La riconsegna della salma di Noemi Impellizzeri ai familiari ha introdotto nuovi elementi nelle indagini sulla morte della trentaquattrenne, trovata priva di vita all’alba del 23 agosto all’interno della sua abitazione in via Circumvallazione a Riposto.
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Al momento della restituzione del corpo, i genitori hanno riscontrato ecchimosi ed evidenze compatibili con un volto tumefatto e la probabile frattura del naso. Qualora tali riscontri venissero confermati dagli esiti definitivi dell’autopsia e dalle consulenze medico-legali disposte dalla Procura di Catania, il quadro dell’inchiesta subirebbe una ridefinizione, poiché indicherebbe la presenza di uno scontro fisico avvenuto prima del decesso.
Il ritrovamento del cadavere è avvenuto a seguito dell’intervento dei Vigili del Fuoco, allertati per un principio d’incendio all’ingresso dell’immobile. Il corpo della donna si trovava nella camera da letto, posizionato con una corda al collo. L’incendio, originato nella zona d’ingresso con l’impiego di sostanze acceleranti come solvente per unghie, ha danneggiato l’area d’accesso senza consumare la stanza da letto. Gli investigatori cercano di determinare se il rogo sia stato appiccato con l’intento di alterare la scena e cancellare eventuali tracce biologiche.
Nell’ambito del fascicolo di indagine, attualmente aperto per omicidio volontario, risulta iscritto nel registro degli indagati un uomo di 49 anni, Tony Proietto, frequentato dalla vittima, il quale continua a respingere ogni accusa. È stato lui la prima persona a segnalare la presenza del corpo, dichiarando di non aver contattato direttamente il numero unico di emergenza 112, ma di essersi recato presso il bar gestito dal fratello della donna per avvisarlo dell’accaduto, prima di far ritorno sul posto dove erano già presenti i soccorritori. L’uomo ha anche riferito di aver ricevuto messaggi e una videochiamata nelle ore precedenti al decesso in cui la donna avrebbe manifestato propositi suicidi, consegnando il proprio telefono ai carabinieri.
Dalle testimonianze e dai rilievi investigativi è emersa inoltre la posizione di una terza persona, un uomo originario di Piedimonte Etneo con cui Noemi avrebbe avuto una frequentazione e che sarebbe stato ascoltato dagli inquirenti.
Gli esami investigativi sono affidati ai Carabinieri del RIS di Messina e della Compagnia di Giarre. Gli specialisti della Scientifica hanno eseguito sopralluoghi approfonditi nell’appartamento utilizzando il luminol per individuare eventuali tracce ematiche o fluide non visibili a occhio nudo. Parallelamente, gli inquirenti hanno disposto il sequestro dei telefoni cellulari in uso alla vittima e all’indagato, oltre che del veicolo di quest’ultimo, per ricostruire gli ultimi spostamenti e la cronologia delle comunicazioni antecedenti al decesso. Gli esami istologici e tossicologici definiranno se la causa finale della morte sia ascrivibile ad asfissia da impiccagione o a lesioni antecedenti.
Mentre la comunità attende che si faccia piena luce sulla vicenda, le prossime settimane risulteranno decisive per l’inchiesta: gli esiti dei rilievi del RIS e della consulenza autoptica chiariranno l’esatta dinamica dei fatti, passaggio indispensabile per accertare la verità e garantire giustizia per Noemi Impellizzeri.
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