CATANIA, BRUTALE AGGRESSIONE A TRE POLIZIOTTI

di Antonino Piscitello

Nel quartiere San Cristoforo a Catania, quello che doveva essere un normale controllo contro lo spaccio di droga tra le vie del rione si è trasformato in un’aggressione brutale ai danni di tre poliziotti della Squadra Mobile.

L’assalto è iniziato durante un’operazione antidroga, nel momento in cui i poliziotti hanno individuato e tentato di smantellare una piazza di spaccio. Gli agenti stavano semplicemente facendo il loro lavoro quando sono stati improvvisamente circondati da un gruppo di persone. Non c’è stato nemmeno il tempo di parlare. L’aggressione è scattata all’improvviso, con una violenza cieca e immediata. I malviventi hanno colpito i poliziotti con caschi, sedie e spranghe di ferro, usati come armi per interrompere le verifiche e permettere a chi si trovava lì di scappare.

La situazione è diventata critica in pochissimi istanti, rendendo necessario l’intervento urgente delle pattuglie di supporto. Solo l’arrivo dei colleghi ha evitato il peggio, consentendo di fermare le violenze e ripristinare un minimo di sicurezza. I tre poliziotti sono stati accompagnati d’urgenza al pronto soccorso: per uno di loro le percosse hanno causato la rottura del naso e un brutto trauma al volto, mentre gli altri due hanno riportato lesioni e contusioni su tutto il corpo, con una prognosi di quindici giorni. L’episodio si è concluso con l’arresto di tre persone, condotte direttamente in carcere.

Questo grave episodio a Catania non è un fatto isolato, ma si inserisce in un clima sempre più preoccupante. Poco più di una settimana fa, infatti, nel quartiere Falsomiele a Palermo, altre pattuglie della Polizia sono state bersagliate da un lancio di pietre e oggetti mentre cercavano di bloccare una corsa clandestina di scooter. In quella circostanza, la reazione violenta della folla presente, decisa a proteggere i giovani in fuga e a impedire i controlli, aveva provocato il ferimento di otto agenti e il danneggiamento delle auto di servizio.

Quello che emerge da questi episodi è una realtà drammatica, c’è chi pensa di poter usare la forza e la violenza come strumento per impedire alle forze dell’ordine di compiere il proprio dovere. Uomini e donne in divisa vengono mandati in strada a rischiare la propria pelle, trovandosi ad affrontare un’ostilità aperta e violenta nei quartieri più difficili, quasi sempre senza avere nemmeno la possibilità di difendersi.

Se chi compie azioni simili non andrà incontro a pene severissime e immediate, il messaggio inviato ai cittadini e alla criminalità sarà devastante. Si rischia di far passare la pericolosa idea che picchiare un poliziotto o ostacolarne il lavoro con la violenza sia un gesto privo di conseguenze reali. Lo Stato non può assolutamente permettersi di avallare questa sensazione di impunità, perché significherebbe abbandonare chi lavora ogni giorno per la sicurezza di tutti e cedere definitivamente il controllo del territorio alla criminalità.

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