Circolo Velico Sferracavallo, il mare oltre l’ospedale per i bimbi del Di Cristina
Ambiente e Territorio05 Maggio 2026 - 13:48
Sabato 9 maggio la giornata conclusiva del progetto educativo per l’Oncoematologia pediatrica. Tra laboratori di archeologia e pittura, il ritorno in libertà di una tartaruga marina segnerà il momento più emozionante.
Esistono orizzonti che nessuna barriera può limitare e storie che meritano di essere scritte lontano dalle corsie di un ospedale. Per i piccoli guerrieri del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Arnas Civico Di Cristina, il mare smette di essere un desiderio lontano per trasformarsi in un’esperienza di libertà totale.
Sabato 9 maggio, a partire dalle ore 09:30, la sede del Circolo Velico Sferracavallo (via Plauto 27) diventerà il palcoscenico di una giornata straordinaria. Si conclude infatti la quarta edizione del progetto “Verde come le alghe, blu come il mare e bianco come le vele”, un’iniziativa che nel corso dell’anno scolastico 2025-26 ha trasformato la “Scuola in ospedale” in un veliero immaginario, capace di portare i piccoli degenti alla scoperta di mondi sommersi e civiltà antiche.

Il mare come terapia: archeologia e natura
L’evento, dal titolo evocativo “Il mare e l’archeologia subacquea raccontati ai piccoli”, rappresenta il passaggio cruciale dal racconto alla realtà. Grazie alla preziosa collaborazione con la Soprintendenza del Mare, i bambini potranno toccare con mano (metaforicamente e non solo) i segreti dei tesori custoditi negli abissi del Mediterraneo.
Non mancherà il focus sull’ambiente: i biologi e gli esperti dell’associazione Marevivo guideranno i piccoli esploratori alla scoperta della flora e della fauna marina, promuovendo una cultura della tutela dell’ecosistema. A fare da cornice alla mattinata, una mostra speciale degli elaborati realizzati proprio tra i banchi del reparto, dove pittura e fantasia hanno saputo annullare lo spazio e il tempo della malattia.

La rinascita: il ritorno a casa della tartaruga
Il cuore pulsante della giornata sarà la liberazione di una tartaruga marina, precedentemente soccorsa e curata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia. Un gesto dal valore metaforico immenso: la guarigione della testuggine e il suo ritorno nel blu profondo rispecchiano la speranza e il percorso di rinascita di ogni piccolo paziente. Vedere la tartaruga riprendere il largo sarà, per i bambini e le loro famiglie, il segnale più forte di un orizzonte che torna finalmente a farsi limpido.
Una rete di solidarietà per abbattere l’isolamento
Accogliere questa iniziativa è per il Circolo Velico Sferracavallo una missione di responsabilità sociale. L’obiettivo è chiaro: utilizzare la dimensione fantastica, l’archeologia e lo sport per attenuare il disagio della degenza e alimentare il desiderio di comunicazione.
Questo “ponte verso la normalità” è il risultato di un impegno corale che vede unite istituzioni, scuole e volontariato: dall’ICS Lombardo Radice alla Soprintendenza del Mare, dall’Assessorato regionale dei Beni culturali all’IZS Sicilia, fino alle associazioni Marevivo, ASLTI, Liberi di Crescere e SPYA. Una sinergia che oggi offre ai bambini dell’Oncoematologia pediatrica un orizzonte di speranza, puro e bianco come una vela che si spiega al vento.