La Sicilia deve decidere adesso se essere nei prossimi 50 anni nostalgia o realtà. Per essere realtà va garantito adesso il diritto di nascere, di restarci e, se si vuole, di tornare.
Tra il 2019 e l’inizio del 2026, la Sicilia ha perso 133.354 residenti. Avevamo, il primo gennaio del 2019, 4.908.548 abitanti. Al primo gennaio del 2026 ne abbiamo 4.775.194. In appena sette anni, è come se fossero svaniti nel nulla e insieme tutti gli abitanti delle città di Agrigento, Caltanissetta ed Enna.
Calo verticale delle nascite, partenza verso il Nord e verso l’estero di decine di migliaia di nostri giovani, impossibilità di fatto di fare ritorno a causa delle condizioni di vita e di lavoro.
Lo spopolamento è l’emergenza più grave della nostra Regione, ma viene trattato con rassegnazione come fosse un destino inevitabile, dettato anche dalla scarsità di risorse.
Adesso la Sicilia ha la possibilità di invertire la rotta, investendo parte rilevante del “tesoretto” che è arrivato a sfiorare i sette miliardi di euro; una dote accumulata grazie a rinegoziazioni storiche, risparmi strutturali e lo sblocco di risorse precedentemente vincolate, Questa disponibilità economica rappresenta oggi una grande opportunità per la Sicilia.
Questi fondi sono l’unica risorsa concreta per invertire la rotta dello spopolamento. È un’occasione straordinaria che la Regione deve cogliere adesso per offrire un futuro certo ai propri cittadini, minacciato da una crisi demografica che mette in discussione la sopravvivenza stessa dell’Isola.
Rivolgiamo dunque un appello al Presidente della Regione e all’assessore all’Economia che nell’anno passato hanno già investito questa direzione. Un appello che nasce dal peso di questi numeri e dall’eccezionalità delle risorse oggi disponibili: bisogna avere il coraggio di destinare buona parte di quel “tesoretto”, se non addirittura la metà, ad un piano straordinario che rimetta al centro il diritto di nascere e restare in questa terra e, per chi vuole, di tornarci.
IL DIRITTO DI NASCERE
Non servono bonus estemporanei, ma un sistema di garanzie che renda sostenibile la scelta di avere figli, oggi diventata un lusso per pochi.
Occorre abbattere le barriere economiche che impediscono di mettere su famiglia. Assicurare un sostegno alla natalità che non sia un’elemosina una tantum, ma un supporto mensile certo e duraturo, almeno per i primi tre anni di vita, pensato per coprire i costi essenziali di cura e crescita.
Parallelamente, sarebbero necessari massicci investimenti nella sanità pediatrica, affinché diventi un’eccellenza di prossimità, potenziando i consultori e i presidi territoriali per garantire assistenza continua e specialistica in ogni provincia. L’obiettivo deve essere quello di cancellare quel senso di precarietà e di abbandono che oggi colpisce il diritto alla salute e alla cura dei più piccoli in Sicilia.
Tra le proposte principali:
*Un sostanzioso bonus mensile per i primi tre anni di vita di un neonato per coprire i costi essenziali
*Asili nido gratuiti
*Convenzione con le farmacie e pagamento di una percentuale sulle spese per i primi tre anni di vita
*Forte potenziamento dei servizi pediatrici
*Contributo per baby sitter nei primi tre anni di vita
IL DIRITTO DI RESTARE
Il diritto al lavoro deve essere la priorità assoluta. Agevolare le imprese pre l’assunzione di giovani a tempo indeterminato è l’unico modo, nel breve periodo, per garantire stipendi dignitosi e ridare dignità al lavoro, permettendo alle nuove generazioni di pianificare un futuro.
Accanto a questo occorre dare reali garanzie per il diritto alla casa e per il diritto alla studio.
Tra le proposte principali:
*Decontribuzione totale aggiuntiva di ulteriori due anni per chi assume giovani a tempo indeterminato
*Fondo di garanzia regionale per l’acquisto della prima casa con anticipo zero per i giovani
*Azzeramento delle tasse universitarie per chi si iscrive nelle università siciliane e rimane in regola con il piano di studi
*Borse di studio mensili per studenti in regola con i corsi universitari che si impegnano a restare in Sicilia almeno nei 5 anni successivi alla laurea
IL DIRITTO DI TORNARE
Un impegno rilevante va rivolto anche a tutti quei giovani che sono andati via non avendo trovato uno sbocco di lavoro, nè ottimali condizioni di vita. Giovani che potrebbero decidere di tornare riportando la propria residenza e le proprie competenze nel territorio se le condizioni cambiassero.
Tra le proposte principali:
*Sgravi fiscali reali per chi riporta la residenza nell’isola
*Decontribuzione totale di ulteriori due anni per chi assume a tempo indeterminato chi riporta la residenza nell’isola
*Azzeramento per tre anni delle tasse comunali per chi riporta la residenza in Sicilia
ALL’ORDINE DEL GIORNO IL RIPOPOLAMENTO DELL’ISOLA
Si tratta solo di alcune proposte. Se ne possono trovare altre, ma importante è mettere all’ordine del giorno il ripopolamento della Sicilia con l’inversione della continua decrescita del tasso di natalità, il blocco dell’abbandono della Sicilia da parte dei nostri giovani e l’avvio di un flusso di ritorno
Gli ingenti fondi che la Regione si trova oggi tra le mani sono l‘ultima occasione per evitare che la Sicilia diventi un museo a cielo aperto, una terra bellissima ma vuota, che vive solo nel ricordo di chi è partito.
Il tempo delle analisi è finito, o investiamo nella sopravvivenza dei siciliani ora, o non resterà nessuno a cui consegnare le chiavi di quest’Isola.