Palermo bello anche in Coppa: 5-2 al Mantova. Prossimo avversario il Bologna
Calcio03 Settembre 2026 - 20:28
Il Palermo vola agli ottavi di Coppa, Mantova battuto 5-2, ora il Bologna 52 anni dopo la storica finale
I rosanero sprecano il doppio vantaggio, vengono raggiunti sul 2-2 ma reagiscono con Pohjanpalo e Johnsen. Inzaghi cambia la partita dalla panchina e dimostra di avere a disposizione una rosa profondissima.
Il pass per la sfida del Dall’Ara arriva al termine di una partita spettacolare al Renzo Barbera. Il Palermo supera 5-2 il Mantova, ma il risultato finale racconta soltanto in parte una gara nella quale è successo praticamente di tutto: il doppio vantaggio rosanero, la clamorosa rimonta lombarda nei primi dieci minuti della ripresa e infine la reazione della squadra di Filippo Inzaghi, trascinata proprio dai giocatori entrati dalla panchina.
Ed è probabilmente questo l’aspetto più importante della serata. Inzaghi cambia parecchio rispetto al campionato e il Palermo continua a vincere. Poi, quando la partita si complica, guarda verso la panchina e può permettersi di inserire calciatori del calibro di Pohjanpalo, Hernani, Segre e Peda. Una dimostrazione concreta della profondità di un organico costruito per puntare senza nascondersi alla promozione in Serie A.
Strefezza accende subito il Barbera
Inzaghi sceglie il 4-2-3-1 e concede spazio a diversi giocatori meno utilizzati nelle prime gare della stagione. Davanti a Fortin ci sono Cassandro, Magnani, Barba e Bozzolan. Gomes ed Estevez formano la coppia di centrocampo, mentre Strefezza, Palumbo e Vavassori agiscono alle spalle di Gabrielloni.
Il Palermo parte con personalità e al 9′ passa subito in vantaggio. Gomes trova il corridoio giusto per Strefezza, che attacca la difesa avversaria e finalizza l’azione battendo Bardi. È l’1-0 che indirizza immediatamente la partita.
Strefezza è uno dei grandi protagonisti della prima mezz’ora. Accelera, salta l’uomo e costringe continuamente il Mantova ad abbassarsi. Al 12′ il Palermo va vicino al raddoppio: cross al centro e colpo di testa di Vavassori, con Bardi chiamato a intervenire.
La partita, però, non è affatto chiusa. Il Mantova perde presto Trimboli per infortunio, sostituito da Kouda, ma con il trascorrere dei minuti riesce a guadagnare campo.
Gliozzi al 25′ non arriva per pochissimo su un ottimo pallone di Ilie. Al 35′ Del Lungo entra nell’area rosanero e conclude con il sinistro, trovando Fortin. Ancora più importante l’intervento del giovane portiere al 41′: dopo aver sbagliato il rinvio, Fortin rimedia personalmente con una grande parata sulla conclusione di Ignacchiti diretta verso l’incrocio.
Il gol annullato a Gliozzi e il rigore di Palumbo
Il finale del primo tempo è convulso. Il Mantova riesce anche a mettere il pallone alle spalle di Fortin con Gliozzi, che devia in rete un cross arrivato nell’area rosanero. La gioia degli ospiti dura però pochissimo: la rete viene annullata per una posizione di fuorigioco millimetrica.
E pochi istanti più tardi la situazione cambia completamente.
Il Palermo conquista un calcio di rigore e sul dischetto si presenta Palumbo, che non sbaglia. Al 50′ arriva così il 2-0 con il quale la squadra di Inzaghi va negli spogliatoi.
Il risultato sembra mettere la qualificazione in discesa. La ripresa dimostrerà esattamente il contrario.
Dieci minuti da incubo: il Mantova dal 2-0 al 2-2
Il Palermo rientra in campo male e il Mantova ne approfitta immediatamente.
Al 7′ della ripresa Ilie costruisce una splendida azione e Ruocco conclude con un diagonale che non lascia scampo a Fortin. È il 2-1 e improvvisamente la partita si riapre.
Passano appena tre minuti e arriva addirittura il pareggio. A segnarlo è Kouda, proprio il giocatore entrato nel primo tempo al posto dell’infortunato Trimboli.
In appena dieci minuti il Palermo passa dal 2-0 al 2-2.
È il momento più difficile della partita per i rosanero. Il Mantova gioca sulle ali dell’entusiasmo, mentre la squadra di Inzaghi fatica a ritrovare le distanze mostrate nella prima frazione.
Al 19′ Gabrielloni riesce a mandare il pallone in rete, ma lo fa aiutandosi con una mano: gol inevitabilmente annullato e cartellino giallo per l’attaccante.
Inzaghi guarda la panchina e cambia la partita
A questo punto emerge probabilmente la notizia più significativa della serata per il futuro del Palermo.
Inzaghi può cambiare profondamente la propria squadra senza diminuirne la qualità.
Al 23′ arrivano contemporaneamente Peda, Hernani e Pohjanpalo, che prendono il posto di Magnani, Palumbo e Gabrielloni. Poco dopo Gomes, ormai stremato, lascia spazio a Segre.
Il risultato è immediato.
Hernani al 27′ va addirittura a centimetri da un gol straordinario: direttamente da calcio d’angolo cerca la rete olimpica e centra la traversa.
È il segnale che l’inerzia della partita sta nuovamente cambiando.
Un minuto più tardi il Palermo torna avanti. Un rimpallo favorisce la ripartenza di Johnsen, bravo a gestire il pallone e a creare l’assist per Pohjanpalo. Il centravanti finlandese, entrato da appena cinque minuti, è al posto giusto nel momento giusto e con il tap-in firma il 3-2.
È una rete che vale molto più del semplice vantaggio. Il Palermo era stato colpito due volte, aveva perso completamente il margine costruito nel primo tempo e sembrava aver consegnato psicologicamente la partita al Mantova. Invece reagisce.
E lo fa grazie alla qualità della propria panchina.
Johnsen chiude i conti: 4-2 e ottavi di finale
Il Mantova non si arrende e continua a cercare il pareggio. Fortin deve mantenere alta l’attenzione e al 39′ è bravo in uscita su un cross proveniente dalla fascia destra.
Ma più gli ospiti si scoprono, maggiori diventano gli spazi a disposizione degli uomini di Inzaghi.
Allo scadere arriva il colpo definitivo
Il Palermo costruisce una splendida ripartenza e questa volta è Johnsen a finalizzarla. Il norvegese, già determinante nell’azione del 3-2, firma personalmente il 4-2 che mette al sicuro la qualificazione. Pohjanpalo chiude sul 5-2
Dopo sei minuti di recupero può iniziare la festa del Barbera.
Il Palermo è agli ottavi di Coppa Italia.
Una rosa che manda un messaggio anche alla Serie B
La qualificazione ha un significato che va oltre il semplice passaggio del turno.
Inzaghi ha utilizzato una formazione profondamente diversa rispetto a quella che potrebbe essere considerata l’undici titolare e ha comunque schierato una squadra competitiva. Quando poi la partita ha richiesto maggiore esperienza e qualità, dalla panchina sono entrati giocatori che in qualsiasi formazione di Serie B potrebbero tranquillamente partire dall’inizio.
Pohjanpalo entra e segna. Hernani entra e colpisce una traversa. Segre dà nuove energie al centrocampo. Johnsen diventa decisivo nel finale.
E dalla panchina, peraltro, Inzaghi poteva contare anche su elementi come Perin, Augello, Ranocchia e Bani.
È probabilmente questa la fotografia più significativa del Palermo costruito per la nuova stagione: non soltanto un undici forte, ma un organico con alternative di livello elevatissimo per la categoria.
Così come ad Arezzo nella seconda gara di campionato la rimonta subita nei primi dieci minuti della ripresa rappresenta naturalmente un campanello d’allarme. Una squadra che punta alla Serie A non può permettersi di perdere in così poco tempo un doppio vantaggio. Ma altrettanto importante è stata la capacità di reagire al momento peggiore della partita.
Il Palermo è stato raggiunto, ha rischiato di perdere il controllo della gara e poi l’ha ripresa in mano.
Il 5-2 diventa così un’altra tappa di un avvio di stagione che sta alimentando entusiasmo e ambizioni.
Bologna-Palermo, 52 anni dopo
Adesso, però, la Coppa Italia regala una storia nella storia.
Agli ottavi il Palermo andrà al Dall’Ara contro il Bologna.
Un incrocio che inevitabilmente riporta indietro al 23 maggio 1974, quando le due squadre si affrontarono allo Stadio Olimpico di Roma nella finale di Coppa Italia.
Il Palermo, allora in Serie B, arrivò a un passo da una delle imprese più importanti della propria storia. I rosanero passarono in vantaggio con Magistrelli e accarezzarono a lungo il sogno di alzare il trofeo. Nel finale il Bologna riuscì a pareggiare su calcio di rigore contestatissimo con Savoldi e la finale si decise poi dal dischetto, con i felsinei che conquistarono la Coppa.
Una ferita rimasta nella memoria collettiva del tifo palermitano.
Questa volta non ci sarà un trofeo direttamente in palio, ma per il Palermo sarà comunque una notte dal fascino particolare: una trasferta contro una formazione di Serie A, in uno stadio prestigioso e con la possibilità di misurare le proprie ambizioni contro un avversario di categoria superiore.
Tabellino
PALERMO – MANTOVA 5-2. Reti: al 9′ Strefezza, al 45’+6′ Palumbo, 51′ Ruocco, 55′ Kouda, 70′ Pohjanpalo, 88′ Johnsen, 95′ Pohjanpalo
PALERMO: Fortin; Cassandro, Magnani (61′ Peda), Barba, Bozzolan; Gomes (71′ Segre) Estevez; Strefezza (46′ Johnsen), Palumbo 61′ Hernani), Vavassori; Gabrielloni (61′ Pohjanpalo)
A disposizione: Perin, Nespola, Augello, Ranocchia, Bani, Pierozzi, Ceccaroni.
Allenatore: Inzaghi.
MANTOVA: Bardi; Castellini, Cella, Del Lungo (77′ Tomasevic); Benaissa, Trimboli (13′ Kouda), Ignacchiti, Cajazzo (46′ Ruocco); Chinetti (46′ Silva), Ilie; Gliozzi (60′ Vlahovic)
A disposizione: Gemello, Gasparini, Longonda, Wieser, Keita, Paoletti, Marai, Silva, Kospo.
Allenatore: Modesto.
Arbitro: Di Marco (Ciampino).