CLAMOROSO. IL BLOCCO DELLE ASSUNZIONI È AGGIRABILE

di Rino Piscitello

Potremmo dire che il diavolo fa le pentole, ma non riesce mai a fare i coperchi. L’emendamento cinico e demagogico dell’opposizione che, sotto il ricatto del voto segreto e a causa del cedimento della maggioranza , imponeva il blocco delle assunzioni per il prossimo anno e mezzo alla Regione e in tutti gli enti da essa controllati e partecipati ha un bug clamoroso che consente di aggirarlo.

Rileggiamo a seguire l’emendamento già coordinato con i sub emendamenti con esso approvati:

“Al fine di garantire il contenimento della spesa pubblica regionale e l’equilibrio dei bilanci, agli enti del GAP della Regione Siciliana, è fatto divieto fino alla prima seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana eletta successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge, di avviare o procedere ad assunzioni di personale con qualsiasi tipologia di contratto subordinato (tempo determinato, indeterminato, full e part time), nonché le forme di apprendistato e flessibili (contratti di formazione lavoro, co. co. co).

Tale divieto non si applica alle procedure di reclutamento, mobilità e stabilizzazione già avviate o definite alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

Non si applica altresì al personale sanitario delle aziende sanitarie provinciali e ospedaliere, al personale stagionale della Regione e degli enti regionali già regolarmente inserito nelle apposite graduatorie, alle modifiche e novazioni contrattuali relative ad integrazioni orarie per il personale con contratto a tempo parziale in essere, alle stabilizzazioni del personale degli enti partecipati dalla Regione, nonché ai contratti stagionali delle fondazioni regionali liriche e sinfoniche.

Restano validi i procedimenti di assunzione che abbiano già prodotto effetti giuridici tra le parti. Tutti gli atti posti in essere in contrasto con tale divieto sono nulli.”

Come si può vedere già da una prima occhiata non sono esclusi gli appalti di servizi e i conseguenti lavori interinali e non sono neppure escluse le consulenze. La cosa è stata notata prima di tutto dall’assessore Alessandro Dagnino che in aula aveva tenuto ferma la posizione del governo e aveva cercato in tutti i modi di escludere dalla norma capestro almeno alcuni servizi essenziali.

Tramite l’appalto di servizio società come l’Ast o la Seus potranno avvalersi dei servizi di altre società che assumano lavoratori con le mansioni necessarie (tipo autisti o barellieri) per tutto il periodo.

L’opposizione aveva costruito tale emendamento con la scusa di impedire attività clientelari da parte del governo regionale. Il vero obiettivo era invece paralizzarne l’attività rendendolo di fatto impotente persino rispetto alle assunzioni necessarie per far funzionare alcuni servizi indispensabili e recandogli un enorme danno d’immagine.

Si sono persi così di fatto circa mille posti di lavoro, in gran parte stabili e non clientelari. Molti di questi si recupereranno adesso con la mancata clamorosa non esclusione del lavoro interinale e alcuni con le consulenze con la conseguenza che il lavoro stabile verrà sostituito da lavoro precario rispetto al quale la discrezionalità è certamente molto più ampia.

Il cattivo legislatore è quello che fa approvare norme che danneggiano la società, ma il peggiore legislatore è quello che fa approvare norme che, oltre a questo, ottengono un effetto opposto a quello che diceva di voler realizzare.