AVOLA, BOMBA CARTA CONTRO UN NEGOZIO

di Antonino Piscitello

avola bomba carta

L’esplosione che ha interrotto la quiete notturna di Avola nella notte tra il 31 gennaio e il 1 febbraio non è un episodio isolato, ma l’ennesimo tassello di un mosaico criminale che sta tornando a stringere la provincia in una morsa di paura.

Un ordigno rudimentale ha devastato un negozio di elettrodomestici in piazza Francesco Crispi, confermando come la criminalità organizzata stia rialzando la testa con modalità brutali che richiamano stagioni oscure del passato.

Poco dopo l’una, nella notte tra il 31 gennaio e il 1 febbraio, una violenta detonazione ha scosso il cuore di Avola.

L’obiettivo dell’intimidazione è un esercizio commerciale specializzato in elettrodomestici, situato nei pressi di via Cappellini.

La forza d’urto della bomba carta ha deformato la saracinesca d’ingresso e investito due vetture parcheggiate nelle immediate vicinanze, una Fiat Punto e una Opel Astra. Sul posto sono intervenuti tempestivamente gli agenti della Polizia di Stato e i Carabinieri per i rilievi tecnici.

Gli inquirenti stanno ora passando al setaccio le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, fiduciosi che i frame possano aver immortalato gli autori del gesto dinamitardo o i mezzi utilizzati per la fuga.

L’attentato di Avola si inserisce in una scia di eventi inquietanti che sta interessando l’intero territorio siracusano.

Nelle ultime settimane, se la città capoluogo ha fatto i conti con ordigni e minacce ai commercianti, la zona montana, invece, è stata teatro di assalti ai bancomat tra Buccheri, Palazzolo Acreide e Sortino, spesso eseguiti con l’ausilio di mezzi pesanti e spaccate rocambolesche.

Questi episodi suggeriscono un tentativo sistematico della criminalità organizzata di riaffermare un controllo capillare sul territorio, sfidando apertamente lo Stato proprio a ridosso delle recenti mobilitazioni civili e del corteo antiracket che aveva visto i sindaci sfilare compatti a Siracusa.

Sull’accaduto è intervenuta con determinazione la sindaca di Avola, Rossana Cannata, che ha voluto manifestare la vicinanza dell’intera comunità alle vittime dell’attentato:

Condanniamo con fermezza il grave atto avvenuto nella notte ai danni di un’attività commerciale di Avola, dove l’esplosione di una bomba carta ha provocato evidenti danni materiali“. “Esprimo la piena solidarietà e la vicinanza dell’amministrazione comunale – ha aggiunto la prima cittadina – ai titolari dell’esercizio colpito. Colpire chi lavora significa colpire la libertà, l’economia sana e il tessuto produttivo della nostra comunità. Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, già impegnate nelle indagini, affinché venga fatta piena luce sull’accaduto. Le istituzioni sono compatte nel difendere la legalità, il lavoro onesto e i principi democratici, che restano valori irrinunciabili“.

Ciò che emerge dai frammenti di questa notte di vetri infranti e metallo piegato è la sensazione di un ritorno al passato. L’escalation di attentati esplosivi è il sintomo di una malavita che cerca di imporre nuovamente la “legge” del pizzo, puntando a fiaccare la resistenza di imprenditori e commercianti attraverso il terrore.

Non è più tempo di considerare questi atti come singoli episodi separati: siamo di fronte a una strategia deliberata per asfissiare l’economia sana nel Siracusano.

La risposta della società civile è stata e deve continuare ad essere ferma, ma è necessario che lo Stato potenzi ulteriormente il presidio del territorio per evitare che la provincia torni a essere ostaggio di chi vorrebbe sottomettere i cittadini attraverso il silenzio della paura.