STRAGE DI CASTELDACCIA, UNA SEQUELA DI OMISSIONI E CARENZE

di Antonino Piscitello

La Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro arriva in Sicilia per presentare la relazione finale sulla strage di Casteldaccia, il drammatico incidente del 6 maggio 2024 in cui persero la vita cinque operai a causa delle esalazioni di gas tossici durante la manutenzione della rete fognaria.

La giornata di ieri a Palermo è stata interamente dedicata al ricordo delle vittime e all’analisi delle gravissime responsabilità emerse dalle indagini.

Il programma prevedeva un momento di profondo raccoglimento alle ore 12:30 con la deposizione di una corona di fiori sul luogo della tragedia. Nel pomeriggio, a partire dalle 15:00, i lavori si sono spostati presso la Prefettura a Villa Whitaker, dove è stato illustrato il documento ufficiale.

All’incontro, oltre al prefetto, hanno preso parte la presidente della Commissione Chiara Gribaudo e la relatrice Giovanna Iacono, insieme a Monica Garofalo, presidente dell’Associazione Vittime Caduti sul Lavoro, e ad alcuni familiari dei lavoratori scomparsi, tra cui Chiara Raneri e Fabrizio Giordano.

La relazione mette in luce uno scenario drammatico fatto di gravi omissioni e mancanze inaccettabili sul fronte della sicurezza, della formazione e della gestione dei subappalti. Tra i passaggi più inquietanti emerge la totale assenza di rilevatori di gas, la mancanza di autorespiratori, mascherine e imbracature di salvataggio, oltre all’inesistenza di una squadra d’emergenza pronta a intervenire nei momenti cruciali.

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto far sentire la sua voce inviando un messaggio di vicinanza ai familiari delle vittime. Il Capo dello Stato ha definito l’accaduto una ferita per l’intera collettività, ricordando che la vita è un bene assoluto che non può mai essere sacrificato per il lavoro, ed esortando le istituzioni e le parti sociali a un impegno costante e rigoroso nella prevenzione dei rischi.