RIFIUTI A PALERMO, LA SCOMMESSA DI LAGALLA

di Antonino Piscitello

Durante il convegno “Rifiuti e sostenibilità ambientale: criticità e prospettive”, svoltosi il 21 settembre 2026 nella Sala Martorana di Palazzo Comitini, il sindaco della Città Metropolitana di Palermo, Roberto Lagalla, ha tracciato il quadro attuale della gestione dei rifiuti urbani davanti a una platea che riuniva il presidente della Corte d’Appello Antonio Balsamo, il rettore dell’Università degli Studi Massimo Midiri e diversi rappresentanti della magistratura e delle forze dell’ordine.

Al centro dell’intervento del primo cittadino vi è l’idea che la gestione dell’immondizia debba cambiare prospettiva teorica e operativa. Il ciclo dei rifiuti non può essere più inteso soltanto in termini quantitativi, cioè di quantità di scarti prodotti e raccolti, ma deve essere letto nella capacità di differenziare, recuperare, riutilizzare e valorizzare i materiali, ha affermato Lagalla. Nel suo discorso, il sindaco ha rivendicato i progressi compiuti dalla città, ricordando come la percentuale di raccolta differenziata a Palermo sia di fatto raddoppiata rispetto agli anni in cui il dato era fermo attorno al 14%. Per il primo cittadino si tratta di un cambiamento importante, che dimostra come il sistema possa evolvere, pur trattandosi soltanto del primo passo di un percorso articolato. Lagalla ha ribadito che questo risultato ci impone di proseguire con determinazione sulla strada dell’efficienza e della sostenibilità, indicando nella transizione verso l’economia circolare l’unico modello industriale perseguibile per la città.

Per affiancare al miglioramento dei dati percentuali un reale decoro urbano e contrastare il fenomeno dei conferimenti irregolari, l’amministrazione comunale intende mettere in campo una linea di massimo rigore. Stiamo rafforzando gli organici della Polizia municipale e della Polizia metropolitana – ha spiegato il sindaco – perché una maggiore capacità di controllo è indispensabile per accompagnare questo processo di crescita. Il piano operativo prevede di affiancare ai pattugliamenti territoriali una rete più capillare di videosorveglianza con telecamere e fototrappole nei punti critici del capoluogo, nell’ottica di identificare e sanzionare chi abbandona i rifiuti ingombranti o non rispetta le modalità di conferimento. Secondo Lagalla, la sostenibilità passa inevitabilmente dal rispetto delle regole, un principio che richiede un’azione di verifica costante da parte delle forze dell’ordine affiancata da una rinnovata responsabilità da parte dei cittadini.

Sulla carta e nei discorsi istituzionali la strada sembra tutta in discesa. Del sindaco Roberto Lagalla noi ci fidiamo e non possiamo che essere contenti del fatto che, in vista della prossima campagna elettorale, abbia deciso di puntare proprio sul tema dei rifiuti per conquistare il favore degli elettori. Dopotutto, quella per la pulizia delle strade e per un servizio efficiente è una battaglia sacrosanta, di quelle che dovrebbero trovare d’accordo qualsiasi cittadino. Al tempo stesso va riconosciuto che scegliere come cavallo di battaglia la spazzatura a Palermo richiede una dose indiscutibile di coraggio: promettere di risolvere l’eterna emergenza dei rifiuti in città, proprio alla vigilia del voto ha tutta l’aria di una scommessa a dir poco spericolata. Bisogna quindi dare atto al primo cittadino di essere stato molto coraggioso ad addentrarsi a viso aperto in uno dei terreni più scivolosi della vita cittadina.

Nel concludere il suo intervento, Lagalla ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un impegno collettivo, affermando che l’ambiente, l’organizzazione, il diritto e l’innovazione devono procedere insieme. Un messaggio che chiama in causa non soltanto le istituzioni presenti in sala, ma l’intera comunità. Perché se da un lato le istituzioni mettono a disposizione regole, strutture e competenze per far funzionare la raccolta, l’impiantistica e l’economia circolare in generale, dall’altro resta il nodo più complesso: le abitudini quotidiane dei palermitani. La scommessa di Lagalla, per quanto nobile e coraggiosa, dovrà infatti fare i conti con la responsabilità individuale e con il senso civico di ciascun cittadino. Perché le telecamere, le sanzioni e i piani industriali possono fare molto, ma la vera svolta avverrà solo quando abbandonare un vecchio divano o un frigorifero sul marciapiede smetterà di essere considerata un’abitudine innocente.

RIFIUTI PALERMO LAGALLA RIFIUTI PALERMO LAGALLA .