Volley | Trofeo delle Regioni, dieci anni dopo la Sicilia si ripete: il racconto di Linda Troiano
In evidenza01 Luglio 2026 - 17:12
LE STORIE DIETRO I NUMERI
Perché il risultato è soltanto l’ultima riga del racconto
Capitolo I: il cambiamento culturale del volley siciliano
Dieci anni dopo la Sicilia torna tra le prime quattro d’Italia al Trofeo delle Regioni di volley. Ma il risultato conquistato a Catania racconta soprattutto la crescita di un movimento che ha imparato a confrontarsi senza timori con le grandi scuole della pallavolo italiana. Nel primo capitolo de “Le storie dietro i numeri” – la firma narrativa di SportWebSicilia dedicata alle storie che le classifiche non raccontano – Linda Troiano ripercorre il percorso che ha cambiato la prospettiva del volley siciliano.

PALERMO – Dieci anni possono sembrare un’eternità nello sport. Basta il tempo di vedere una generazione lasciare il campo e un’altra imparare a starci dentro.
Per questo il quarto posto conquistato dalla Sicilia al Trofeo delle Regioni – dietro la vincitrice Veneto, Lombardia e Piemonte – è il punto in cui un percorso, iniziato molto prima di Catania, torna a farsi vedere. Racconta una settimana di partite, ma anche il lavoro quotidiano di società, tecnici, selezionatori e atlete che hanno imparato, passo dopo passo, a confrontarsi con le migliori realtà della pallavolo italiana.
Per capire davvero il significato di quel quarto posto bisogna partire da una domanda semplice.
“Hai già realizzato quello che è successo?”

I risultati che cambiano una prospettiva
Linda Troiano sorride, si prende qualche secondo.
Sono passati pochi giorni dalla conclusione del Trofeo delle Regioni, ma la selezionatrice della rappresentativa femminile siciliana racconta di aver già ricominciato a rivedere le partite. Non per cercare gli errori. Quelli arriveranno dopo. Adesso sente il bisogno di capire. Di mettere ordine dentro una settimana che, dieci anni dopo l’ultimo quarto posto, ha riportato la Sicilia tra le prime quattro regioni d’Italia.
E forse è proprio questa la chiave del racconto.
Perché il quarto posto conquistato a Catania non rappresenta soltanto un risultato sportivo. Racconta il momento in cui un movimento ha cambiato il modo di guardare se stesso.

“Sinceramente no. Non l’ho ancora realizzato. Sono appena tornata da Catania e ho già ricominciato a rivedere le partite. In quel momento abbiamo capito di aver fatto qualcosa di veramente grande, ma soltanto adesso sto cercando di mettere insieme tutto quello che abbiamo vissuto. È stato un sogno. Ma è stato anche realtà“.
Nelle sue parole non c’è l’euforia di chi festeggia un risultato inatteso.
C’è piuttosto la lucidità di un’allenatrice che prova a dare un senso a ciò che è accaduto.
Quel sogno, in fondo, Linda lo aveva raccontato a se stessa, ancora prima dell’inizio del torneo, affidandolo – al termine delle kermesse – a una frase pubblicata sui social: “Se è un sogno, non svegliatemi.”
Oggi quella frase sembra quasi il titolo inconsapevole di una settimana destinata a lasciare un segno.
“Era un sogno per tutti. Aspettavamo da tanto tempo un risultato del genere. Forse non immaginavamo proprio questo, ma sentivamo che qualcosa di importante potesse succedere. Per le ragazze significa capire che anche loro possono immaginare un futuro nella pallavolo di alto livello“.

Quel gruppo ha cominciato a crederci prima degli altri
Linda Troiano colloca l’inizio di questo percorso lontano da Catania. Al Trofeo dei Tre Mari.
È lì che, osservando le ragazze allenamento dopo allenamento, ha avuto la sensazione che quel gruppo potesse costruire qualcosa di speciale.
“Avevo percepito che il gruppo fosse diverso. Poi, intensificando il lavoro, ho visto ragazze disponibili ad accogliere il nostro sistema di gioco. Quando una squadra ti segue, quando si fida, capisci che può nascere qualcosa di importante“.
Prima ancora dei risultati, è stata quella disponibilità a convincere lo staff di avere tra le mani una squadra con un’identità. Una qualità che non compare in nessuna statistica, ma che spesso fa la differenza quando le partite diventano più pesanti e la pressione aumenta.

La rappresentativa della Sicilia che ha conquistato il secondo posto al “Trofeo dei Tre Mari”
La frase che racconta la nuova Sicilia
È probabilmente questo il momento più importante dell’intervista.
Linda Troiano pronuncia una frase destinata a restare.
“Oggi il divario tra noi e loro sono quei centimetri. Tecnicamente non abbiamo nulla da invidiare alle grandi d’Italia“.
Vale la pena fermarsi su queste parole.
Per anni la pallavolo siciliana si è raccontata attraverso ciò che mancava: meno numeri, meno strutture, meno tradizione rispetto alle grandi realtà del Nord.
Oggi la prospettiva è diversa.
Il divario, spiega Linda, non riguarda più la qualità della pallavolo espressa sul campo. Rimangono differenze fisiche, legate alla legge dei grandi numeri e alla diversa densità di popolazione. Ma tutto ciò che dipende dal lavoro quotidiano, dalla preparazione tecnica e dalla cultura sportiva può essere costruito.
E negli ultimi anni è stato costruito.

Quando smetti di sentirti inferiore, hai già cominciato a vincere
Non è un caso che, parlando della semifinale contro la Lombardia, Linda non cerchi alibi.
Preferisce raccontare un atteggiamento.
“Anche se avevamo davanti squadre superiori per centimetri, non c’è mai stato il pensiero di entrare già perdenti. Ogni partita l’abbiamo affrontata con l’intento di portare a casa il risultato“.
È probabilmente questa la descrizione che racconta meglio il Trofeo delle Regioni della Sicilia.
Non il quarto posto. Non la semifinale. Non le medaglie.
La convinzione.
Il momento preciso della crescita di ogni movimento sportivo non coincide necessariamente con una vittoria. Arriva quando una squadra smette di entrare in campo sperando di sorprendere l’avversario e comincia, invece, a giocare con serenità perchè sente di appartenere a quel livello.
A Catania la Sicilia ha fatto esattamente questo. Ha smesso di rincorrere. Ha smesso di guardare le grandi da lontano. Ha imparato a guardarle negli occhi.

Il risultato passa. La consapevolezza resta.
Il quarto posto entrerà negli archivi del Trofeo delle Regioni.
La consapevolezza costruita da questa squadra, invece, può arrivare molto più lontano.
Il risultato ottenuto a Catania racconta un movimento che ha ritrovato fiducia nelle proprie idee, nel lavoro delle società, nella crescita delle sue ragazze e nella capacità di competere con le migliori realtà italiane.
La vittoria più importante, quella che cambia il modo in cui una regione guarda il proprio futuro.

Le ragazze della rappresentativa siciliana sotto lo sguardo del Presidente del Comitato Regionale Fipav Sicilia, Antonio Locandro
Nel prossimo capitolo
Il viaggio nelle Storie dietro i numeri continuerà entrando nel cuore umano di questa impresa. Linda Troiano racconterà la partita contro il Lazio che ha cambiato il destino del torneo, il carattere di un gruppo capace di ribaltare le difficoltà e quell’abbraccio delle ragazze ai propri allenatori prima ancora che ai genitori: l’immagine che, forse più di ogni altra, racconta il significato profondo di questa settimana.