FERRANDELLI SOTTO SCORTA PER IL RACKET CASE POPOLARI

di Umberto Riccobello

L’assessore comunale di Palermo Fabrizio Ferrandelli si trova da ieri sotto tutela continua. La decisione è arrivata direttamente dalla Prefettura, guidata da Massimo Mariani, a seguito del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che ha valutato l’alto livello di rischio corso dall’esponente della giunta. Una scorta h24 disposta per blindare l’uomo che detiene una delle deleghe più calde e pericolose del capoluogo siciliano: quella all’Emergenza abitativa.

Negli ultimi mesi, la pressione attorno a Fabrizio Ferrandelli è cresciuta a livelli allarmanti. Il culmine dell’escalation criminale si era registrato lo scorso ottobre, quando un ordigno rudimentale, una bomba carta, era stato fatto esplodere a pochi passi dalla sua abitazione. Un segnale inequivocabile, giunto a pochissima distanza temporale da un altro gravissimo episodio di cronaca: il danneggiamento e il successivo incendio di un appartamento situato in via Bronte, nel quartiere periferico di Borgo Nuovo.

Quell’immobile era stato distrutto dalle fiamme subito dopo l’esecuzione di uno sfratto esecutivo nei confronti di un inquilino abusivo che occupava i locali senza averne alcun titolo. Alle intimidazioni sul campo si sono poi aggiunte le ripetute minacce a Ferrandelli attraverso i canali social, costringendo in un primo momento le forze dell’ordine ad attivare una vigilanza radio e video dinamica, ora tramutata in una vera e propria protezione fissa e continuativa.

L’azione amministrativa che ha scatenato la reazione violenta delle organizzazioni illecite tocca infatti interessi economici enormi. Nel mirino della criminalità organizzata locale è finita la gestione trasparente e rigorosa nell’assegnazione degli alloggi popolari, unita a un piano sistematico di contrasto al racket delle occupazioni abusive. Accanto a questo fronte, l’assessorato ha acceso i riflettori anche su altri settori storicamente grigi della città, come i controlli sui vetturini abusivi che gestiscono le carrozze storiche nel centro cittadino.

Questo cambio di passo segna una netta discontinuità con la storia recente della gestione pubblica a Palermo. Per troppi anni, infatti, il tema delle occupazioni e dell’emergenza casa è stato trattato con sufficienza o rimandato per evitare tensioni sociali. L’attuale amministrazione guidata da Roberto Lagalla sta portando avanti interventi strutturali che le passate amministrazioni non avevano mai attuato con analoga fermezza.

Andando a ritroso nel tempo, questa inversione di tendenza colpisce direttamente l’eredità politica dei sindaci precedenti, a cominciare da Leoluca Orlando, oggi europarlamentare, che ha guidato la città a fasi alterne per circa un ventennio. Durante le scorse stagioni politiche, la gestione degli alloggi popolari era spesso rimasta intrappolata in una logica di perenne emergenza, lasciando ampi margini di manovra a chi speculava sul bisogno dei cittadini meno abbienti. La scelta odierna di ripristinare la legalità toglie spazi vitali all’egemonia criminale che per decenni ha sostituito lo Stato in ampi quartieri della città.

Nonostante la gravità della situazione e l’obbligo di muoversi sotto scorta, i vertici di Palazzo delle Aquile hanno confermato la volontà di non arretrare di fronte alle intimidazioni, ribadendo l’intenzione di proseguire con i piani di sgombero e con la redistribuzione regolare degli immobili agli aventi diritto inseriti nelle graduatorie comunali.

La notizia del rafforzamento della tutela ha sollevato un’ondata di reazioni unanimi nel panorama istituzionale palermitano. La solidarietà giunta all’indirizzo dell’assessore è stata immediata e bipartisan, unendo in un unico coro di condanna sia le forze politiche che sostengono la maggioranza di centrodestra sia i gruppi consiliari della minoranza e dell’opposizione.

Dai banchi del Consiglio comunale è emerso un coro compatto per ribadire che l’attacco a un amministratore pubblico rappresenta una minaccia diretta alle istituzioni democratiche e che la risposta della comunità cittadina deve essere ferma e priva di sfumature ideologiche, a tutela dei diritti e della legalità.