Euro 2032 muove i primi passi ufficiali lungo l’asse che congiunge Roma a Nyon, in Svizzera, quartier generale della Uefa. Nel grande mosaico della candidatura congiunta tra Italia e Turchia, il capoluogo siciliano gioca una partita decisiva per il proprio futuro sportivo ed economico. La Federazione italiana gioco calcio ha infatti trasmesso ai vertici europei la documentazione formale che raccoglie l’istruttoria relativa a tredici centri urbani e quattordici impianti diffusi su tutto il territorio nazionale.
La concorrenza appare spietata e comprende piazze storiche come Milano, Torino, Napoli, oltre alla doppia opzione proposta per la Capitale con l’Olimpico e l’ipotesi del nuovo impianto a Pietralata. In questo scenario articolato, Palermo e il “Renzo Barbera” sono selezionati per accedere alla successiva fase di approfondimento tecnico.
Il passaggio formale concretizzato dal presidente Giovanni Malagò verso il massimo dirigente dell’organismo continentale Alexander Ceferin spalanca ora le porte a un rigoroso periodo di controlli. Nelle prossime settimane, i tecnici della confederazione esamineranno con scrupolo ben undici macroaree tematiche e oltre cento requisiti operativi indispensabili per garantire gli standard di sicurezza, l’accessibilità, i servizi destinati agli spettatori e l’efficienza per la diffusione radiotelevisiva. Solo al termine di queste approfondite valutazioni, la governance del pallone formalizzerà i cinque stadi destinati a ospitare le sfide della manifestazione del 2032 che si aggiungeranno agli stadi selezionati in Turchia.
Per farsi trovare pronta all’appuntamento, la città ha definito una strategia finanziaria e strutturale di ampio respiro. L’ambizioso piano di ammodernamento dell’impianto di viale del Fante prevede un investimento complessivo da 382 milioni di euro, sostenuto da una sinergia tra risorse private della proprietà, finanziamenti bancari e contributi pubblici distribuiti tra istituzioni regionali e locali. Il progetto di trasformazione, studiato per consegnare alla comunità un’arena moderna da quarantamila posti omologata per i palcoscenici internazionali, porta la firma Populous, prestigioso studio di architettura con sede negli Stati Uniti specializzato nella progettazione di centri congressi e impianti sportivi. I cantieri dovrebbero partire nel giugno del 2027, procedendo gradualmente per strati successivi al fine di consentire la regolare prosecuzione dell’attività agonistica senza costringere la squadra a traslocare altrove.
L’attenzione mediatica e politica sul ruolo del capoluogo dell’isola all’interno dello scacchiere europeo era emersa chiaramente già a metà settembre a Roma. Durante il convegno intitolato “Il Sud in Europa: Palermo FC, storia di partecipazione popolare” promosso da Carolina Varchi, era emerso il valore strategico del connubio tra passione popolare, tradizione sportiva e sviluppo infrastrutturale per l’intero meridione. L’inserimento nella cinquina di strutture prescelte rappresenterebbe un volano economico fondamentale per il territorio regionale, capace di generare importanti ricadute finanziarie, ammodernare i trasporti e dotare l’area circostante la struttura sportiva di nuovi spazi verdi, parcheggi e zone dedicate all’aggregazione pubblica.