A Catania, nel corso dei periodici servizi di controllo del territorio lungo viale Mario Rapisardi, una pattuglia dei Carabinieri ha intimato l’alt a un’autovettura per un consueto accertamento stradale.
CATANIA BRACCIALETTO EX VIOLENTO
Durante le fasi d’identificazione e di verifica dei documenti personali, l’attenzione dei militari è stata attirata dalla presenza di un braccialetto elettronico applicato alla caviglia del conducente, un trentenne del posto. Incalzato dalle domande degli operanti sulle ragioni del dispositivo, l’uomo ha ammesso di essere destinatario di un divieto di avvicinamento emesso dall’autorità giudiziaria a seguito di reiterate denunce per comportamenti violenti. Il provvedimento cautelare in vigore gli imponeva formalmente di mantenere una distanza di sicurezza non inferiore a un chilometro dalla persona offesa.
L’ispezione si è ulteriormente approfondita con il controllo della passeggera presente a bordo del veicolo. Dalla verifica delle generalità della donna, una ventottenne, gli agenti hanno accertato che la persona seduta sul sedile accanto al guidatore era proprio la ex compagna, vittima dei maltrattamenti che avevano determinato l’applicazione della misura di protezione.
Per eludere il sistema telematico di tracciamento ed evitare che la centrale operativa ricevesse l’allarme di prossimità, la donna aveva scelto di lasciare presso la propria abitazione il dispositivo ricevitore accoppiato alla cavigliera. Agli agenti che chiedevano spiegazioni sulla loro presenza nello stesso abitacolo, i due hanno detto di aver intrapreso una spontanea riappacificazione e di aver già sollecitato i propri legali per ottenere la revoca del provvedimento. Tuttavia, non sussistendo alcuna deroga al divieto pendente, i Carabinieri hanno contestato l’inosservanza della misura cautelare, trasmettendo alla Procura della Repubblica una denuncia in stato di libertà per entrambi con l’ipotesi di reato di violazione del divieto di avvicinamento in concorso.
Al di là degli aspetti strettamente procedurali, la dinamica dell’episodio impone un’analisi obiettiva sulle condotte individuali. Se da un lato è riconosciuto come le dinamiche di dipendenza affettiva e la complessità psicologica del distacco da una relazione tossica rendano faticosa la chiusura definitiva dei legami con soggetti maltrattanti, dall’altro la decisione della giovane appare manifestamente imprudente.
Di fronte ai drammatici episodi di femminicidio registrati nel Paese soltanto nelle ultime due settimane, la scelta di disattivare volontariamente lo strumento di tutela personale e salire a bordo di un auto con il proprio carnefice costituisce un’azione del tutto paradossale. Un simile comportamento, oltre a esporre la persona a un potenziale e gravissimo rischio per la propria vita, vanifica e risulta irrispettoso nei confronti degli sforzi e delle risorse impiegate dal sistema giudiziario e dalle forze dell’ordine per garantire la sicurezza e l’incolumità della vittima.
CATANIA BRACCIALETTO EX VIOLENTO .