La relazione preparatoria della Corte dei conti sulla parifica del Bilancio 2022 segna una svolta considerevole per le casse della Regione Siciliana, sancendo la fine della stagione dei dissidi istituzionali e inaugurando un percorso di totale normalizzazione contabile.
L’atteso documento istruttorio, redatto dai magistrati contabili, mette infatti nero su bianco che sussistono tutte le premesse necessarie affinché l’esame si concluda senza alcun intoppo, anticipando un esito del tutto positivo e privo di ostacoli per l’adunanza formale fissata per mercoledì 27.
Dietro questo cruciale risultato, che inverte radicalmente i severi giudizi degli anni passati, si cela un lungo e operoso lavoro di mediazione, in cui l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino ha svolto un ruolo decisivo: la sua costante e silenziosa attività di ricucitura e il dialogo fitto con i vertici della magistratura contabile hanno infatti permesso di appianare le divergenze, trasformando il vecchio scontro in un confronto proficuo.
I dettagli di questo nuovo clima di collaborazione sono emersi chiaramente la scorsa settimana, a seguito di un importante incontro in contraddittorio tenutosi proprio a Palermo nella sede della magistratura contabile. In quell’occasione, il presidente Renato Schifani ha manifestato piena armonia con l’organo di controllo, evidenziando come l’analisi rigorosa compiuta sui bilanci regionali sia il frutto di un dialogo franco che prelude ormai a un imminente via libera definitivo.
Questa ritrovata serenità istituzionale rappresenta il tassello fondamentale per sbloccare l’enorme tesoretto accumulato negli ultimi anni, stimato in oltre cinque miliardi di euro, derivante dagli avanzi di gestione e da una gestione decisamente più oculata delle risorse pubbliche.
I dati emersi dalla relazione istruttoria offrono d’altronde una fotografia macroeconomica dell’Isola che ha sorpreso gli stessi analisti, certificando una crescita della Sicilia superiore alla media dell’intero Paese e del Mezzogiorno d’Italia. Il prodotto interno lordo dell’isola ha registrato un balzo in avanti significativo, posizionandosi ai vertici nazionali e raddoppiando le stime iniziali.
Secondo i magistrati, questa espansione è stata trainata da una forte ripresa dei consumi interni e dal sensibile aumento del reddito delle famiglie nell’ultimo quadriennio, ma soprattutto da precise scelte programmatiche che hanno raddoppiato i fondi destinati agli investimenti sul territorio e al sostegno delle imprese private.
Il successo più evidente rivendicato dal governo regionale e certificato dai magistrati contabili riguarda però il drastico abbattimento del deficit storico. Nel giro di un solo triennio, il disavanzo siciliano di oltre 4 miliardi è stato azzerato, arrivando ad un avanzo di oltre due miliardi, un ritmo di risanamento finanziario che gli esperti considerano eccezionale e privo di precedenti storici nel panorama delle amministrazioni regionali italiane.
Questa virtuosità ha trovato un riscontro immediato nella liquidità di cassa, che ha subito un’impennata colossale fino a superare i dieci miliardi di euro nell’ultimo anno, spinta anche da un incremento costante del gettito fiscale legato alle addizionali Irpef.
La validazione formale della parifica metterà subito a disposizione della Regione le prime risorse, superiori ai duecentocinquanta milioni di euro. Da quel momento inizierà una vera e propria corsa a tappe contro il tempo: l’esecutivo punta, infatti, a ottenere la parifica del bilancio 2023 prima della pausa estiva, e a incassare il successivo via libera per le annualità 2024 e 2025 entro dicembre.
Centrare questo obiettivo consentirebbe a Schifani di disporre dell’intero pacchetto di cinque miliardi per varare la legge finanziaria più ricca della storia siciliana prima della scadenza naturale della legislatura, allontanando definitivamente le voci di un ricorso anticipato alle urne. Un traguardo ambizioso reso più vicino anche dalle nuove norme nazionali, che permetteranno di spendere queste risorse non solo per le opere pubbliche ma anche per urgenti interventi, una tantum e non ripetibili, sul territorio.