CATENO STA OVUNQUE E DA NESSUNA PARTE

di Redazione

La politica siciliana assiste all’ennesima sortita strategica di uno dei suoi protagonisti più bizzarri, in un clima di perenne campagna elettorale e costante provocazione. Cateno De Luca torna ad affollare le cronache politiche regionali per via dell’ultima trovata: vorrebbe stare ovunque. Ha dichiarato di voler partecipare alle primarie della sinistra e, se le facessero, anche a quelle del centrodestra. Una dichiarazione che punta ad attirare immediatamente l’attenzione dei media e dei vertici dei partiti, dimostrando ancora una volta la volontà del leader di Sud chiama Nord di inserirsi al centro di ogni ipotetico tavolo di trattativa.

Lancia provocazioni solo per uscire sui giornali e restare in pista. La parola d’ordine sembra essere “non importa con chi sto, importante è che io ci sto”. Il vero obiettivo di queste uscite pubbliche non risiede infatti in una coerente collocazione ideologica, ma nella necessità pragmatica di mantenere costante il livello di visibilità e di ricordare alle forze politiche di maggioranza e opposizione di essere un interlocutore imprescindibile con cui fare i conti. In un panorama in continua evoluzione, la priorità resta quella di occupare la scena.

Per alimentare questa presenza e strutturare un peso elettorale credibile, la strategia si allarga alla cooptazione di quadri e dirigenti provenienti dalle più svariate estrazioni. Recluta ex di tutti i partiti con una campagna acquisti senza precedenti e nel frattempo cerca accordi a Roma per garantirsi eletti alle politiche. Questa intensa attività di tessitura punta a raccogliere gli insoddisfatti di ogni schieramento, aggregando consensi trasversali sia per le scadenze amministrative e regionali nell’isola, sia per assicurare una rappresentanza a Palazzo Madama e a Montecitorio.

Cateno De Luca sembra avere insieme il dono dell’ubiquità e quello dell’ambiguità. Questa condotta spregiudicata gli permette di accreditarsi contemporaneamente come possibile alleato o come temibile avversario per entrambi i poli tradizionali. Mantenendo la posizione nel mezzo e rilanciando continuamente la posta attraverso uscite ad effetto, la figura del sindaco di Taormina continua a sollevare interrogativi tra gli addetti ai lavori, intenti a decifrare quanto ci sia di reale tattica elettorale e quanto di semplice costruzione mediatica.

Resta da capire come reagiranno i vertici nazionali e regionali dei partiti. Se da un lato il centrodestra guarda con prudenza alle manovre di disturbo, dall’altro il centrosinistra si trova a gestire la presenza di Ismaele La Vardera come potenziale competitor alle primarie del campo largo, con parte della coalizione che spinge per isolarlo e aprire a Cateno De Luca. Ciò che appare certo è che, fino al momento formale della presentazione delle liste, la pressione mediatica e le manovre dell’uomo che si denudò fino a restare in mutande nella sala stampa dell’Ars avvolto in una bandiera della Sicilia con in una mano la Bibbia e nell’altra una statuetta di Pinocchio non accenneranno a diminuire.