ECONOMIA: LA SICILIA DIVENTA UN MODELLO NAZIONALE

di Redazione

Un’inversione di rotta radicale che trasforma i vecchi squilibri in un paradigma di sviluppo per l’intero Paese. Questo è il fulcro del dettagliato rapporto intitolato “Sicilia: una nuova stagione di investimenti e sviluppo”, elaborato da The European House – Ambrosetti e TEHA Group, il celebre network intellettuale e di consulenza noto a livello internazionale, che organizza ogni anno il prestigioso Forum di Cernobbio. Il rapporto, presentato ieri pomeriggio al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, scatta una fotografia nitida di un’isola che viaggia a velocità sostenuta, staccando nettamente le medie macroeconomiche nazionali e posizionandosi come il principale motore attrattivo del Mezzogiorno d’Italia.

I dati illustrati da Valerio De Molli, CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group nella cornice di Villa Malfitano a Palermo, certificano una reattività del tessuto produttivo locale che poggia su basi finanziarie finalmente solide. Nel periodo compreso tra il 2019 e il 2024, a cavallo dei governi Musumeci e Schifani, il territorio siciliano ha messo a segno un incremento del Valore Aggiunto pari al 10,2 per cento. Si tratta di una performance di gran lunga superiore al 6,6 per cento registrato su scala nazionale e all’8,5 per cento calcolato nel resto delle regioni meridionali.

Questa ritrovata vivacità ha avuto ripercussioni immediate sul mercato del lavoro. Tra il 2020 e il 2025, il tasso di occupazione generale nell’isola è aumentato di 6,8 punti percentuali, superando il dato medio italiano fermo a 5,1 punti. L’aspetto più significativo di questo incremento risiede nella sua composizione, poiché l’allargamento della base occupazionale ha visto come protagoniste le categorie storicamente meno tutelate nell’isola: la componente giovanile ha registrato un progresso di 6,1 punti, mentre quella femminile è cresciuta di 5,9 punti percentuali.

Il governatore Renato Schifani ha espresso grande soddisfazione commentando le risultanze emerse dall’incontro del Teha club, evidenziando il cambio di percezione e la ritrovata autorevolezza dell’isola nello scenario economico. Il presidente ha sottolineato come la Sicilia sia passata dall’essere considerata l’ultima della classe a una realtà capace di offrire un esempio concreto di efficienza. Schifani ha rimarcato i primati attuali, ricordando che la regione si colloca al vertice in Italia per l’incremento dei posti di lavoro e al secondo posto per la progressione del prodotto interno lordo. Un risultato supportato anche dalla capacità di attrazione internazionale: la Sicilia è infatti la seconda regione del Sud per valore aggiunto generato dalle multinazionali estere.

Il pilastro fondamentale che permette di sostenere questa espansione economica è rappresentato dallo storico risanamento delle finanze regionali. La Regione Siciliana è riuscita ad azzerare un disavanzo pubblico ultradecennale che nel 2018 aveva toccato il picco di 7,3 miliardi di euro. Il rendiconto relativo all’esercizio 2024 si è invece chiuso con un avanzo d’amministrazione di 2,15 miliardi di euro.

Le prospettive a medio termine appaiono ancora più ambiziose grazie alla capacità dell’isola di catalizzare capitali. All’interno della piattaforma “Verso Sud” di TEHA, che mappa 373 miliardi di euro di investimenti complessivi per il Mezzogiorno al 2030, la Sicilia fa la parte del leone assorbendo ben 125,8 miliardi di euro, ovvero oltre un terzo del totale, con una ricaduta occupazionale stimata in circa 467 mila posti di lavoro.

Si tratta di numeri, risultati indiscutibili realizzati negli ultimi 8 anni dagli ultimi 2 governi regionali. Risultati che vengono riconosciuti da tutti fuori dall’isola, ma dei quali purtroppo non si riesce a prendere atto in Sicilia. Una Regione che non crede a quello che nei prossimi anni potrebbe diventare il suo miracolo economico e continua a vedersi brutta in uno specchio deformato, pur essendo diventata di straordinario interesse per numerosi gruppi economici internazionali.