Palermo, città dai mille volti e dalle molte contraddizioni, si riscopre in questo ultimo scorcio di un’estate caldissima un laboratorio di idee e di tattiche politiche, con l’attenzione incentrata soprattutto sul fronte del centrodestra e sulle manovre per la guida di Palazzo delle Aquile. In questo scenario in continuo movimento, Carolina Varchi con Palermo Capitale si conferma una delle figure più dinamiche e incisive del panorama cittadino.
La deputata di Fratelli d’Italia, con un passato da vicesindaco della città, sta catturando l’interesse di sostenitori e osservatori che vedrebbero con estremo favore una sua corsa per la poltrona più alta del municipio. Un’ipotesi di candidatura che continua a circolare con insistenza negli ambienti politici, pur non essendo mai stata avanzata dalla diretta interessata. Ipotesi basata sul fatto che se Lagalla dovesse alla fine optare, anziché per la ricandidatura, su una scelta nazionale, la candidatura spetterebbe prima di tutto ad un esponente di Fratelli d’Italia.
In questo momento l’esponente meloniana concentra ogni sforzo sul progetto Palermo Capitale, un laboratorio partecipativo che punta a costruire una visione condivisa del futuro cittadino attraverso il contributo diffuso di competenze ed esperienze. L’iniziativa, partita nei mesi estivi con la raccolta on line delle istanze dei residenti, compie adesso un importante salto qualitativo.
Presso lo spazio di Villa Filippina si terrà l’11 ottobre il primo grande appuntamento pubblico aperto alla cittadinanza, articolato su otto tavoli di lavoro dedicati alle questioni nodali per il territorio, che spazieranno dall’ambiente al turismo, passando per la sicurezza, lo sviluppo economico e la rigenerazione urbana. Il percorso prevede che dai confronti tematici prendano forma dei gruppi strutturati per elaborare proposte concrete, destinate a far confluire il lavoro svolto in un vero e proprio documento programmatico orientato al lungo periodo. Un segnale chiaro di vicinanza al tessuto sociale e produttivo palermitano.
La mappa della coalizione di centrodestra nel capoluogo è comunque ricca di personalità di rilievo attive nel panorama locale. È il caso di Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all’Assemblea Regionale Siciliana, autore di una capillare attività politica sul territorio concretizzata attraverso la creazione di un centinaio di comitati per i diritti dei cittadini in poche settimane. Una rete di partecipazione notevole su cui l’esponente del Carroccio ha basato la sua azione e a proposito della quale ha fatto sapere che dinanzi a una sua possibile candidatura a sindaco non si sottrarrebbe, pur ribadendo che qualsiasi decisione in merito alla premiership andrà concordata e stabilita dall’intera coalizione di centrodestra insieme alle realtà territoriali.
Un quadro così articolato deve necessariamente fare i conti anche con il peso di altre figure di spicco attive nella realtà politica palermitana, tra le quali emerge il nome di Edy Tamajo, potenziale protagonista di Forza Italia nelle future partite elettorali. Ogni discorso, calcolo strategico o aspirazione individuale rischia tuttavia di rimanere congelato. Tutte le valutazioni sulle possibili alternative sono destinate a fermarsi qualora l’attuale primo cittadino e l’intera alleanza politica optino per una continuità amministrativa puntando su un secondo mandato di Roberto Lagalla.
Tra tavoli programmatici, nuove aggregazioni civiche e la rivendicazione dei risultati di governo, il centrodestra palermitano si conferma dunque un cantiere in piena attività. Un laboratorio politico in cui il confronto sulle idee e la valutazione degli equilibri di coalizione si intrecciano già in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, con l’obiettivo di definire non solo i nomi, ma soprattutto la visione del futuro della città.
Varchi Palermo Capitale
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