L’inaugurazione della Bibliobox, presso Villa Ambrosini a Favara, curata dall’Associazione culturale LiberArci, segna un punto di svolta nelle politiche di coesione sociale, puntando sulla lettura come strumento di riscatto e incontro generazionale.
bibliobox VILLA AMBROSIni
La scelta della location non è figlia del caso. Villa Ambrosini, intitolata al celebre giurista e costituzionalista favarese, custodisce un’eredità intellettuale preziosa. Era qui che il professor Ambrosini, durante le pause estive dai suoi impegni romani, riuniva i giovani per lunghe sessioni di lettura. Con il progetto Bibliobox, questo spirito di condivisione del sapere viene riportato alla luce e riadattato ai tempi. Lo spazio si configura oggi come un hub dinamico, accessibile a tutti, dove il libro diventa il pretesto per costruire comunità e sottrarre i ragazzi alla marginalità.
L’iniziativa, sostenuta dai fondi PNRR, si inserisce in una strategia più ampia di riqualificazione urbana e sociale. La partecipazione degli alunni dell’I.C. Brancati ha confermato la centralità delle scuole in questo processo di crescita. Ma la Bibliobox è solo il primo tassello: nelle prossime settimane, il perimetro di Villa Ambrosi si arricchirà ulteriormente grazie alla creazione di un orto urbano, progetto anch’esso finanziato dalla Fondazione Comunitaria Agrigento e Trapani, volto a rafforzare il legame tra educazione civica e rispetto per l’ambiente.
In un’epoca dominata dal digitale, Favara sceglie di investire sul valore della parola scritta e sulla bellezza degli spazi condivisi, restituendo dignità a un luogo simbolo della sua identità culturale.