UNA RAPINA CON IL PALO A CALTAGIRONE

di Redazione

Quando si dice che per fare una rapina è necessario un palo, non ci si riferisce di certo al singolare caso avvenuto nel pomeriggio di sabato a Caltagirone.

Tre uomini di 19, 25 e 52 anni, tutti originari della provincia di Catania, hanno fatto irruzione in un panificio di viale Mario Milazzo.

Con il volto coperto da passamontagna e armati di pistola, hanno seminato il panico tra i presenti, riuscendo a farsi consegnare l’incasso della giornata – un bottino decisamente magro di appena 635 euro – e i telefoni cellulari dei dipendenti, sottratti nel disperato tentativo di impedire che venissero allertate le forze dell’ordine.

La banda è poi fuggita a bordo di un’utilitaria blu, ma la loro fuga è durata pochissimo. Una pattuglia dei Carabinieri in servizio di controllo ha sentito le urla delle vittime e ha intercettato quasi subito il veicolo. Da quel momento è scattato un inseguimento ad alta velocità per le vie cittadine. I tre fuggitivi hanno ignorato ripetutamente l’alt dei militari, sfrecciando tra le strade del centro e mettendo in serio pericolo pedoni e automobilisti.

La folle corsa si è interrotta bruscamente in via Fontanelle. Nell’affrontare una rotatoria a velocità troppo sostenuta, l’auto ha perso aderenza finendo per schiantarsi violentemente proprio contro un palo dell’illuminazione pubblica.

I Carabinieri sono intervenuti immediatamente per bloccare i tre malviventi e prestare i primi soccorsi. Le perquisizioni successive hanno svelato i retroscena del colpo: l’arma utilizzata era in realtà una pistola a salve, e la targa dell’auto era stata camuffata con un adesivo contraffatto applicato sopra quella originale di un veicolo a noleggio.

Per i tre complici, dopo i controlli in ospedale, si sono aperte le porte del carcere di Caltagirone. Dovranno rispondere di rapina aggravata in concorso, resistenza a pubblico ufficiale, porto d’armi e falsità materiale. Per il complice più anziano, che si trovava già agli arresti domiciliari, si è aggiunta anche l’accusa di evasione.