PALERMO: SCOMPARSA MAIORANA, RIAPRIRE LE INDAGINI

di Antonino Piscitello

A diciannove anni dalla scomparsa dell’imprenditore edile Antonio Maiorana e del figlio Stefano, avvenuta il 3 agosto 2007, la madre del ragazzo, Rossella Accardo, torna a chiedere la riapertura delle indagini.

Assieme al legale Giacomo Frazzitta, la donna ha depositato una nuova memoria alla Procura di Palermo, indirizzata al procuratore Maurizio De Lucia e al presidente della Commissione regionale antimafia Antonello Cracolici.

I due uomini, dei quali il figlio aveva ventidue anni al momento dei fatti, furono visti l’ultima volta mentre lasciavano un cantiere a Isola delle Femmine. La loro automobile venne poi ritrovata nei parcheggi dell’aeroporto Falcone Borsellino. Nel corso degli anni la magistratura ha seguito diverse piste investigative, incluse ipotesi di contrasti societari o dinamiche legate alla criminalità organizzata, senza giungere a un approdo processuale. Il procedimento si era concluso con l’archiviazione nel maggio 2021.

Nel nuovo atto presentato agli inquirenti vengono evidenziati diversi punti rimasti privi di riscontro tecnico. Tra questi figurano impronte digitali rinvenute sul veicolo e mai identificate, il mancato funzionamento delle telecamere di videosorveglianza lungo il tragitto autostradale quel giorno e la cessione di quote della società Calliope in favore dell’allora compagna dell’imprenditore. La memoria segnala inoltre il progetto per la costruzione di una struttura alberghiera a Campobello di Mazara e la presunta esistenza di file e supporti informatici contenenti comunicazioni con nomi in codice.

I familiari e la difesa sollecitano quindi il riesame di questi dettagli specifici per stabilire se vi siano presupposti utili a disporre un nuovo approfondimento giudiziario.