Con un DPCM approvato lo scorso 18 febbraio, il Dipartimento per la trasformazione digitale ha dettato i tempi per l’implementazione de ll’IT-Wallet, il “portafoglio digitale” per i cittadini.
Sempre più spesso si parla di identità digitale come possibile soluzione ai fenomeni negativi a cui assistiamo online, convinti che l’anonimato sia la principale causa dei comportanti non corretti da parte degli utenti. Ci si dimentica spesso, però, di pensare alla digitalizzazione come un fattore di semplificazione e miglioramento della nostra vita quotidiana, ad esempio nei rapporti con la pubblica amministrazione.
Eppure, di passi in avanti in questa direzione ne sono stati fatti. Ad esempio, a partire dal 2024, è possibile caricare sull’app IO la patente di guida, la tessera sanitaria e la carta europea della disabilità, per avere sempre con sé una copia digitale dei propri documenti, perfettamente valida da mostrare alle autorità o in altri contesti in cui possono essere richiesti.
Questa possibilità si colloca nell’ambito di un progetto più ampio, ossia la creazione del cosiddetto IT-Wallet, il “portafoglio digitale” che consentirà ai cittadini di migliorare la propria interazione con aziende e pubbliche amministrazioni e di gestire in modo più semplice i propri documenti. Funzione destinata a produrre effetti non soltanto a livello nazionale, ma anche europeo, dato che l’iniziativa darà attuazione al cosiddetto nuovo Regolamento eIDAS (Regolamento UE 2024/1183), che mira proprio alla creazione di un sistema di accesso ai servizi digitali all’interno dell’Unione Europea interoperabile fra i diversi Stati Membri.
In altre parole: ciascuno di noi potrà usare la propria identità digitale per accedere a servizi offerti non solo dalla pubblica amministrazione e aziende italiane (come facciamo attualmente, ad esempio, tramite SPID, ma su tutto il territorio europeo).
La creazione dell’IT-Wallet è ancora in divenire, ma un DPCM approvato poche settimane fa dal Dipartimento per la trasformazione digitale ha stabilito che entro il 2027 tutti i documenti (anche, ad esempio, la carta d’identità) dovranno essere disponibili sul portafoglio digitale e l’infrastruttura, attualmente ospitata dall’app IO, dovrà essere gestita direttamente dallo Stato.