Nel processo d’appello in corso presso la Corte d’Appello di Catania, la Procura Generale ha formulato una richiesta di condanna a sei anni di reclusione per Santo Torrisi, docente universitario di Medicina.
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L’imputato è accusato di violenze sessuali e molestie verbali nei confronti di alcune studentesse e giovani laureate. Le contestazioni riguardano episodi distinti che si sarebbero verificati tra il 2010 e il 2014 all’interno dell’ospedale Vittorio Emanuele-Ferrarotto del capoluogo etneo.
La vicenda giudiziaria prende origine dalle denunce presentate da sette studentesse. Secondo la ricostruzione dell’accusa, il docente avrebbe adottato comportamenti inappropriati durante lo svolgimento delle attività didattiche e assistenziali, unendo a contatti fisici non consensuali un linguaggio verbale svalutante.
Nel maggio 2025, la Quarta sezione del Tribunale di Catania aveva pronunciato una sentenza di assoluzione in primo grado. La decisione aveva suscitato dibattito per le motivazioni depositate dai giudici. Il collegio giudicante aveva infatti riconosciuto la presenza di atteggiamenti invadenti, ma aveva qualificato uno degli episodi chiave — il contatto fisico con il seno di una studentessa — come privo di rilevanza penale. Nello specifico, i giudici avevano sostenuto che l’imputato si fosse limitato ad appoggiare i palmi delle mani sul busto della donna senza esercitare una pressione particolare e senza l’uso delle dita, ipotizzando che il gesto fosse finalizzato a fermare la ragazza per farle gli auguri piuttosto che a soddisfare un impulso sessuale.
Contro la sentenza di assoluzione hanno proposto ricorso sia la Procura di Catania sia quattro delle sette giovani identificate come parti offese. A loro si è unita anche l’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Catania, costituitasi parte civile.
Nel corso della requisitoria in appello, l’accusa ha ribadito la piena sussistenza dei reati contestati, chiedendo il ribaltamento del giudizio di primo grado e la condanna al carcere per l’imputato. La difesa ha invece mantenuto la linea volta a confermare la correttezza del verdetto di primo grado. L’udienza finale è stata fissata per il 18 settembre, data in cui si terranno le arringhe conclusive dei legali difensori prima della decisione della Corte.
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