Giro 26 quinta tappa epica: fuga e spettacolo tra pioggia e cadute. Vittoria di Arrieta, Eulalio in rosa

di Valentino Sucato

Il ciclismo spesso oltre a essere imprevedibile, sa essere spietato. La tappa odierna del Giro da Praia a Mare a Potenza di 203km è stata una vera lezione di coraggio dai contorni epico conclusasi con una delle “fughe bidone”. Sotto una pioggia incessante che ha trasformato le strade lucane in un nastro d’asfalto viscido e pericoloso, la classifica generale è stata letteralmente fatta a pezzi.

La fuga “sottovalutata”

Tutto è iniziato nelle prime fasi di gara, quando un drappello di corridori considerati “fuori classifica” ha forzato il passo. Tra loro, la sagoma determinata di Arrieta e quella, finora sottovalutata, di Eulalio. Mentre il gruppo dei favoriti, guidato dalle squadre degli uomini di classifica come quella di Jonas Vingegaard, concedeva spazio con eccessiva sicurezza, il vantaggio dei fuggitivi ha iniziato a gonfiarsi in modo preoccupante: due, cinque, dieci minuti.

Quello che sembrava un normale controllo della corsa si è trasformato in un errore di valutazione colossale. Il gruppo maglia rosa è rimasto vittima di una sorta di torpore tattico, convinto che la Montagna Grande di Viggiano avrebbe presentato il conto agli attaccanti. Ma il conto, purtroppo per i grandi nomi, è arrivato per loro.

L’assolo di Arrieta e il sogno di Eulalio

L’ascesa verso Viggiano è stata lo scenario di una battaglia d’altri tempi. Arrieta, in uno stato di grazia, ha staccato i compagni di fuga con un’azione di pura potenza, andando a prendersi una vittoria di tappa strameritata in una frazione definita da tutti “folle”. Ma gli occhi dei cronometristi erano tutti puntati su Eulalio.

Il corridore, consapevole di avere l’occasione della vita, ha stretto i denti sui tornanti più duri, tagliando il traguardo con un margine tale indossare la Maglia Rosa e di blindarla con un vantaggio che ora fa potrebbe creare qualche apprensione nei quartier generali dei top team. Eulalio si ritrova ora con un tesoretto di minuti che trasforma radicalmente il suo ruolo, da comprimario a uomo da battere.

Il fallimento dei favoriti

Cosa è successo nel gruppo dei big? La prudenza eccessiva, dettata forse dalle condizioni meteo proibitive, si è rivelata un boomerang. Vingegaard e gli altri pretendenti al podio finale hanno preferito non rischiare sulle discese tecniche, ma così facendo hanno regalato il Giro a un outsider. Al traguardo, i volti dei direttori sportivi erano scuri: recuperare minuti pesanti su un atleta solido come Eulalio non sarà una missione semplice, specialmente in un Giro che ha già dimostrato di non seguire alcun copione prestabilito.

Il sapore della leggenda

Mentre Arrieta volava verso una vittoria di tappa solitaria e stoica, alle sue spalle il gruppo veniva decimato non dalle pendenze, ma dalle insidie di un asfalto trasformato in una trappola di sapone dalla pioggia battente. Il finale è stato un susseguirsi frenetico di comunicazioni radio agghiaccianti, cadute a ripetizione hanno martoriato il plotone dei migliori proprio nei chilometri decisivi.

Corridori finiti nei fossati, biciclette distrutte e ammiraglie bloccate nel fango. Molti degli uomini di classifica sono stati rallentati dalla paura di scivolare nei tornanti tecnici ma scivolosi che portavano all’arrivo. In questo scenario da “salva chi può”, la lucidità è venuta meno e l’organizzazione dei team è saltata completamente, permettendo alla fuga di guadagnare un bottino di minuti che sa di sentenza.

Dalla pioggia esce Re Eulalio in rosa

In mezzo a questo scenario incerto, pericoloso, quasi apocalittico, emerge la figura di Eulalio. Mentre i “padroni” del Giro finivano lunghi nelle curve o si rialzavano doloranti, lui ha continuato a pedalare con la forza tra disperazione e sogno. Il risultato è un ribaltone che ha dello sbalorditivo, Eulalio non solo veste la Maglia Rosa ma lo fa con un distacco che ora costringe i big Vingegaard e compagni a scalare una classifica che pur non essendo irreversibile non sarà semplice.

 

 

L’ordine d’arrivo della tappa

1 Igor Arrieta UAE Team Emirates XRG 5:07:51

2 Afonso Eulálio Bahrain Victorious +0:02

3 Guillermo Thomas Silva XDS Astana Team +0:51

4 Lorenzo Milesi Movistar Team +1:29

5 Christian Scaroni XDS Astana Team +1:30

6 Gianmarco Garofoli Soudal Quick-Step s.t.

7 Koen Bouwman Team Jayco AlUla +3:11

8 Johannes Kulset Uno-X Mobility +3:13

9 Andrea Raccagni Noviero Soudal Quick-Step +3:29

10 Ludovico Crescioli Team Polti VisitMalta +4:42

Classifica generale:

1 Afonso Eulálio Bahrain Victorious 21:27:43

2 Igor Arrieta UAE Team Emirates XRG +2:51

3 Christian Scaroni XDS Astana Team +3:34

4 Andrea Raccagni Noviero Soudal Quick-Step +3:39

5 Johannes Kulset Uno-X Mobility +5:17

6 Giulio Ciccone Lidl-Trek +6:12

7 Jan Christen UAE Team Emirates XRG +6:16

8 Florian Stork Tudor Pro Cycling Team s.t.

9 Egan Bernal INEOS Grenadiers s.t.

10 Thymen Arensman INEOS Grenadiers +6:18

11 Giulio Pellizzari Red Bull – BORA – hansgrohe s.t.

12 Lennert Van Eetvelt Lotto Intermarché +6:22

13 Enric Mas Movistar Team s.t.

14 Markel Beloki EF Education-EasyPost s.t.