Il governo regionale guidato da Renato Schifani si prepara a imboccare la strada che porta alla manovra estiva di bilancio e alla prossima legge finanziaria, affrontando una fase cruciale per i conti dell’isola con risorse straordinarie all’orizzonte.
manovra finanziaria
L’obiettivo politico è chiaro: compattare una coalizione uscita indebolita dalle tensioni parlamentari all’Ars nel 2026 e dai deludenti risultati delle ultime elezioni amministrative, puntando tutto su una forte spinta economica prima della scadenza naturale del mandato.
La prima tappa di questo percorso si consumerà a luglio con l’approvazione di una manovra correttiva da circa 350 milioni di euro. Questa prima boccata d’ossigeno aprirà la strada alla successiva Finanziaria di dicembre, l’ultima della legislatura, che potrà contare su una cifra record di circa 3 miliardi di euro.
Si tratta di una disponibilità finanziaria notevole che permetterà all’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, forte dei positivi risultati finora conseguiti, di pianificare importanti interventi di sviluppo e misure espansive per l’intero territorio.
La certezza di queste cifre poggia sul fitto calendario della Corte dei Conti. Dopo aver parificato il rendiconto del 2022, i magistrati contabili hanno stabilito che la pre-parifica del bilancio 2023 avverrà il 16 giugno, seguita dalla parifica definitiva l’8 luglio. Questo passaggio è di fondamentale importanza perché permetterà di sbloccare gradualmente un imponente avanzo di amministrazione da circa 7 miliardi di euro, accumulato negli ultimi anni ma rimasto finora congelato in attesa di certificazione.
Sebbene per i rendiconti del 2024 e del 2025 i tempi tecnici siano più lunghi e difficilmente si farà in tempo a sbloccare le relative quote nell’immediato, la dote finanziaria per l’ultimo scorcio della legislatura Schifani resta straordinaria. Gli ottimi risultati economici attuali non solo sosterranno l’azione del governo in carica, ma lasceranno in eredità alla futura amministrazione regionale un tesoretto ancora più cospicuo, stimato in almeno 5 miliardi di euro che rimarranno custoditi nei forzieri di Palazzo d’Orleans.