SUICIDIO DEL CENTRODESTRA SICILIANO

Una sconfitta netta per il centrodestra siciliano. Una sconfitta cercata con determinazione, figlia soltanto dei propri errori e delle proprie divisioni. E soprattutto di sottovalutazioni dell’avversario. Il centrodestra governava 11 comuni (di cui 2 capoluoghi) sui 17 al voto con il sistema proporzionale e il centrosinistra 3. Adesso il centrodestra ne governerà solo 5, Milazzo, Augusta, Ribera, San Giovanni La Punta e Carini (senza capoluoghi). Una vera e propria debacle. La sinistra ne avrà invece 5, Marsala, Lentini, Enna, Floridia e Termini Imerese, in attesa della quasi inevitabile vittoria ad Agrigento.
AGRIGENTO COME VOLEVASI DIMOSTRARE

Come avevamo previsto, il voto ad Agrigento ha cambiato tutto. E al ballottaggio senza il traino delle liste, prevalere in un comune contro un candidato populista avvertito come simbolo del cambiamento sarà praticamente impossibile. Osserviamo il voto disgiunto: le liste di Sodano non arrivano al 20% mentre lui prende il 40% dei voti. Le liste del centrodestra sommate arrivano al 75% mentre la somma dei voti dei due candidati non raggiunge il 50%. Al ballottaggio sarà peggio. E La Vardera è diventato il probabile candidato della sinistra alla Presidenza della Regione.
MARSALA REGALATA ALLA SINISTRA

L’altro incredibile regalo fatto alla sinistra in Sicilia è avvenuto a Marsala dove il centrodestra ha fatto un gigantesco errore di valutazione non ricandidando il sindaco uscente Massimo Grillo che si è candidato ugualmente. Il centrodestra ha invece presentato la veterana Giulia Adamo. Con il risultato di un enorme voto disgiunto andato dalle liste di centrodestra al sindaco uscente. Questo ha consentito alla sinistra di vincere a Marsala, quinta città siciliana per popolazione con 80.000 abitanti.
A ENNA IL PD UMILIATO DA CRISAFULLI

Nel capoluogo più alto d’Italia, è tornato Vladimiro Crisafulli, il barone rosso, che si è già dichiarato “sindaco comunista”. Ha vinto alla grande con il 64% dei voti. Il PD non gli aveva concesso il simbolo e lo stesso hanno fatto i 5 stelle. Lo hanno apertamente osteggiato sinistra e verdi di AVS e La Vardera. Lo hanno però appoggiato sottobanco parecchi democristiani e leghisti. La sua elezione con il pieno dei voti ha, di fatto, costituito un’umiliazione per l’area del segretario regionale Anthony Barbagallo e della segretaria nazionale Elly Schlein che da lui non si sentivano rappresentati.
MESSINA CONFERMA BASILE E DE LUCA

Sud chiama Nord di Cateno De Luca si conferma una realtà profondamente radicata nel messinese. Il candidato di De Luca, il sindaco uscente di Messina, Federico Basile, si dimostra apprezzato dagli elettori e vince al primo turno con il 58% dei voti. Il centrodestra si attesta al 30%, mentre la sinistra si ferma attorno ad un marginale 10%. De Luca si conferma quindi ago della bilancia per le prossime elezioni regionali siciliane, anche se l’ipotesi di una sua alleanza con la sinistra appare preclusa dal veto di La Vardera, di AVS e persino dei 5 Stelle.
IL CENTRODESTRA VINCE FUORI DALLA SICILIA

E mentre il centrodestra in Sicilia sceglie di perdere, fuori dalla Sicilia i risultati lo premiano. Vince largamente a Venezia, risultato assolutamente inatteso e conquista Reggio Calabria dopo 12 anni ininterrotti di governo della sinistra, con risultati buoni in tutto il resto d’Italia. Molto efficace la dichiarazione della Meloni a proposito dei pronostici sbagliati della sinistra: “E anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra lo rimandiamo a domani”.