Volley | Andrea Ebana: il talento è la domanda sbagliata

di Domenico Abbriano

LE STORIE DIETRO I NUMERI
Perché il risultato è soltanto l’ultima riga del racconto

Le storie dietro i numeri” è il format narrativo di SportWebSicilia che prova a raccontare ciò che il risultato lascia fuori dal tabellino. Una nuova storia che nasce a Messina dal dialogo con Andrea Ebana, coordinatore del progetto Volleyrò e figura di riferimento tecnico del secondo camp estivo di Akademia Sant’Anna, club di serie A2 femminile. Una conversazione che parte dalla pallavolo per arrivare all’educazione, passando attraverso il talento, il fallimento, il ruolo dei genitori e la responsabilità degli adulti

MESSINA – Ogni estate migliaia di ragazzi entrano in una palestra con lo stesso desiderio. Diventare più forti. Saltare più in alto. Imparare un colpo nuovo.

Gli adulti, quasi sempre, guardano altrove. Si chiedono se davanti abbiano un talento.

Andrea Ebana no. Lui osserva altro. Guarda come un ragazzo entra in palestra. Come ascolta. Come sbaglia. Come reagisce. Perché, prima ancora del talento, c’è una persona.

Ed è da lì che dovrebbe cominciare un allenatore.

Ci siamo incrociati in occasione del 2° camp estivo organizzato, a Messina, da Akademia Sant’Anna, club siciliano di serie A2 femminile.

Un passaggio alla volta, abbiamo provato a non interrompere mai il flusso del suo pensiero. Le domande non cercavano l’effetto. Provavano semplicemente ad aprire delle porte.

Andrea Ebana le ha attraversate una dopo l’altra.

E alla fine ci siamo ritrovati a parlare molto meno di pallavolo e molto di più di educazione.

Andrea Ebana

Photo credits: bergamoesport.it

Il talento non esiste. Esistono i talenti.

Quando gli chiediamo che cosa significhi davvero essere un talento, Andrea Ebana non offre una definizione. Smonta il concetto.

Credo che ci siano due cose fondamentali riguardo al talento. La prima è che non si possa declinare la parola talento al singolare. Ci sono tanti tipi di talento. C’è il talento fisico, quello tecnico, quello organizzativo, quello attitudinale. Il nostro mestiere è capire quale appartiene a un ragazzo o a una ragazza e provare a far crescere tutto il resto“.

È una risposta che cambia prospettiva. Perché sposta l’attenzione dalla ricerca del fenomeno alla responsabilità dell’allenatore.

Il talento, da solo, non basta. E soprattutto non garantisce nulla.

La più grande bugia che possiamo raccontare è pensare che, siccome un ragazzo ha talento, allora debba per forza riuscire“.

Andrea Ebana

Photo credits: sachsen-fernsehen.de

La fretta degli adulti

La conversazione scivola naturalmente su un tema che riguarda molto più gli adulti che i ragazzi.

La fretta.

L’idea che uno, siccome ha talento, debba per forza riuscire alimenta una teoria malsana dello sport. Non tutti dobbiamo andare a ricercare zone di eccellenza che magari non ci appartengono. Dobbiamo capire quali sono le nostre inclinazioni, provare a coltivarle, ma mettendo al centro il benessere della persona prima ancora dell’atleta“.

È una frase che obbliga a fermarsi. Perché, forse, il problema non è la pressione che i ragazzi si mettono addosso. È quella che gli adulti costruiscono intorno a loro.

Andrea Ebana

Photo credits: ideawebtv.it

Il fallimento è un regalo

Quando si parla di giovani, c’è una parola che compare raramente. Fallimento.

Andrea Ebana la pronuncia senza paura.

“Questo fatto che bisogna essere tutti campioni mi disturba. O riesci o sembra che il fallimento non sia accettabile. Invece il fallimento è una parte che bisogna salvaguardare per poter migliorare. Magari fallendo in una cosa si capisce che potrei riuscire in un’altra. Allora è un regalo”.

Un regalo.

Una sola parola. Eppure basta a ribaltare una delle convinzioni più diffuse nello sport giovanile.

Andrea Ebana

Photo credits: volleynews.it

I genitori non sono il problema

Molti allenatori, arrivati a questo punto, parlerebbero dei genitori come di un ostacolo.

Andrea Ebana sceglie una strada diversa.

I genitori ci affidano quello che di più prezioso hanno. Fanno una scommessa enorme su di noi. Noi dobbiamo rispettarla, renderli partecipi del lavoro che stiamo facendo con i loro figli“.

Non cerca colpevoli. Parla di alleanza.

Andrea Ebana

Photo credits: ideawebtv.it

Diventare grandi

Volleyrò, negli anni, ha formato decine di atlete arrivate ai massimi livelli. Tra queste anche Laura Franceschini, Sara Bellia e Gaia Guiducci, che nella prossima stagione vestiranno la maglia di Akademia Sant’Anna.

Ma quando gli chiediamo quale sia la soddisfazione più grande, Andrea Ebana non cita le vittorie sul campo. Parla di ragazze.

“Le vediamo entrare bambine ed uscire donne. Con la patente, certo, ma soprattutto con un bagaglio di relazioni, di esperienze, di difficoltà affrontate. Diventare grandi significa trovarsi faccia a faccia con le difficoltà e decidere di non schivarle”.

È in quel momento che si capisce cosa significhi davvero formare.

Volleyrò

(profili social di Andrea Ebana)

Il problema non sono i giovani

La domanda successiva riguarda la Sicilia. La risposta, ancora una volta, cambia direzione.

“Ogni volta che vado in una regione mi dicono che lì è diverso. In realtà è uguale dappertutto. Il problema non sono i giovani. Il problema siamo noi adulti. Chiediamo agli atleti di fare squadra, ma poi tra società non facciamo squadra, tra allenatori non facciamo squadra”.

Poi arriva una frase che va oltre il volley.

“Perché diciamo sempre che non capiamo la lingua dei giovani e non proviamo a parlare noi la loro? Forse, prima di parlare dei giovani, dovremmo capire come sono i giovani”.

È una riflessione che riguarda tutta la società. Non soltanto una palestra.

Andrea Ebana

(profili social di Andrea Ebana)

Tra il dire e il fare

L’ultima domanda sembra la più semplice. Gli chiediamo se sogna ancora.

Sorride.

“Tutti i giorni. Altrimenti che si vive a fare?”.

Poi, quasi senza accorgersene, consegna la chiusura di questa storia.

Tra il dire e il fare non c’è di mezzo il mare. C’è il cominciare. Cominciamo a fare qualcosa e facciamolo con tutto il cuore. Se siamo in palestra, proviamo a fare con tutto il cuore qualcosa che ci fa sognare”.

Ogni estate migliaia di ragazzi entrano in una palestra sperando di diventare campioni. Andrea Ebana continua a entrarci per un motivo diverso.

Cominciare.

Volleyrò

Ad Offanengo Andrea Ebana festeggia il titolo nazionale Under 18 appena conquistato con Volleyrò