PALERMO (ITALPRESS) – C’è un silenzio diverso allo stadio “Renzo Barbera”. Un silenzio che pesa più di qualsiasi coro, più di qualsiasi partita. Palermo si è fermata per salutare Alessia La Rosa, la bambina di otto anni diventata simbolo di coraggio, amore e appartenenza, scomparsa dopo una lunga battaglia contro la malattia. Nella sala stampa dell’impianto rosanero, trasformata in camera ardente, migliaia di persone hanno reso omaggio alla piccola tifosa che negli ultimi mesi aveva conquistato il cuore della città e non solo. Ad accogliere il feretro e la famiglia è stato l’amministratore delegato del Palermo, Giovanni Gardini. Nel corso del pomeriggio sono arrivati anche l’allenatore Filippo Inzaghi, il presidente Dario Mirri e, in serata, tutta la squadra rosanero. Presenti anche il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, e il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. Commosso il ricordo di Mirri, che ha parlato della forza della bambina e dell’eredità lasciata alla città: “La chiamavamo la ‘Guerriera’, semplicemente perché guardava forse in faccia la morte, ma non abbassava mai lo sguardo. Una bambina enorme”.
Il presidente rosanero ha poi sottolineato come Alessia sia riuscita a unire tifoserie di tutta Italia: “I colori vanno e vengono, ma il rispetto è quello che tutti gli uomini hanno tra di loro. Sono venuti a salutarla anche una quarantina di tifosi del Catania”. Un legame speciale, quello tra Alessia e il Palermo, nato sugli spalti della Curva Nord e diventato qualcosa di più profondo del semplice tifo. La società rosanero, in una nota, ha ricordato “la straordinaria capacità di incarnare la passione più genuina per i nostri colori”. Alessia era scesa più volte in campo al fianco dei calciatori e aveva stretto un rapporto particolare con Jacopo Segre. Proprio il centrocampista le ha dedicato un messaggio carico di dolore: “Il vuoto che lasci dentro di me è enorme. Sentirò per sempre la tua mano nella mia, ogni volta che scenderò in campo. Continuiamo a camminare insieme, con i piedi sulla sabbia e lo sguardo verso il mare”. Il cordoglio ha superato i confini della Sicilia. Tante società hanno voluto salutare la piccola tifosa, tra cui Avellino e Juve Stabia.
A raccontare chi fosse davvero Alessia è stata la madre, Maria Concetta D’Amaso: “Spero che con il suo sorriso e la sua determinazione, abbia lasciato qualcosa di bello a tutto il mondo”. La passione per il Palermo, ha spiegato, era nata grazie a un amico (Joshua) che l’aveva portata per la prima volta in Curva Nord. Da quel giorno, quei colori erano diventati casa. La camera ardente resterà aperta anche domani dalle 7 alle 22, mentre i funerali saranno celebrati venerdì alle 9.30 in Cattedrale. Palermo si prepara così a salutare la sua piccola guerriera, la bambina che con il suo sorriso è riuscita a unire una città intera oltre il calcio e oltre ogni bandiera.
– foto xd6/Italpress –
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