una preparazione specifica sul fondo”.
Ha realizzato due record nei 200 stile libero ed quello sui 5 km che era passato più inosservato.
“Anche questi entrambi inaspettati, nelle 5 km di più rispetto al duecento stile perché non è una gara che prediligo, seppur mi riesca bene non è ciò su cui mi sono focalizzata principalmente. Sul 200 metri sono andata molto sotto al mio personale per fare il record però alla fine quel giorno mi sentivo bene, la preparazione ha dato i suoi frutti. Non era la gara in cui pensavo di andare più forte, è stata sempre però la gara che mi riesce meglio. Non so perché, in realtà è la gara più difficile da gestire, a mio parere, però è quella che effettivamente mi riesce meglio”.
Al di là di medaglie e record si merita i compimenti perché dopo tanti anni di nuoto trova ancora le motivazioni per gareggiare e allenarsi soprattutto.
“A me piace allenarmi, soprattutto l’ambiente con i miei compagni. Mi diverto, nuotare mi rilassa, poi sfogo anche lo stress di tutta la giornata perché ora vado all’università, ma prima andavo a scuola, quindi prima avevo la giornata impegnata nello studio, ma anche ora. Quando vado in piscina mi rilasso, quindi ho la possibilità di staccare la spina da tutto il resto, che è lo studio che adesso è più pesante”.
Mi ha anticipato, le avrei chiesto proprio le differenze tra nuotare e andare a scuola e adesso all’università. Deve anche spostarsi da Milazzo a Messina.
“A scuola ero un po’ avvantaggiata perché avevo il progetto studente-atleta, potevo organizzare le interrogazioni, potevo mancare di più rispetto ai miei compagni. All’università devo dire che comunque mi trovo bene perché riesco a organizzarmi, ovviamente le sessioni sono quelle, non ho il progetto studente-atleta, però comunque ovviamente è più difficile rispetto alla scuola perché il carico è maggiore. Arrivo sfinita agli allenamenti perché non ero abituata alla vita da pendolare, all’inizio è stato pesante ora mi sto abituando alla nuova vita: viaggiare tutti i giorni, mangio in viaggio sul bus e devo ringraziare i miei genitori perché grazie a loro riesco a organizzarmi e a stancarmi il meno possibile. Però è molto più pesante della scuola”.
Regina dello stile libero e…

Ha fatto le gare a stile libero e poi i misti, ma ricordo anche la rana al Piskeo.
“Io da piccola ero ranista, sono nata come ranista, infatti le mie prime medaglie le ho vinte lì, poi nel 2022, o forse l’anno prima, ho iniziato a gareggiare di più a stile libero. Sandro (Torre, ndr) direbbe che mi ha scoperto lui, anche prima che fossi in squadra con lui. Diceva sempre che nello stile libero sarei andata bene, però io non lo volevo ascoltare, a me piaceva nuotare a rana. Quando il Cus Unime e l’Island Milazzo si uniscono e mi allena lui inizio a nuotare anche stile libero. Ricordo che per i Criteria ero andata vicino al tempo anche nei 200 rana. L’anno successivo la rana mi ha dato meno soddisfazioni dello stile libero e quindi abbiamo deciso di focalizzarsi più su questo, anche se comunque lo stesso ogni tanto l’allena e le staffette le ho fatte a rana perché è uno stile che mi piace e si vede anche nei misti dove comunque mi aiuta”.
Lo stile libero l’ha portata ai campionati italiani assoluti, dovrebbe rientrare con il tempo sui 200 metri, prima volta?
“Al campionato italiano assoluto sì, di categoria sono già andata nel 2022. Partecipare al campionato assoluto praticamente significa entrare nel mondo dei grandi, quindi non ho parole, nemmeno pensavo fosse possibile. Mi ha dato un’emozione grandissima veramente, ancora non l’ho ben realizzata e non ne ho neanche realizzato di aver fatto il record in realtà. Veramente è stato inaspettato, proprio non me l’aspettavo per niente. Sapevo di migliorare in allenamento, allenandomi con i miei compagni maschi so bene o male quanto fanno loro, so quanto faccio io, mi avvicinano ed ero conscia di poter migliorare”.
Invece tra la velocità e il fondo cosa preferisce?
“La velocità. Semplicemente penso che tendo a perdere la concentrazione durante una gara lunga, potrei fare molto meglio però mi rendo conto che dopo un po’, rispetto alle gare corte in cui proprio riesco a concentrarmi per tutta la gara, nelle gare lunghe, dopo un po’ perdo la concentrazione. Non è come l’allenamento dove sto a fare chilometri tenendo dei buoni passi per tanto tempo, però comunque riesco sempre a focalizzarmi e a dare il massimo. Invece in gara, in queste gare lunghe, a livello di attenzione non riesco a rendere come faccio nell’allenamento, anche se comunque nella cinque chilometri ci sono riuscita diciamo”.
Invece sempre a tema fondo tra il nuotare in vasca o farlo a mare? Dove preferisce?
“Bella domanda. Per quanto riguarda la cinque chilometri forse a mare. Anche se rendo meglio in vasca, però a livello mentale a mare. È una contraddizione, perché effettivamente a mare non vado così tanto bene, però a livello mentale preferisco. Magari non sento proprio la pesantezza dei chilometri perché non riesco a quantificarli con le virate, non mi devo mettere a contare, perché le conto anche se Sandro mi dà il chilometraggio ogni mille metri, io le conto lo stesso”.
La vita sportiva alla Swimblu

A Milazzo nonostante non ci sia la piscina comunale aperta tra te e i tuoi compagni riuscite a togliervi delle soddisfazioni.
“Sì, i miei compagni anche stanno prendendo belle soddisfazioni, sono contentissima. Riusciamo nonostante tutto ad allenarci bene, ovviamente noi vorremmo sempre fare di più, magari noi siamo penso tra i pochi e non vorrei sbagliare che non facciamo i doppi, è difficile organizzarli e ora per me con l’università lo diventa ancora di più. Riusciamo fortunatamente a rendere bene grazie alla preparazione di Simone e Sandro che cercano in tutti i modi di prepararci al meglio, ma non soltanto nell’acqua anche per quanto riguarda la preparazione fisica in palestra. Sandro si impegna tantissimo, quest’anno abbiamo introdotto la corsa che ci ha aiutato un sacco penso anche a livello aerobico. Si sono visti anche i frutti di questo allenamento, ma non solo nei miei risultati ma anche di quelli dei miei compagni. Oltre a me a Riccione verranno pure Salvatore Calderone e Davide De Gaetano che si sono qualificati per gli italiani indoor di 5 km. C’è una bella presenza anche a livello nazionale per la Swimblu”.
Mi parla in modo anche affettuoso di Simone Zappia e Sandro Torre, che rapporto ha con loro?
“Prima di conoscere Simone ho nuotato in un’altra squadra, poi mi sono trasferita alla Swimblu con lui, c’è stata l’unione col Cus Unime e anche la squadra di Sandro l’Island si è unita, così alla fine hanno iniziato a seguirmi entrambi. Simone voleva che continuassi a nuotare un po’ a rana, penso che ancora un po’ ci pensa a volte. Sandro subito invece mi voleva staccare da questo stile. Entrambi mi hanno seguita, Simone da più tempo, Sandro se non ricordo male dal 2018”.
Un consiglio che darebbe alle nuotatrici più piccole?
“Direi che tutto sta nella forza di volontà. Se c’è la volontà di raggiungere un obiettivo, tutto viene da sé. Perché grazie alla forza di volontà io mi sono organizzata per conciliare studio, nuoto, la stanchezza, perché poi la stanchezza è inevitabile. Però con tanta forza di volontà e pazienza i risultati arrivano. L’importante è credere nel lavoro che si sta facendo e soprattutto fidarsi delle persone che ti aiutano in questo percorso”.