Lo afferma lo SVIMEZ – Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno. Il tasso d’occupazione della Sicilia è molto più alto di quello del Mezzogiorno e più che doppio rispetto a quello del Centro Nord.
Nel quadriennio 2021/2024 l’occupazione è cresciuta del 13,5%, con un tasso superiore a quello del Mezzogiorno (+8,1%) e più del doppio di quello delle regioni del Centro Nord (+6,1%). Nel periodo considerato sono stati creati 174.171 nuovi posti di lavoro.
La Sicilia fa da traino all’intero Mezzogiorno. Il risultato migliore è determinato dall’industria con +25%, e un aumento di circa 30.000 posti di lavoro (oltre i tre quarti della crescita occupazionale dell’industria nel mezzogiorno. E il merito è in gran parte dell’elettronica e dell’agro-alimentare.
E, stando alle stime dello Svimez, il trend prosegue anche nel 2025.
L’aumento dell’occupazione procede peraltro di pari passo al progresso economico della Regione con un Pil in crescita del 9,9% a prezzi costanti. Dato migliore dell’8,5% Mezzogiorno , del 6,1& del Centro Nord e del 6,6% dell’intero Paese.
I consumi delle famiglie crescono del 6,8%, in linea con il Mezzogiorno ma leggermente sotto il Centro Nord.
Gli investimenti aumentano del 30,1%, rispetto al 20,9% del Sud e al 17,6% di tutta Italia. E le prospettive di sviluppo dell’isola assumono un ruolo di notevole importanza.
Su questi dati però grava però la bassa produttività e l’impoverimento del capitale umano.
Negli ultimi tre anni più di 44.000 giovani hanno lasciato la Sicilia per trasferirsi al Nord. Quasto il dato da contrastare per assicurare uno sviluppo costante dell’isola.