Giro d’Italia 110, svelato il percorso da Trieste a Roma

di Redazione

Presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone è stato presentato il tracciato ufficiale della Corsa Rosa: 21 tappe per un totale di 3.418,9 chilometri e 50.250 metri di dislivello complessivo. Il Passo Gavia sarà la Cima Coppi, il Mortirolo la Montagna Pantani e la Montecatini Terme-Zeri la Tappa Bartali

La maestosa cornice della Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma ha fatto da teatro alla presentazione ufficiale del Giro d’Italia 110. La Corsa Rosa prenderà il via sabato 8 maggio 2027 da Trieste per chiudere i battenti domenica 30 maggio 2027 sulle strade della Capitale.

L’evento, condotto da Pierluigi Pardo e Cristina Fantoni con gli interventi tecnici dei corridori Elena Cecchini, Giacomo Nizzolo e Moreno Moser, ha visto la partecipazione dei vertici del Gruppo RCS con Urbano Cairo, Paolo Bellino, Luca Guercilena, Matteo Mursia e il direttore de La Gazzetta dello Sport Stefano Barigelli, affiancati dall’Assessore ai Grandi Eventi e Sport di Roma Capitale Alessandro Onorato. Il disegno del tracciato si è preannunciato severo e affascinante, forte di un dislivello positivo totale di 50.250 metri distribuiti lungo 3.418,9 chilometri complessivi. Il programma tecnico ha previsto 21 frazioni suddivise in 6 tappe riservate alle ruote veloci, 8 di media montagna, 5 di alta montagna e 2 prove a cronometro individuale.

La rassegna celebrerà vette e tappe dal profondo valore storico: il Passo Gavia rappresenterà la Cima Coppi del 2027 (affrontato finora 10 volte a partire dal primo passaggio del 1960), mentre la doppia ascesa al Mortirolo costituirà la Montagna Pantani (giunta alla 18ª scalata complessiva dal debutto del 1990). La Montecatini Terme-Zeri sarà inserita come Tappa Bartali, mentre a 6 anni di distanza dall’affermazione di Lorenzo Fortunato nel 2021 e a 9 dal trionfo di Chris Froome nel 2018 si assisterà al grande ritorno del Monte Zoncolan dal tremendo versante di Ovaro.

L’edizione 110 metterà in risalto anche l’aspetto motoristico con i passaggi negli autodromi di Misano Adriatico, Mugello e Monza, celebrerà gli 80 anni della Polizia Stradale e promuoverà i grandi itinerari del turismo religioso italiano attraverso il progetto dei cammini spirituali, coinvolgendo la Via Francigena, la Via Romea Strata, il Cammino di San Benedetto e il Cammino di San Francesco.

Dalla Grande Partenza in Friuli al primo blocco di montagna nell’Appennino adriatico

La Grande Partenza rappresenterà la seconda volta storica per il Friuli-Venezia Giulia dopo il prologo del 1981 vinto da Knut Knudsen. Trieste ospiterà una partenza per la 19ª volta e un traguardo per la 23ª occasione: la frazione d’apertura vedrà il gruppo muoversi e terminare nella città giuliana dopo uno sconfinamento in Slovenia e 3 insidie altimetriche negli ultimi 40 chilometri. La seconda giornata porterà la carovana interamente in terra slovena da Ljubljana a Koper (quarto avvio di tappa sloveno nella storia dopo le edizioni del 1971, 1994 e 2001), prima del rientro in Italia con la Cervignano-Possagno di 163 chilometri. La quarta frazione condurrà la corsa in Emilia Romagna con la Argenta-Misano Adriatico, dove l’Autodromo Marco Simoncelli offrirà la volata ai velocisti.

Il primo scontro per la classifica generale andrà in scena nella quinta tappa: la partenza da Filottrano omaggerà la memoria di Michele Scarponi a 10 anni dalla sua scomparsa, prima di affrontare una frazione breve di appena 139 chilometri ma infarcita di 3.300 metri di dislivello verso l’arrivo in quota di Sarnano-Sassotetto. Dopo la frazione adriatica da Alba Adriatica a Lanciano, la carovana affronterà la prima prova contro il tempo con la cronometro individuale in salita di 19,6 chilometri da Sulmona a Campo di Giove. Il fine settimana vedrà il Giro far tappa a Napoli per il sesto anno consecutivo (48° arrivo nella città partenopea, eguagliando una striscia d’accessi continui che mancava dal decennio 1946-1955), per poi chiudere i primi 9 giorni di gara con la frazione Itri-Subiaco-Monte Livata, traguardo già testato al Giro Next Gen.

La seconda settimana tra gli Appennini, la Toscana, Bobbio e la cronometro di Milano

Dopo la prima giornata di riposo la corsa riprenderà dal Lazio con la Palombara Sabina-Norcia, un percorso nervoso di 218 chilometri condito da 3.600 metri di dislivello. La tappa successiva, da Gualdo Tadino a Scarperia con traguardo situato all’interno dell’Autodromo del Mugello, si attesterà come la frazione più lunga del Giro 110 ed offrirà una nuova opportunità ai velocisti. Successivamente la carovana rosa si sposterà in Toscana per la Montecatini Terme-Zeri (Tappa Bartali), dove il gruppo scoprirà il Passo dei Due Santi prima dell’inedito arrivo in quota. La tredicesima tappa da Borgo Val di Taro a Reggio Emilia garantirà 176 chilometri pianeggianti per le ruote veloci.

Il secondo fine settimana promette di scuotere pesantemente le posizioni di vertice. La giornata di sabato proporrà una tappa da 187 chilometri e ben 4.900 metri di dislivello con partenza da Cantù Arena e arrivo ai Piani di Bobbio/Valtorta, costringendo i corridori a scalare in sequenza il Ghisallo, la Culmine di San Pietro, il Miragolo San Salvatore e l’ascesa di Alino. La domenica successiva andrà in scena la seconda cronometro individuale della Corsa Rosa: uno sforzo di 37,3 chilometri con partenza dal rettilineo dell’Autodromo Nazionale di Monza e arrivo a Milano, che raggiungerà così quota 91 arrivi di tappa nella propria storia dopo i recenti trionfi a cronometro firmati da Filippo Ganna nel 2020 e nel 2021.

La terza settimana regina: il tappone dell’Aprica, la salita dello Zoncolan e il gran finale a Roma

L’ultima e decisiva settimana di corsa si aprirà, subito dopo il secondo giorno di riposo, con la frazione regina da Sondrio ad Aprica (a 65 anni dal primo arrivo del 1962 dominato da Vittorio Adorni). Con i suoi 192 chilometri e l’impressionante dato di 5.700 metri di dislivello, la giornata rappresenterà il punto più duro del Giro 110, proponendo l’ascesa della Cima Coppi sul Passo Gavia e il doppio passaggio sulla Montagna Pantani del Mortirolo. Superata la parentesi per velocisti da Chiari a Vo’, la carovana tornerà a salire verso il settimo arrivo in quota della rassegna con la Rovereto-Madonna di Campiglio, seguita dalla frazione di 199 chilometri e 3.000 metri di dislivello da Rovereto a Sacile, terreno ideale per le imboscate dei finisseur.

L’ultimo grandioso scontro di alta montagna si consumerà il sabato della terza settimana nella frazione Pordenone-Monte Zoncolan. A 6 anni dall’ultima presenza e per l’ottava volta nella storia della Corsa Rosa, il “Gigante della Carnia” verrà affrontato dal terribile versante di Ovaro, teatro in passato delle impresse di Gilberto Simoni, Ivan Basso, Igor Anton, Michael Rogers e Chris Froome. Superata la montagna friulana, il Giro d’Italia si trasferirà a Roma per il quinto anno consecutivo e per la 52ª volta complessiva nella storia della competizione. Nella passerella conclusiva di domenica 30 maggio il vincitore della 110ª edizione solleverà al cielo il Trofeo Senza Fine nella Città Eterna, ponendo il sigillo su una Corsa Rosa straordinaria.