Il Presidente della Regione Renato Schifani ha scelto la linea della neutralità istituzionale per superare la complessa tornata delle elezioni amministrative in Sicilia, decidendo di non spendersi in prima persona nei comuni in cui il centrodestra si presenta frammentato alle urne. Se per la massima carica dell’isola evitare i palchi della discordia rappresenta una mossa di prudenza politica comprensibile, la scelta di estendere lo stesso divieto ai componenti della sua squadra di governo rischia però di trasformarsi in un pericoloso boomerang, sia per la tenuta della coalizione sia per l’autorità stessa del governatore.
Con una comunicazione diretta inviata alla chat della giunta, scrive il quotidiano La Repubblica, Schifani ha posto un veto perentorio ai propri assessori, diffidandoli dal partecipare a manifestazioni elettorali nei territori in cui i partiti di maggioranza non abbiano trovato un accordo unitario. Nel testo si paventano esplicitamente contromisure e valutazioni politiche per chiunque decida di disattendere la linea.
L’errore strategico della presidenza risiede nel tentativo di frenare le dinamiche naturali dei partiti in un momento cruciale come la chiusura della campagna elettorale per le amministrative. Impedire agli esponenti della giunta, che spesso sul territorio godono di popolarità e un forte seguito personale, di sostenere i candidati di riferimento significa privare le liste locali di un traino fondamentale. Nei centri al voto domenica e lunedì, dove l’intesa è sfumata e il centrosinistra si presenta compatto nella formula del campo largo, l’assenza dei volti noti del governo regionale non farebbe che indebolire ulteriormente le posizioni di un centrodestra già fragile e diviso.
La vera incognita si sposta ora sul giorno dopo lo scrutinio. Diversi assessori, spinti dalle segreterie nazionali e dalle necessità di scuderia, parteciperanno comunque agli eventi conclusivi, alcuni dei quali al fianco dei big nazionali dei partiti di riferimento. A questo punto la domanda appare inevitabile: avrà davvero il governatore la forza politica di agire?
Nelle chat testualmente scrive: “Eventuali scelte differenti saranno assunte in piena vostra consapevolezza di conseguenziali valutazioni politiche del sottoscritto”. Sebbene parli genericamente di valutazioni politiche, è evidente che fa riferimento ad un allontanamento dei ribelli dalla giunta.
Ma è chiarissimo a tutti, e speriamo che Schifani ne sia consapevole, che non ha la forza per prendere un provvedimento del genere. E se così è, non è saggio inviare un diffida e poi non farla seguire dalle scelte conseguenti.
I nodi politici accumulati negli ultimi mesi e in questa caotica vigilia elettorale verranno inevitabilmente al pettine nel corso del confronto già in programma tra i leader della coalizione all’indomani del voto. Nel frattempo, i candidati e i partiti della sinistra populista sorridono e ringraziano.