Il parlamentare regionale Michele Mancuso, componente dell’Assemblea Regionale Siciliana eletto nelle file di Forza Italia, rimarrà agli arresti domiciliari. Il Tribunale del Riesame di Caltanissetta ha infatti rigettato per la terza volta l’istanza presentata dai suoi legali per chiedere la revoca della misura cautelare e il ripristino della libertà. Il politico si trova attualmente sospeso dal proprio incarico in applicazione delle norme previste dalla Legge Severino per i carichi pendenti di natura penale.
L’origine del provvedimento risale allo scorso febbraio, quando la Squadra Mobile nissena ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica. L’ipotesi di reato contestata è quella di corruzione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, avvalorata da intercettazioni e videoriprese effettuate nel corso delle indagini, Mancuso avrebbe incassato una tangente complessiva pari a 12 mila euro. Tale cifra sarebbe stata versata in tre distinte tranche fino ai primi mesi del 2025.
La presunta dazione sarebbe servita a favorire Gentemergente, un’associazione dell’area nissena, che ha ottenuto l’assegnazione di contributi pubblici regionali per un ammontare di circa 98 mila euro destinati alla realizzazione e promozione di spettacoli e manifestazioni sul territorio, tra cui la rassegna “Settembre Nisseno”. Nel medesimo procedimento risulta coinvolto anche il collaboratore del deputato, Lorenzo Tricoli, nei cui confronti sono emersi ulteriori addebiti legati a presunte irregolarità nelle rendicontazioni dei costi sostenuti, per somme che sfiorano i 49 mila euro fittiziamente attestati.
In precedenza, il Tribunale del Riesame aveva disposto la restituzione di alcuni beni e somme sottratti a Mancuso durante le prime fasi dell’inchiesta. Tuttavia, i magistrati hanno specificato che la restituzione del denaro sequestrato non cancellava la validità dell’impianto accusatorio o dei gravi indizi di colpevolezza. Le successive valutazioni cautelari sulla libertà personale del deputato hanno reiterato la necessità del mantenimento dei domiciliari per via del rischio di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove.
Il percorso giudiziario proseguirà a breve. Il Giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta della Procura di procedere con il giudizio immediato, saltando la fase dell’udienza preliminare in ragione delle evidenze probatorie raccolte. La data fissata per l’apertura ufficiale del dibattimento dinanzi al tribunale collegiale di Caltanissetta è il 22 settembre prossimo.