Mondello vive questo primo accenno d’estate sospesa tra le onde del mare e quelle, ben più agitate, dei tribunali. L’ultima svolta nel braccio di ferro che vede contrapposte la Regione Siciliana e la Italo-Belga è arrivata con un decreto monocratico del Presidente del Consiglio di giustizia amministrativa che congela lo sgombero della società dalla spiaggia più celebre di Palermo.
La vicenda affonda le radici in un provvedimento di revoca della concessione demaniale emanato dagli uffici regionali, una decisione che era già stata passata al vaglio del Tar Sicilia. I giudici di primo grado avevano inizialmente confermato la legittimità della scelta amministrativa assunta per “gravi violazioni e per inadempienza degli obblighi derivanti dalla concessione stessa”, negando la sospensiva e spianando la strada al rilascio delle aree.
Tuttavia, i legali dell’azienda non si sono arresi e hanno presentato un appello urgente al Cga, evidenziando come l’obbligo di smontare le strutture entro la fine di aprile avrebbe pregiudicato l’imminente stagione balneare. La tesi difensiva ha fatto leva sulla necessità di garantire la continuità dei servizi in un luogo che, tra poche settimane, sarà investito da un afflusso massiccio di bagnanti e turisti.
Il decreto firmato da Ermanno de Francisco poggia su una motivazione che va oltre il mero interesse economico dell’impresa privata. Il magistrato ha infatti ravvisato un profilo di estrema gravità e urgenza, legato soprattutto al concetto di ordine pubblico. Secondo il presidente del Cga, privare improvvisamente la spiaggia di un gestore organizzato, proprio mentre le temperature salgono e la pressione antropica sull’arenile aumenta, potrebbe generare situazioni di pericolo non adeguatamente governabili dalle istituzioni.
In questa ottica, la tutela della collettività e la sicurezza dei bagnanti sono state ritenute prevalenti, almeno per i prossimi mesi, rispetto alla necessità della Regione di rientrare immediatamente in possesso dei beni demaniali.
Tutto ciò malgrado la Regione ha comunque messo a bando in modo provvisorio per la prossima estate l’intero arenile dividendolo in 13 mini concessioni alternate con tratti di spiaggia libera.
Se da un lato il presidente Renato Schifani ha confermato che la Regione si costituirà regolarmente in giudizio per difendere la bontà del proprio operato, dall’altro ha preso atto che, malgrado il bando della Regione, qualora il collegio dei giudici dovesse confermare la sospensiva il prossimo 14 maggio, la stagione estiva procederà secondo i canoni degli anni passati.
L’assessora al Territorio, Giusi Savarino, che sulla spiaggia di Mondello ha dedicato molto del suo impegno, ha detto: “Mi auguro che il 14 maggio vengano prese in considerazione tutte le attività messe in campo dalla Regione”.
La sospensione della decadenza della concessione ha scatenato la dura reazione della Fondazione Falcone, che ha manifestato una profonda preoccupazione per quello che definisce un potenziale arretramento sul fronte della legalità. Per la Fondazione, motivare il ritorno di un soggetto colpito da gravi provvedimenti amministrativi con ragioni di ordine pubblico è un segnale pericoloso, quasi a voler suggerire che lo Stato non sia capace di gestire autonomamente un bene pubblico senza ricorrere a schemi ambigui.
L’attenzione resta tutta rivolta alla camera di consiglio plenaria di metà maggio. Sarà in quella sede che tutti i giudici valuteranno se confermare la tutela d’urgenza fino al termine dell’estate o se dare il via libera definitivo alla decadenza della concessione. Sullo sfondo resta anche il giudizio di merito del Tar, atteso per il periodo post-estivo, che dovrà scrivere la parola fine sulla contesa.
Per ora, la spiaggia di Mondello resta in un limbo: una tregua giudiziaria che lascia aperte ferite profonde sul tema della gestione del territorio e del rispetto delle norme amministrative in un contesto delicato come quello siciliano.