AEROPORTI CATANIA E COMISO: 10 COLOSSI PER IL 51%

di Redazione

Muove un passo decisivo la gara per gli Aeroporti di Catania Fontanarossa e di Comiso, destinati a cambiare assetto societario e finanziario. La procedura competitiva ad evidenza pubblica, avviata nei mesi scorsi per individuare un partner privato a cui cedere una quota azionaria di maggioranza pari ad almeno il 51% del capitale della SAC, la società di gestione dei due aeroporti, ha superato con successo il suo primo vaglio formale. Delle quattordici manifestazioni d’interesse presentate inizialmente da diversi soggetti, dieci gruppi di rilevanza internazionale hanno superato la verifica dei requisiti formali e tecnico-economici, ottenendo l’accesso ufficiale alla seconda fase della gara.

L’operazione, la cui stima complessiva si aggira attorno ai 600 milioni di euro, rappresenta uno dei dossier infrastrutturali più rilevanti nel panorama economico italiano, con l’obiettivo di dotare il principale polo aeroportuale dell’isola dei capitali e delle competenze gestionali necessari per sostenerne i piani di espansione a medio e lungo termine.

L’elenco degli operatori ammessi riflette un elevato interesse da parte dei principali player del mercato globale, evidenziando l’attrattività esercitata da una struttura che supera i dodici milioni di passeggeri annui. Nel blocco degli operatori italiani figurano tre realtà di primo piano del settore. Si tratta della holding Mundys, controllata dalla famiglia Benetton e già presente nella gestione degli scali di Roma e della Costa Azzurra; del gruppo Save, operatore di riferimento nel Nord-Est con la gestione del polo che comprende Venezia, Treviso, Verona e Brescia; e di 2I Aeroporti, la società partecipata dal fondo F2i che detiene partecipazioni strategiche negli hub di Milano Malpensa e Linate, oltre che a Napoli, Torino, Trieste e Bologna.

Accanto ai gruppi italiani, la procedura vede la partecipazione di grandi colossi internazionali specializzati nella gestione aeroportuale e nei fondi di investimento infrastrutturali. Dalla Francia arriva la candidatura di Vinci Airports, tra i maggiori operatori privati al mondo con una rete di oltre sessantacinque aeroporti e quote in Aeroports de Paris. Dall’Olanda partecipa il Royal Schiphol Group, storicamente legato alla gestione dello scalo hub di Amsterdam. Il settore finanziario ed estero è ulteriormente rappresentato dal fondo australiano Macquarie European Infrastructure Fund, dall’argentina Corporacion America Airports, dall’indiana Adani Airport Holdings, dal gruppo emiratino Mag Overseas Investment con sede a Dubai e partecipante allo sviluppo dell’aeroporto di Manchester, e dalla Oman Airports Management Company, società statale dedicata alla gestione delle infrastrutture aeroportuali del Sultanato dell’Oman.

I dettagli del passaggio alla seconda fase e l’impostazione strategica della privatizzazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la sede della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia. Durante i lavori, il sindaco di Catania e della Città metropolitana Enrico Trantino ha richiamato l’attenzione sul valore strategico che l’infrastruttura ricopre per lo sviluppo economico-turistico della Sicilia, sottolineando la necessità che le istituzioni locali vigilino attentamente affinché il processo apporti ricadute positive e durature sul territorio. Nel medesimo contesto, il commissario straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia Antonio Belcuore ha rivendicato l’impostazione della gara ad evidenza pubblica, evidenziando come l’obiettivo non risieda in una semplice dismissione di partecipazioni pubbliche, ma nella costruzione di un percorso competitivo volto a selezionare una partnership industriale solida.

La prospettiva gestionale è stata espressa dai vertici operativi della società di gestione. La presidente Anna Quattrone e l’amministratore delegato Nico Torrisi hanno ripercorso l’iter procedurale, confermando la soddisfazione per l’ampia risposta del mercato e la fiducia dimostrata dai grandi investitori. I vertici dell’azienda hanno sottolineato come nei prossimi mesi l’attenzione si sposterà sulla valutazione della bontà dei progetti industriali proposti dai candidati. I capitali privati dovranno infatti sostenere le opere previste dal Masterplan al 2030, tra cui spiccano la realizzazione di una nuova pista da tre chilometri, la completa ristrutturazione del Terminal B e un significativo ampliamento delle aree destinate all’accoglienza dei passeggeri.

L’iter proseguirà adesso con l’esame della documentazione dettagliata e poi della formulazione delle prime offerte non vincolanti. In un momento successivo la competizione dovrebbe stringersi attorno a una rosa dei cinque migliori progetti, dai quali scaturiranno le offerte vincolanti definitive per l’acquisizione del pacchetto azionario di maggioranza, attualmente suddiviso tra enti pubblici: la Camera di Commercio con il 60,64%, la Città metropolitana di Catania, il Libero Consorzio di Siracusa e l’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive, ciascuno con il 12,12%, oltre ai comuni di Catania e Comiso, titolari rispettivamente del 2,02% e dello 0,96%.

A questo proposito, non possono però essere ignorati i dubbi e i distinguo emersi in alcuni ambiti della politica regionale, nè tantomeno può essere ignorata la necessità di uscire dal lungo commissariamento della Camera di Commercio, proprietaria da sola della maggioranza delle quote della Sac.

Appare fondamentale quindi che nelle prossime settimane le forze politiche riescano a trovare una sintesi alta ed equilibrata, capace di coniugare lo sviluppo industriale con la tutela del territorio. Anche per evitare, in un momento così delicato per il futuro dei due scali aeroportuali, un atmosfera di incertezza e di polemica tali da indebolire l’intero percorso.