Addio ad Alex Zanardi, lo sport piange l’uomo che sfidò l’impossibile
Sport02 Maggio 2026 - 10:17
Il mondo dello sport italiano e internazionale è in lutto: si è spento all’età di 59 anni Alex Zanardi. Pilota, campione, ma soprattutto simbolo universale di resilienza e amore per la vita. La notizia della sua scomparsa segna la fine di un lungo percorso di lotta iniziato quel tragico 19 giugno 2020, quando un gravissimo incidente durante una staffetta con la sua handbike lo aveva fatto precipitare nel coma.
Dalla Formula 1 al dramma del Lausitzring
La carriera di Zanardi è stata un inno alla velocità. Dopo l’esordio nei kart e il passaggio attraverso le categorie minori, era approdato nell’olimpo della Formula 1, correndo per scuderie storiche come Lotus e Williams. Ma è negli Stati Uniti, nella categoria CART, che Alex trova la sua dimensione leggendaria, vincendo due titoli mondiali.
La sua vita cambia per sempre il 15 settembre 2001 sul circuito del Lausitzring, in Germania. Un incidente terrificante gli costa l’amputazione di entrambe le gambe. Sembra la fine, ma per Zanardi è solo l’inizio di una “seconda vita”.
L’oro paralimpico e il messaggio di speranza
Contro ogni previsione medica, Alex torna a gareggiare, prima nelle auto e poi nell’handbike. In questa disciplina diventa un’icona assoluta: conquista 4 ori paralimpici e ben 12 titoli mondiali, trasformando la propria disabilità in una straordinaria opportunità di rinascita.
Il suo sorriso e la sua capacità di guardare oltre le barriere hanno ispirato un’intera generazione. Per Alex, l’impossibile era solo una sfida da affrontare con dignità e ironia.
L’ultimo traguardo
Oggi, con la sua scomparsa, l’Italia perde molto più di un atleta. Perde un punto di riferimento morale che ha saputo unire il Paese in un tifo commosso e unanime. Tutto lo sport si stringe attorno alla famiglia, salutando per l’ultima volta l’uomo che ha insegnato al mondo che “la vita è sempre degna di essere vissuta”.