Evitare che l’ultimo scorcio di legislatura si trasformi nella prima fase della campagna elettorale, accantonando i tatticismi e le misure estemporanee per concentrarsi sulle emergenze reali della popolazione. È questo il senso profondo della lettera aperta inviata dalla Cisl Sicilia ai vertici delle istituzioni e ai componenti dell’Assemblea Regionale Siciliana. Un documento che non si presenta come un semplice elenco di rivendicazioni aziendali o sindacali, ma come una vera e propria bussola programmatica rivolta al Presidente della Regione, Renato Schifani, al Presidente dell’Assemblea, Gaetano Galvagno, alla giunta e a tutti i parlamentari regionali.
Il sindacato richiama la classe politica all’assunzione di una responsabilità collettiva alla ripresa dei lavori parlamentari, segnalando l’urgenza di colmare la distanza tra il dibattito all’interno del Palazzo e le difficoltà quotidiane di famiglie, lavoratori e pensionati. A farsi interprete dell’iniziativa è il segretario generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana, che ha espresso chiaramente la preoccupazione per una fase politica che rischia di essere paralizzata dalle dinamiche preelettorali.
Come sottolineato nella sua nota, l’obiettivo principale dell’iniziativa è proprio quello di evitare scorciatoie propagandistiche: “Abbiamo voluto rivolgerci alle forze politiche e all’esecutivo regionale affinché l’ultima parte della legislatura non diventi la prima della campagna elettorale”. La Piana evidenzia come l’osservatorio del sindacato, radicato nei singoli contesti territoriali, registri una frattura evidente tra le priorità delle persone e le discussioni della politica:
“Viviamo quotidianamente i territori e raccogliamo le preoccupazioni di lavoratori, pensionati, giovani e famiglie – sottolinea – dal nostro osservatorio emerge con sempre maggiore evidenza uno scollamento tra il confronto politico e la vita reale delle persone. È una frattura che va ricucita, riportando al centro dell’azione istituzionale e politica ciò che incide concretamente sulla qualità della vita dei siciliani”.
Nel testo, il sindacato entra nel merito della situazione economica e sociale, ribadendo la necessità di superare la frammentazione degli interventi pubblici: “I siciliani si aspettano altro, ovvero una politica che torni ad occuparsi dei problemi quotidiani”. La lettera analizza in modo dettagliato i settori chiave che necessitano di riforme immediate e di interventi non più rinviabili. Al primo posto figura la creazione di un’occupazione di qualità e l’esigenza di fermare l’emigrazione giovanile. La fuga delle migliori competenze rappresenta una perdita secca per il patrimonio economico e sociale dell’Isola.
Un ampio passaggio del documento è dedicato ai servizi essenziali, a partire dalla sanità pubblica, pesantemente penalizzata dai tempi delle liste d’attesa e dalle disomogeneità territoriali, fino al sistema del welfare a tutela dei soggetti fragili. Contestualmente, viene sollevata la questione delle infrastrutture scolastiche, proprio in coincidenza con l’avvio del nuovo anno scolastico:
“Stanno per tornare sui banchi migliaia di studenti, ma persistono le note carenze strutturali degli edifici, a partire dalla loro inadeguatezza rispetto alle alte temperature. Sono rimaste invariate le questioni relative al corpo docente e al personale scolastico, con la conseguenza che continuano a mancare risposte esaustive ai bisogni degli studenti, in particolare di quelli in condizioni di fragilità e di non autosufficienza. Come possiamo parlare di futuro se non investiamo subito nella formazione delle nuove generazioni?”.
Accanto alla scuola e ai servizi, il sindacato richiama l’attenzione sulle emergenze ambientali, chiedendo un’azione programmata per la prevenzione degli incendi, la gestione delle risorse idriche e il contrasto ai dissesti derivanti dai cambiamenti climatici, individuando nella legalità il prerequisito fondamentale per attrarre investimenti sani.
Un punto cruciale del documento riguarda la prospettiva economica a medio e lungo termine, in particolare la gestione della fase successiva alle risorse straordinarie europee. La Cisl avverte che è necessario pianificare fin d’ora il periodo successivo al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “per evitare il cosiddetto effetto scogliera e costruire, invece, una strategia di medio e lungo periodo che garantisca continuità agli investimenti, consolidi le filiere produttive, rafforzi le competenze e impedisca che il patrimonio di lavoro creato venga disperso”.
Sotto il profilo del metodo, la lettera aperta rivendica con forza un ruolo attivo per le parti sociali nei processi decisionali, criticando le prassi che riducono le consultazioni a semplici passaggi burocratici. Nel concludere la lettera, il sindacato riconosce l’esigenza dei singoli parlamentari di rispondere alle istanze dei propri collegi elettorali: “Comprendiamo che i deputati e gli esponenti politici vogliano dare risposte alle esigenze dei territori che rappresentano, ascoltando le comunità locali e interpretandone i bisogni. Ci auguriamo, però, che queste iniziative non si riducano a strumenti finalizzati al consenso elettorale o a misure episodiche prive di continuità”.
Il tempo a disposizione della legislatura, viene rimarcato nella lettera, è ancora sufficiente per produrre risultati tangibili, a patto che non venga sprecato in contrapposizioni sterili. La valutazione del lavoro svolto dalla classe dirigente spetterà infine ai cittadini, chiamati a giudicare le norme approvate sulla base dell’impatto reale sulla vita di tutti i giorni. “Ogni scelta – scrive il sindacato – va valutata per la sua capacità di creare occupazione stabile, migliorare i servizi, sostenere le imprese sane e offrire nuove opportunità ai giovani. È su questo che i siciliani misureranno l’azione della politica”. Un monito chiaro, che sposta il baricentro dell’attenzione dalle prossime scadenze elettorali alle esigenze delle future generazioni.