Il rilancio delle Terme di Sciacca, chiuse ormai dal lontano 2015, sta finalmente uscendo dalla lunga fase di stallo grazie all’impegno concreto del governo regionale.
TERME DI SCIACCA
Non siamo ancora al taglio del nastro, ma per la prima volta c’è una svolta reale e un interlocutore industriale di primissimo piano. La Regione Siciliana ha infatti individuato la proposta della Rti Terme di Saturnia S.p.A. come base di partenza per avviare l’iter di valutazione previsto dalle norme sui contratti pubblici. Si tratta di una scelta strategica fondamentale, poiché Saturnia rappresenta uno dei nomi più solidi e autorevoli del termalismo italiano.
È importante spiegare bene cosa stia succedendo a livello burocratico per evitare facili entusiasmi o malintesi. La decisione firmata alla fine di maggio non rappresenta ancora un’aggiudicazione definitiva dei lavori, ma segna il passaggio cruciale in cui un’idea privata diventa il perno amministrativo del progetto. Ora la proposta entrerà in una fase di esame approfondito per dimostrare la sua sostenibilità economica, la qualità del design e la coerenza con l’interesse della comunità. La strada è quella del project financing, una formula di partenariato in cui la concessione unisce la progettazione, l’esecuzione dei lavori e la futura gestione delle terme.
L’operazione ha una portata economica straordinaria che supera i 90 milioni di euro complessivi. In questo quadro, il pubblico e il privato uniscono le forze: la Regione Siciliana farà la sua parte sostenendo l’intervento con un contributo di 50 milioni di euro a valere sui fondi per la coesione. Un investimento così imponente richiede tempi lunghi per poter essere ammortizzato e giustifica la scelta di concedere la gestione degli immobili fino a 99 anni e lo sfruttamento delle acque termali per 30 anni. Solo con un respiro temporale così ampio un investitore privato può farsi carico dei pesanti costi iniziali di ristrutturazione e garantire una gestione efficiente nel tempo.
Il piano d’intervento proposto da Saturnia è ambizioso e punta a rimettere in sesto l’intera macchina termale partendo dalle fondamenta. Il primo passo, indispensabile, sarà il recupero dei pozzi e delle reti idriche, perché senza la risorsa termale attiva le strutture resterebbero scatole vuote. Successivamente si passerà alla ristrutturazione degli edifici storici, alla realizzazione di una moderna spa medica e benessere, al potenziamento della ricettività alberghiera e degli spazi per congressi ed eventi. L’intero complesso sarà così rigenerato dal punto di vista sismico ed energetico, offrendo anche un parco termale accessibile a tutti.
La chiusura durata oltre dieci anni ha purtroppo impoverito il tessuto economico e turistico di Sciacca, ma questo progetto promette di ricostruire l’intera filiera locale. Quando il polo termale sarà pienamente operativo, si stima che potrà dare lavoro direttamente a circa 250 persone, senza contare lo straordinario impatto indiretto che una struttura aperta tutto l’anno avrà su alberghi, ristoranti, trasporti e commercio della zona. Inoltre, un punto cardine dell’accordo riguarderà proprio l’accesso facilitato dei residenti al parco e alle cure, garantendo che il rilancio mantenga una forte impronta pubblica e sociale.
La strada amministrativa che ha portato a questa svolta è stata lineare ma rigorosa, iniziata con il bando dello scorso novembre e culminata nella scelta della proposta di Saturnia rispetto ad altri concorrenti. Ora si apre la fase tecnica di verifica dei piani finanziari e dei progetti. La sfida per la Regione e per il territorio sarà quella di vigilare sui tempi delle prossime procedure, affinché questa solida base amministrativa si trasformi al più presto in cantieri aperti, nuovi posti di lavoro e nella definitiva rinascita di una delle mete termali più importanti del Mediterraneo.
TERME DI SCIACCA