In un’intervista concessa al quotidiano La Repubblica, Luca Sbardella, commissario regionale di Fratelli d’Italia, fa il punto sulle strategie del centrodestra in vista dei prossimi decisivi appuntamenti elettorali in Sicilia.
Sulla leadership di Palazzo d’Orleans, la posizione del partito guida della coalizione resta pragmatica e priva di preclusioni tattiche. Nessun pregiudizio nei confronti di una ricandidatura dell’attuale governatore Renato Schifani sul cui governo si esprime un giudizio largamente positivo; ma la dirigenza meloniana chiarisce una linea d’azione estremamente precisa: l’obiettivo prioritario del tavolo politico resta unicamente quello di individuare la figura migliore e con più probabilità di vittoria.
Per questa ragione, qualora il confronto della coalizione dovesse valutare scenari differenti rispetto al bis del presidente uscente, Fratelli d’Italia non rimarrà certamente a guardare. Il deputato e commissario sottolinea infatti che, nell’eventualità in cui si apra ufficialmente la fase del totonomi, il partito si farà avanti proponendo al tavolo degli alleati più di un’alternativa di assoluto valore e spessore politico.
Parallelamente, la riflessione si sposta sugli equilibri amministrativi della città. Di fronte alle indiscrezioni e alle domande sollevate dal giornalista a proposito del sindaco Roberto Lagalla, che potrebbe valutare un’esperienza di governo nella capitale, Sbardella evidenzia la disponibilità ad un bis di Lagalla. Tuttavia, qualora dovesse concretizzarsi un impegno nazionale del primo cittadino e si rendesse necessario trovare una nuova guida, Fratelli d’Italia non si farà trovare impreparata: il partito possiede infatti molti nomi di spessore da proporre al tavolo del centrodestra — tra cui Alessandro Aricò, Giampiero Cannella, Fabrizio Ferrara, Giuseppe Milazzo, Raoul Russo e Carolina Varchi —, dimostrando la prontezza e la qualità della propria classe dirigente territoriale.
In un contesto in continua evoluzione, la posizione di Fratelli d’Italia appare netta: la classe dirigente guidata dal suo commissario si conferma pronta e aperta a gestire qualsiasi scenario, prassi che riflette il peso politico del partito sia al tavolo della Regione sia a Palazzo delle Aquile.
L’eventualità che si apra una vera e propria successione anticipata nel capoluogo regionale nasce dall’ipotesi, finora inedita nei dettagli del dibattito interno alla coalizione, che il sindaco Roberto Lagalla possa optare per un incarico o una chiamata di governo a livello nazionale.
Qualora questo passaggio di consegne dovesse concretizzarsi, i profili più accreditati per la corsa a sindaco del capoluogo siciliano sembrerebbero quelli dell’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò e della deputata nazionale Carolina Varchi.
Proprio all’inizio di questo mese di agosto, la Varchi ha lanciato ufficialmente “Palermo Capitale”, un cantiere aperto di idee pensato per definire programmi e proposte operative volti alla rigenerazione culturale, sociale ed economica della città. Un’iniziativa politica sul territorio che, agli occhi degli alleati e degli osservatori, suona come una solida opzione programmatica già pronta nell’eventualità in cui le dinamiche della politica romana dovessero rimescolare le carte dell’amministrazione palermitana.