Trapani Shark, Antonini diffida FIP e LBA, Vogliamo la Serie A
Basket27 Maggio 2026 - 16:56
I legali delle società che fanno capo al presidente Valerio Antonini hanno mosso un passo ufficiale che scuote i vertici della pallacanestro italiana, inviando a FIP (Federazione Italiana Pallacanestro) e LBA (Lega Basket Serie A) – e per conoscenza a tutti i club del massimo campionato – un formale atto di pre-contenzioso e diffida ad adempiere.
La richiesta della Trapani Shark è perentoria: la convocazione di un tavolo istituzionale di negoziazione entro 15 giorni, la revisione in autotutela di tutte le sanzioni ed espulsioni, la reintegrazione immediata nel campionato di Serie A per la stagione 2026/2027 e un risarcimento danni stimato, in via prudenziale, in non meno di 48 milioni di euro a tutela del club e del proprio Presidente.
Dietro a questa dura offensiva legale ci sono due fatti nuovi, uno di natura tributaria e uno penale di rilievo nazionale, che secondo la proprietà ribaltano completamente la narrazione degli ultimi mesi.
La sentenza della Corte di Giustizia Tributaria: esclusa la frode
Il primo pilastro è rappresentato dalla sentenza n. 401/2026, depositata lo scorso 19 maggio 2026 dalla prima sezione della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Trapani. I giudici hanno parzialmente accolto il ricorso dell’FC Trapani 1905 Srl (il club calcistico del gruppo) contro l’atto di recupero dell’Agenzia delle Entrate.
L’aspetto cruciale della pronuncia risiede nell’esclusione dell’aggravante della condotta fraudolenta, con le sanzioni ricondotte al minimo edittale del 70%. Nella motivazione, il Collegio scrive testualmente:
«Non è dato cogliere nel comportamento della ricorrente elementi decisivi configuranti la prova certa dell’adozione di una strategia di carattere fraudolento».
Un passaggio chiave che, secondo la tesi difensiva, fa decadere il presupposto su cui si erano basati i provvedimenti sanzionatori sportivi. Inoltre, a breve è attesa una decisione identica e speculare per la Trapani Shark SSD a RL, pendente davanti alla medesima Corte e contro le stesse controparti, per la quale si attende una pronuncia conforme in virtù della medesima ratio decidendi.
Il “Caso Brescia” e l’inchiesta penale: Trapani parte lesa
Il secondo elemento, di portata nazionale, arriva dalla Procura di Brescia. Lo scorso 6 maggio 2026 è stato tratto in arresto Gianluca Alfieri, figura centrale dell’inchiesta sulla cessione di crediti d’imposta fittizi che ha coinvolto anche il Brescia Calcio. In quella sede, la Procura bresciana ha chiesto l’archiviazione per il presidente delle rondinelle, Massimo Cellino, qualificandolo espressamente come vittima del sistema fraudolento.
L’inchiesta, che vede cinque avvisi di garanzia (oltre ad Alfieri, figurano il commercialista Marco Gamba, il broker Francesco Scalercio, l’intermediario Andrea Piceni e l’imprenditore Danilo Porcile), ha svelato che il “Gruppo Alfieri SPV” avrebbe piazzato crediti inesistenti per un valore complessivo di 3,9 milioni di euro. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tra i soggetti truffati e raggirati dal sistema Alfieri figurerebbe proprio il Trapani.
I chiarimenti su Ravvedimento, DURC e INPS
La società è tornata a chiarire anche la propria posizione sul ravvedimento operoso effettuato nel maggio 2025. Viene ribadito con forza che quell’atto non costituì affatto una confessione di responsabilità, bensì l’unica strada obbligata e imposta per ottenere il via libera all’iscrizione delle squadre ai campionati della stagione 2025/2026.
A supporto della regolarità amministrativa, il club evidenzia che i DURC risultavano regolari sia a giugno che a ottobre 2025. Viene inoltre citato un provvedimento dell’INPS, che ha recentemente restituito 200 mila euro alla Trapani Shark a causa di compensazioni F24 eseguite erroneamente per due volte, generando un credito a favore del sodalizio granata.
La dura dichiarazione del Presidente Valerio Antonini
«Questa sentenza non è il punto di arrivo. È il punto di partenza. Da mesi sosteniamo che siamo stati raggirati da soggetti professionali presentati come affidabili. Oggi un tribunale lo scrive e una Procura della Repubblica, quella di Brescia, lo conferma negli atti pubblici della propria inchiesta. Per identica ratio, nei prossimi giorni attendiamo la pronuncia che riguarderà direttamente la Trapani Shark, con le stesse controparti.
Non chiediamo favori. Chiediamo che venga restituita dignità a una società, a una città e a centinaia di tifosi, sponsor, dipendenti e tesserati che hanno pagato il prezzo di una vicenda che oggi le carte ricostruiscono in modo diverso da come è stata raccontata.
La Federazione e la Lega hanno quindici giorni per sedersi a un tavolo istituzionale insieme a noi, anche alla presenza delle istituzioni del Governo. Dopo quel termine, fascicolo alla mano, parleranno le sedi competenti presso le aule dei Tribunali e della Corte di Giustizia Europea.
Il diritto e i fatti, oggi, sono dalla nostra parte. La squadra deve tornare in Serie A. La città di Trapani merita una risposta. E io, come Presidente e come uomo, voglio rispondere in primo luogo davanti ai nostri tifosi, ai nostri sponsor e a chi in questi mesi non ha smesso di credere».
La Trapani Shark ha confermato la propria totale disponibilità a raggiungere una composizione transattiva e istituzionale della vicenda, riservandosi di diffondere ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore.