La comunità di Ciminna si è radunata nella Chiesa Madre Santa Maria Maddalena per dare l’ultimo saluto a Salvatore Giglia, il giovane ragazzo di ventisei anni morto a causa delle gravi ustioni riportate mentre stava cercando di difendere la propria casa dalle fiamme di un incendio.
RAGAZZO MORTO CIMINNA
La cerimonia funebre è stata officiata dall’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, in una giornata segnata dal lutto cittadino proclamato dal sindaco Vito Filippo Barone.
I fatti risalgono al pomeriggio di sabato 29 agosto, quando un rogo di vaste proporzioni ha interessato le campagne circostanti il piccolo centro abitato. Nel tentativo di impedire che le fiamme raggiungessero l’abitazione e il terreno di famiglia, il ventiseienne è stato investito dal fuoco. Raggiunto dapprima dai sanitari della postazione del 118 di Ventimiglia di Sicilia, è stato poi trasportato d’urgenza in elisoccorso al Centro Ustioni dell’ospedale Civico di Palermo. Dopo tre giorni di ricovero nel centro ustioni, il giovane è deceduto nelle prime ore di martedì 1 settembre.
Durante l’omelia, monsignor Lorefice si è rivolto direttamente ai familiari – i genitori Santina e Roberto, il fratello Natalino e la compagna Giovanna – e ha richiamato l’attenzione sulle responsabilità umane all’origine del disastro. L’arcivescovo ha evidenziato come l’evento non sia addebitabile a una semplice fatalità, bensì all’azione di una mano criminale e dolosa, aggiungendo che “chi appicca il fuoco per incuria, disprezzo del bene comune o logiche delinquenziali e parassitarie calpesta la sacralità della vita umana e si macchia di un delitto esecrabile“.
Sul fronte giudiziario, la Procura di Termini Imerese, guidata dal procuratore Angelo Vittorio Cavallo, ha aperto un fascicolo di indagine. Il reato ipotizzato dagli inquirenti è adesso quello di omicidio come conseguenza di un altro reato, legato all’innesco doloso dell’incendio. Le forze dell’ordine stanno conducendo rilievi per individuare i punti d’innesco del rogo e risalire ai responsabili.
Il sindaco Barone, esprimendo il cordoglio della cittadinanza per la scomparsa di un giovane attivo nelle associazioni locali, ha richiamato la necessità di verificare la tempestività e l’adeguatezza dei soccorsi territoriali durante l’emergenza. Messaggi di vicinanza sono giunti anche dal sindaco della Città Metropolitana di Palermo, Roberto Lagalla, e dai vertici dell’Asp di Palermo, che hanno sottolineato l’impatto distruttivo dei roghi estivi sulle strutture sociali ed economiche del territorio.
Mentre la comunità locale prova a fatica a ritrovare la normalità dopo le esequie, l’attenzione resta concentrata sugli sviluppi investigativi. L’individuazione degli inneschi e l’accertamento delle responsabilità penali sono gli unici strumenti per dare risposte a una popolazione colpita nei suoi affetti e per garantire la tutela di un territorio costantemente minacciato.
RAGAZZO MORTO CIMINNA