Al Tro Bro Leon vince Filippo Fiorelli: la “Freccia Rossa” si trasforma in finisseur e arriva con le braccia al cielo
Ciclismo10 Maggio 2026 - 20:06
A Lannilis nel cuore della Bretagna oggi si parla italiano, anzi siciliano. È arrivata la seconda vittoria in carriera di Filippo Fiorelli.
Fiorelli trionfa in una gara durissima
Una giornata che ha esaltato il fascino cinico del ciclismo d’altri tempi, Filippo Fiorelli ha firmato il capolavoro della carriera. La 42ª edizione del Tro Bro Leon, la “Parigi-Roubaix della Bretagna”, ha incoronato il trentunenne siciliano del Team Visma | Lease-a-Bike come nuovo re degli sterrati francesi, al termine di una prova di forza e di strategia durata 202 chilometri.
Gara tra fango e polvere
La gara è stata, come da tradizione, un’ecatombe meccanica e tattica. I 29 “ribinoù” – i caratteristici sentieri in terra battuta e pavé che serpeggiano tra le fattorie del Finistère – hanno presentato un conto salatissimo al gruppo. Tra forature eccellenti, come quella che ha appiedato Benoît Cosnefroy a 67 km dal traguardo, e cadute di tensione, la corsa è stata un continuo processo di eliminazione.
Dopo una prima parte animata da una fuga di sei corridori, il controllo della corsa è passato nelle mani delle squadre dei favoriti. La UAE Team Emirates-XRG e la Uno-X Mobility hanno dettato un ritmo infernale, neutralizzando ogni tentativo di contropiede fino a 40 km dall’arrivo, quando la competizione è entrata nella sua fase più calda e anarchica.
Sale in cattedra la Visma
L’analisi tattica della corsa evidenzia il dominio strategico del Team Visma | Lease-a-Bike. Negli ultimi 30 km, la squadra olandese ha saputo infilare i propri uomini in ogni movimento decisivo. Sebbene un primo tentativo d’attacco con Paul Lapeira e Fred Wright sembrasse poter arrivare fin sul traguardo, è stato il tratto di Keradraon a rimescolare le carte.
Pavé micidiale
Sulla penultima salita in pavé, la corsa si è letteralmente frantumata, portando al comando un drappello di undici unità. In questo contesto, la presenza di tre alfieri della Visma ha creato un corto circuito tattico per gli avversari. Con la superiorità numerica a disposizione, il team ha giocato d’astuzia: mentre gli avversari controllavano Axel Zingle e Per Strand Hagenes, è stato Filippo Fiorelli a piazzare la stoccata decisiva.
Un attacco da finisseur
A 3 km dall’arrivo, Fiorelli ha colto l’attimo fuggente. Con uno scatto secco e rabbioso, l’italiano ha guadagnato quei metri necessari a mandare in crisi l’inseguimento, dove la collaborazione è venuta meno a causa della stanchezza. Paul Lapeira ha tentato un sacrificio estremo per favorire il compagno Pierre Gautherat, ma il divario era ormai incolmabile.
Fiorelli ha tagliato il traguardo di Lannilis in solitaria, urlando la propria gioia davanti ad Alexis Renard (Cofidis) e Lewis Askey (NSN), costretti a contendersi i gradini più bassi del podio. Per il corridore italiano, questa vittoria non rappresenta solo il primo successo stagionale, ma la definitiva consacrazione internazionale in una delle classiche più dure e prestigiose del calendario europeo.
L’edizione 2026 del Tro Bro Leon va in archivio come una delle più spettacolari degli ultimi anni, confermando che, tra le pietre e la polvere di Bretagna, non basta avere le gambe: servono nervi d’acciaio e una squadra capace di muoversi come un unico organismo. Qualità che oggi Filippo Fiorelli e la sua Visma hanno dimostrato di possedere in abbondanza.