Palermo-Cesena, il pallone racconta una vittoria che ci aprì la porta della Serie A

di Valentino Sucato

Quel giorno a Palermo doveva essere la festa della promozione in Serie A. Era il 4 giugno 1972 e si giocava la penultima gara di Serie B del campionato cadetto della stagione 1971/72.

Due giornate e il sogno della Serie A

Mancavano dunque due giornate alla fine e il Palermo terzo in classifica (allora non esistevano i playoff e le squadre promosse erano le prime tre) aveva 45 punti con un vantaggio di un solo punto sulla quarta, il Como. La Reggiana seguiva a 43, il Cesena 41. Nei primi due posti c’erano Ternana e Lazio rispettivamente con 48 e 46 punti.

A Palermo arrivava il Cesena.

La settimana prima il Palermo aveva buttato alle ortiche la promozione non vincendo (che allora valeva due punti) con il Monza.  Mentre il Como veniva fermato in casa sullo 0-0 dai cugini bresciani, il Palermo passato in vantaggio con Troja era stato raggiunto da Ballabio (che l’anno successivo vestirà la maglia rosa). Tornando alla penultima giornata il Palermo in una Favorita stracolma di tifosi cercava i punti per la A. Ad ostacolare la corsa rosa vi era il Cesena  un’ottima squadra con calciatori di qualità come Festa, Berni, Ceccarelli, Mantovani e quel Brignani che giocherà qualche anno dopo, anche lui, alla corte di Renzo Barbera. La partita iniziò con qualche apprensione di troppo. La Favorita in quel caldo giorno di giugno si accese di mille colori, in attesa di un trionfo tanto atteso che rimase però strozzato in gola.  Il Palermo vinse, eppure la festa mancò. I tifosi siciliani, giunti da ogni angolo dell’isola con migliaia di bandiere, prepararono l’apoteosi per i beniamini ormai prossimi alla Serie A ma bisognava attendere comunque le notizie che da Novara. Che infatti arrivarono togliendo ben presto ogni illusione e determinando un sofferto rinvio.

La cronaca della battaglia

Il Cesena giocò all’arma bianca, senza concedere nulla, chiudendo ogni varco difensivo con precisione chirurgica. La squadra romagnola con in panchina Radice impostò la gara sul contropiede, sorretta a centrocampo dalla vibrante azione di Fogolin e Brignani, mentre in difesa Ceccarelli apparve come un magnifico combattente.

Il Palermo doveva vincere assolutamente nonostante una condizione atletica precaria. Il gol del vantaggio arrivò al 20′ del primo tempo, Arcoleo avanzò sulla sinistra e servì Vanello, il quale centrò in area con precisione. Sulla palla intervenne malamente Berni che, nel tentativo di liberare, offrì involontariamente il pallone a Troja. Il centravanti, da pochi passi, saettò in rete. La gioia durò una trentina di secondi. Quasi contemporaneamente, infatti, arrivò la notizia da Novara. Il Como era andato in vantaggio al 19′ con Vallongo (che l’anno dopo giocherà anche lui a Palermo)

L’eroismo di Favalli e il raddoppio finale

Nella ripresa, il Cesena reagì con vigore e il Palermo resse a stento l’urto. Nel momento più critico, salì in cattedra Favalli che salvò stoicamente il centrocampo rosanero in difficoltà. Erminio quasi da solo resse il centrocampo, rubando palle con astuzia e tenendo la sfera tra i piedi per lunghi istanti con giochetti funambolici, dando respiro ai compagni stremati.

Il 2-0 arrivò come una liberazione

Il sigillo definitivo giunse solo all’87’. Ferrari iniziò un’azione di alleggerimento, scambiò con Vanello e indirizzò un rasoterra che rese vano il tuffo di Mantovani. Fu il due a zero, un risultato che in fondo premiò il maggior desiderio di vittoria dei rosanero.

Un finale senza festa

Al triplice fischio, la tensione sfociò in un’invasione di campo: alcuni ragazzini scavalcarono le reti e tentarono persino di abbattere le porte ma la disapprovazione del pubblico e l’intervento dei carabinieri evitarono il peggio. Troja uscì dal campo infortunato, lasciando col fiato sospeso i sostenitori in vista della decisiva trasferta con il retrocesso Sorrento da giocarsi al San Paolo di Napoli.

Il Palermo pur vincendo sul campo con il Cesena fu costretto ad attendere per un’altra domenica ancora.

Sette giorni dopo fu Serie A

La settimana successiva arrivò la promozione in A con tanta sofferenza: il Palermo pareggiò in trasferta con il Sorrento già retrocesso per 0 a 0 mentre il Como perse sempre in trasferta con la Reggiana 2-0.

IL TABELLINO

Palermo: Girardi; Sgrazzutti, Ferrari; Reja (Ferrario dal 46′), Landini, Landri; Favalli, Arcoleo, Troja, Vanello, Bercellino. 12- Ferretti.
Cesena: Mantovani; Ceccarelli, Berni; Festa, Marinelli (Schiano dal 46′), Lucchiari; Catania, Foppa, Listanti, Brignani, Canzi. 12- Giorgini.
Arbitro: Carminati di Milano.
Reti: Troja al 20′, Ferrari all’87’.