PERCHÈ TANTE BUGIE DAL FRONTE DEL NO?

di Rino Piscitello

Bisognerebbe porsi tante domande sul bombardamento di bugie e argomenti palesemente irragionevoli che arrivano dai sostenitori del NO. Un elenco di frottole delle quali sono anch’essi a conoscenza considerato che molti di loro erano schierati in precedenza per la separazione delle carriere.

Proviamo a farne un elenco.

  1. La riforma costituzionale modifica sette articoli della Costituzione. Argomento insensato. La riforma stabilisce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti e lo smantellamento delle correnti nella magistratura. Tutte le modifiche servono soltanto ad applicare tali principi.
  2. La Costituzione non va modificata. Fu pensata con equilibrio dai padri costituenti. Argomento insensato. La Costituzione è già stata modificata più di cinquanta volte. Basti pensare all’abolizione dell’immunità dei parlamentari, alla riduzione del loro numero o all’introduzione dell’insularità.
  3. La riforma indebolisce l’indipendenza della magistratura. Argomento falso. L’indipendenza della magistratura è regolata dall’articolo 104 che recita “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”. Questo articolo rimane identico e al testo vengono solo aggiunte le parole “ed e’ composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente”.
  4. La riforma ha l’obiettivo di porre la magistratura sotto il controllo del governo. Argomento falso. Niente lascia supporre un esito del genere che è anzi esplicitamente vietato dal nuovo testo sia per i magistrati della carriera giudicante che per quelli della carriera requirente.
  5. I problemi principali della giustizia (lentezza dei processi, sovraffollamento delle carceri, carenza di personale) rimangono immutati. Argomento palla in tribuna. La riforma non riguarda il fumzionamento della giustizia ma l’equilibrio tra difesa ed accusa nei processi di fronte ad un giudice terzo ed imparziale.
  6. I passaggi tra magistratuta giudicante e magistratura requirente sono ormai pochissimi. La riforma non serve più. Argomento falso e insensato. Il vero problema non è il passaggio tra giudicante e requirente, bensì il fatto che nel CSM le decisioni su trasferimenti, assegnazioni di sede e sanzioni vengono fatti insieme dalle due categorie di magistrati. Ci sono quindi procuratori che decidono sulla carriera e sulle sanzioni per giudici che così perdono la loro imparzialità e terzietà nei confronti degli accusatori. Ricordiamo che l’articolo 111 della Costituzione recita: “Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale”. Ed è evidente che le parti sono rappresentate dal difensore dell’imputato e dal pubblico ministero che rappresenta l’accusa.
  7. La riforma mira a indebolire il CSM per rendere più controllabile ogni singolo magistrato. Argomento falso. Nessun punto della riforma può anche solo immaginare tale risultato. Anzi il fatto che sia la magistratura requirente e quella giudicante abbiano entrambe un loro CSM non può che rafforzare il singolo magistrato.
  8. Il sorteggio introduce casualità e quindi toglie competenza e autorevolezza al CSM. Argomento falso. Il sorteggio avviene tra magistrati che possiedono gli stessi titoli. Le correnti peraltro con il sistema attuale non eleggono le persone più competenti, ma quelle più fedeli a chi li elegge.
  9. Il pubblico ministero diventerebbe un superpoliziotto e quindi più forte. Argomento falso e anche contraddittorio. Non vi è alcuna differenza tra prima e dopo nei poteri della magistratura requirente. E comunque non si può usare contemporaneamente l’argomento secondo il quale il PM diventerebbe più debole.
  10. Vi sarebbe un maggiore controllo politico sul potere giudiziario. Argomento falso. Nessuna delle nuove norme va in questa direzione. Anzi semmai è vero il contrario.

Sono tutti falsi di un’evidenza solare che non possono che apparire tali a chi si occupa di giustizia. E allora perchè vengono sostenuti con tale forza e veemenza?

È evidente che l’unico obiettivo della campagna referendaria di quasi tutta la sinistra e di una parte della magistratura è rovesciare il governo Meloni.

A fronte di una campagna del sì tutta basata sul merito, ci troviamo di fronte ad una campagna di bugie lanciate apposta per mobilitare il proprio elettorato a prescindere dal merito, massimizzare l’effetto delle proprie provocazioni e provare con un noto escamotage comunicativo a convincere apparendo convintissimi delle proprie tesi paradossali.

Il problema è che è impossibile attenersi rigidamente al merito del referendum a fronte di un avversario che vomita veleno al quale, attenendosi al merito, non si può replicare e non replicando si rischia di apparire evasivi e quindi di dare ragione alla violenza degli attacchi.

E allora per quanto mi riguarda voglio dirlo con chiarezza:

Contro la riforma della magistratura che assicura parità nel processo all’accusa e alla difesa sono schierati, con l’obiettivo di fare cadere il governo Meloni, quella parte (piccola ma agitata e militante) della magistratura che impedisce i rimpatri dei migranti clandestini e la sinistra impegnata a boicottare ogni norma sulla sicurezza.

Ricordiamolo a tutti nei prossimi giorni.