Michele Sodano è stato eletto sindaco di Agrigento l’8 giugno 2026. L’11 giugno è entrato in carica. Il 7 agosto La Vardera ha già litigato con lui. 90 giorni appena e i due sono arrivati alla rottura. Era previsto, ma non così presto.
Alessandro Onorato, leader di Progetto Civico Italia, movimento al quale ha aderito La Vardera, ci ha spegato che quello è il movimento degli amministratori. Sarà così, ma intanto Ismaele pretende di comandare su Michele Sodano fino all’umiliazione del suddetto.
I fatti sono semplici: il vicesindaco di Agrigento, Giovanni Crosta, ha una casa abusiva con una istanza di sanatoria ancora pendente da quasi quarant’anni. Ha ereditato la casa dal padre defunto quando lui aveva appena 11 anni e non è responsabile, chiaramente, di alcun abuso. Crosta ha dichiarato che la casa non è abitata, ma le spie del movimento hanno evidentemente scoperto che per qualche giorno d’estate in casa c’è stato qualcuno e forse c’è stata anche qualche festicciola di famiglia. Nessun reato badate bene. Ma oltre alla colpa di possedere una casa abusiva ha quindi mentito al partito. Deve essere cacciato.
In perfetto stile stalinista La Vardera apre le purghe dentro Controcorrente. Il motto “Il Partito ha sempre ragione” viene sostituito da “La Vardera ha sempre ragione”.
Ed ecco che il sindaco ha uno scatto d’orgoglio e, asserendo di avere saputo del diktat solo da organi di stampa, rifiuta di fatto di eseguire l’ordine.
“Apprendo – dice Sodano – soltanto dagli organi di stampa della richiesta di dimissioni avanzata da Ismaele La Vardera nei confronti del vicesindaco Giovanni Crosta – scrive -. Fino a ieri sera avevo chiesto che la vicenda venisse esaminata approfonditamente nelle sedi competenti di Controcorrente, a partire dal Collegio dei probiviri, prima di giungere a conclusioni che, senza un esame completo dei fatti, rischiano di essere affrettate”.
Sodano si schiera con Crosta e annuncia una riunione di Controcorrente Agrigento “per valutare il da farsi, anche alla luce della posizione espressa da La Vardera”. “Perdere un amministratore del valore di Crosta – dice – rappresenterebbe una grave sconfitta”.
E poi l’affondo finale: “Su questa vicenda ascolterò tutti, valuterò tutti gli elementi e, come Sindaco, assumerò le decisioni che competono alla mia responsabilità, nell’esclusivo interesse della città e nel pieno rispetto della legalità”. La risposta a La Vardera tradotta dal politichese è “Tieni giù le mani dal Comune di Agrigento”.
La Vardera controreplica aspro e con fare vendicativo non fa alcuno sconto a Sodano dicendo che comunque non intende fare eccezioni per Crosta e getta fango sul vicesindaco con assoluta tranquillità, espellendolo, motu propriu, da Controcorrente. Un’altra condanna senza processo.
Nei prossimi giorni ci aspettiamo la guerra tra un neo sindaco che difende le prerogative della sua città e un giovane vecchio politico che pretende di decidere pure al posto del sindaco.
Ma qual’è l’obiettivo di La Vardera? È quello di dimostrare che lui non guarda in faccia nessuno e che da questo punto di vista rappresenta la vera novità della politica siciliana. E in tanti abboccano.
La verità è che anche questa vicenda dimostra che La Vardera è un nuovo Crocetta. Una vicenda simile è già successa nel 2014 tra Crocetta e l’allora assessora all’Ambiente della sua giunta, Maria Rita Sgarlata, persona di indubbio rigore morale (deceduta alcuni anni dopo). Un dossier riservato riportava la realizzazione di una piscina dell’assessora nella sua villa a Siracusa in una zona soggetta a vincoli. Crocetta disse anche lui che non guardava in faccia nessuno, insultò e infangò l’assessora condannandola anche qui senza processo e le revocò l’incarico. Un anno dopo, la Procura archiviò il caso scagionando totalmente la Sgarlata.
I moralisti per ambizione sono fatti tutti così e dicono ovviamente di essere unici. Non lo sono, ma sono di certo pericolosi per le loro comunità.
Cosa aggiungere a questo disastro? I politici soffrono tutti di un po’ di delirio d’onnipotenza. Ma La Vardera sembra che li abbia davvero battuti tutti.
Per la Sicilia non potrebbe esserci tragedia peggiore di un nuovo Crocetta come La Vardera alla Presidenza della Regione.