Nuoto, Marchello “La medaglia più bella in staffetta con l’Ulysse”

di Simone Milioti

Davide Marchello è certamente uno dei nuotatori siciliani più forti che abbiamo attualmente. Il classe 2001 insieme a Lorenzo Gargani e Gianluca Messina è ormai stabilmente protagonista dei campionati italiani assoluti e Settecolli e recentemente è entrato nel giro della Nazionale Azzurra.
Dopo gli Europei di Parigi è in cerca dei pass per il Mondiale in corta di Pechino e avrò due occasioni al Nico Sapio a Genova questo fine settimana e a metà novembre al campionato italiano assoluto in corta di Riccione. Da piccolo inizia a nuotare col fratello Andrea, più forte perché vinceva i titoli regionali, mentre Davide ha iniziato a vincere da più grande.
Appuntamenti nell’immediato ci svela essere il Nico Sapio e il campionato italiano in corta, ma aggiunge: “In mezzo ci metto pure una tappa di Coppa del Mondo a Cancùn in Messico, ora un calendario serrato, non ho obiettivi grandi, cerco comunque di fare il meglio possibile in ogni gara e poi quello che arriva mi prendo senza grandi aspettative”.
Sulla vita da nuotatore professionista ci svela: “È un po’ la clausura, io sono fortunato perché ho la mia famiglia a Ostia e ho casa, gli altri restano al centro federale e hanno poche distrazioni. Facciamo quelle 3-4 cose ogni giorno ed è quasi una ruotine che si ripete all’infinito fino alla domenica dove abbiamo il giorno libero e lo sfruttiamo per recuperare energie e riposarci. C’è poco spazio di manovra”.

La storia “geografica” di Marchello

Come muove i primi passi nel nuoto, ha “rischiato” di praticare altri sport?
“Inizio come tutti penso, qua fra di noi ci raccontiamo le storie, noi nuotatori, e iniziamo tutti allo stesso modo Il fratello Andrea più grande fa nuoto e lo fai pure tu. Anche se la mia famiglia non è proprio una famiglia classica a livello di sport, perché mia madre ha giocato tanti anni in Serie A a basket ed è di Ostia dove vivo adesso. Trasferendosi in Sicilia ha conosciuto mio padre, giocatore di basket dilettante, e siamo nati noi. C’è sempre stato un dualismo basket-nuoto in famiglia, ma iniziando da piccoli a praticare sport a 2-3 anni non era possibile fare basket e siamo stati buttati in piscina”.
La scelta di andare via della Sicilia quindi è per tornare alla città natale della mamma, non legata a studio o possibilità di nuotare fuori.
“Si ci trasferiamo ad Ostia, anzi mio fratello si sposta prima e va a vivere dai nonni, io lo seguo un anno dopo. Ci continuiamo ad allenare insieme, lui poi lascia e io mi tessero con l’Aurelia Nuoto mia attuale società. Adesso mi alleno al Polo Natatorio di Ostia quindi mi viene vicino casa, in passato però ho anche preso il treno, un’ora, per andare all’Acquacetosa dove l’Aurelia aveva spazi acqua”.
Come arriva la chiamata nell’Esercito?
“Succede che io mi vengo ad allenare qua a Ostia con il gruppo della federazione che era allora allenato da Fabrizio Antonelli che era il responsabile del settore nuoto dell’Esercito. Succede dopo aver vinto gli Assoluti e aver fatto i piazzamenti nella dieci chilometri a mare. L’oro agli assoluti era arrivato negli 800 in vasca corta e da allora faccio parte del gruppo sportivo esercito, sono un po’ più di tre anni”.
E infine la convocazione in Nazionale maggiore, anche se aveva già partecipato ad Universiadi, che effetto fa?
“È stato diverso, è vero avevo già fatto Universiadi due volte e anche un campionato europeo di fondo in acqua libere. L’ambiente assoluto già lo conoscevo, però in vasca è diverso quindi è stato molto più esaltante per me. Sono tutti forti e ti fasi a stare lì”.

Caratteristiche di Marchello

Ogni volta è iscritto alle gare dai 200 ai 1500 stile libero, ha una preferenza?
“Io non nasco proprio stile liberista, facevo tanto delfino da piccolo. Crescendo e buttandomi pure a mare da molto piccolo, da 14-15 anni ho iniziato a fare gare lunghe poi ho iniziato a fare gare lunghe anche in nazionale giovanile in Coppa Comen. Andare veloce in vasca è arrivato molto dopo in età quasi adulta a 18-19 anni perché prima ero un po’ scarsetto nel nuoto in vasca. Posso coprire quelle quattro distanze ma le mie preferite sono certamente 400 e 800 stile libero, anche se non ho una preferenza assoluta tre le due”.
C’è una vittoria o una medaglia più bella di altre?
“Mi vengono in mente due momenti. Uno è la prima volta che ho vinto gli assoluti, come si dice la prima volta non si scorda mai, era dicembre del 2022 e ce l’ho impressa. Ma la vittoria più bella è l’oro in staffetta nella 4×200 stile libero con l’Ulysse Messina ai campionati regionali. eravamo una piccola squadra nuotavo con mio fratello e anche gli altri staffettisti erano ragazzi che vivevano vicino a noi. È stato emozionante perché eravamo una piccola squadra che competeva con altre più forti, è stata una grande cosa. Almeno per noi e per me era grande allora”.
Preferenza su vasca corta o lunga e ancora vasca o acqua libere?
“Sulla vasca ti dico la lunga, è quella olimpica. Mentre sulle acque libere considerando che c’è solo la 10 km nel programma olimpico e chiaramente meno spazio per qualificarsi stiamo puntando più sulla vasca. È più una scelta, in acqua libere vado forte nella knockout che però non è in programma a Los Angeles e quindi stiamo lavorando in quell’ottica”.

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