BICI RUBATA A PALERMO DOPO AVER GIRATO MEZZA EUROPA

di Antonino Piscitello

Il confine tra avventura memorabile e incubo spesso può essere spesso molto sottile. Lo sa bene Marcus, medico scozzese in forza al sistema sanitario britannico, protagonista di una vicenda che ha trasformato una sventurata sosta a Palermo in un tributo all’efficienza delle forze dell’ordine italiane.

Il suo viaggio, un’epopea su due ruote iniziata mesi fa per riabbracciare i propri cari, ha rischiato di naufragare a pochi metri dal molo d’imbarco.

Tutto ha avuto inizio a dicembre, quando Marcus ha deciso di staccare dalla routine ospedaliera per attraversare il continente.

Il professionista ha raccontato di essersi preso una pausa dal lavoro per intraprendere un viaggio in bicicletta, fissando come prima tappa Saint-Malo, in Francia, dopo la traversata in traghetto dall’Inghilterra.

Durante il suo itinerario ha spiegato di aver attraversato la Germania fino a Budapest, seguendo il corso del Reno e del Danubio, per poi spingersi verso i Balcani e il Montenegro, arrivando infine ad Atene per trascorrere del tempo con la sua famiglia. Questo resoconto delinea una rotta che testimonia una tempra non comune.

Dopo la parentesi ellenica, il desiderio di climi più miti lo ha spinto verso l’Italia. Il medico ha spiegato che, essendo dicembre, era alla ricerca di una località dal clima temperato; per questo motivo aveva pedalato fino a un porto vicino per poi imbarcarsi sul traghetto diretto a Brindisi. Dopo un mese di volontariato tra Puglia e Calabria, Marcus è giunto in Sicilia, ultima tappa prima della Tunisia.

Tuttavia, Palermo gli ha presentato il conto nel modo più brusco. Durante una sosta in un bar di via Francesco Crispi, la sua bicicletta, fedele compagna di viaggio, è svanita nel nulla.

Marcus ha raccontato di essersi fermato davanti a un bar dove è stato avvicinato da un uomo che chiedeva monete; non potendo aiutarlo diversamente, è entrato nel locale con l’idea di comprare la colazione per entrambi. Tuttavia, una volta uscito con cornetto e caffè, si è accorto con amarezza che la bicicletta era stata rubata e che ogni tentativo di ricerca immediata, pur supportato da alcuni passanti, era risultato vano.

Nonostante i tentativi disperati tra i vicoli di Ballarò, Marcus si è visto costretto a rientrare in Scozia in aereo, rassegnato alla perdita. Il medico ha infatti raccontato di aver chiesto informazioni in giro e di aver seguito il suggerimento di fare un controllo a Ballarò, perlustrando la zona sotto la pioggia senza però ottenere alcun risultato.

Ma la giustizia ha comunque fatto il suo corso! Pochi giorni dopo, gli agenti della Polizia di Frontiera marittima hanno notato una bicicltetta molto simile ancorata sul tetto di un’auto che si stava imbarcando su un traghetto diretto a Tunisi.

Nonostante la mancanza di alcuni accessori, come la tenda e la stufetta, gli oggetti personali rimasti agganciati hanno confermato che si trattava del mezzo rubato.

Il conducente dell’auto, un cinquantenne di origine tunisina, è stato denunciato per ricettazione dopo aver fornito spiegazioni poco plausibili sull’acquisto.

Informato del ritrovamento, il medico è tornato nell’isola per riprendersi la bicicletta, chiudendo un cerchio di solidarietà e professionalità.

Devo ringraziare i poliziotti per la professionalità e la gentilezza, ma soprattutto per avere recuperato la mia bicicletta”, ha concluso Marcus prima di rimettersi in sella.

Una storia che trasforma un furto in una testimonianza di efficienza e umanità delle nostre forze dell’ordine.