La Procura di Palermo ha chiesto gli arresti per l’ex vice Presidente della Regione Gaetano Armao, per il deputato regionale Giuseppe Geremia Lombardo del Movimento per le Autonomie e per altre sette persone tra professionisti, manager e imprenditori.
Si tratta di Giuseppe Argirò, Benedetta Veruska Pierpaola Costanzo, Mario Lupo, Marco Malacarne Gentile, Pietro Luigi Matta e Luigi Zancla. Per otto dei nove indagati la magistratura ha chiesto la misura dei domiciliari, per uno invece è stato richiesto il divieto di dimora.
Al centro delle indagini, coordinate dalla Procura di Palermo sembra vi sia un presunto sistema di corruzione legato ad autorizzazioni e progetti energetici.
Il nome di maggior rilievo tra quelli coinvolti è quello di Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Siciliana ed ex assessore all’Economia, il quale fino allo scorso agosto ha guidato la Commissione Tecnica Specialistica (Cts) per le autorizzazioni ambientali. Per Armao, figura di primo piano ed esperto di diritto amministrativo, la Procura ha ipotizzato i reati di corruzione per l’esercizio della funzione e per atto contrario ai doveri d’ufficio. Gli investigatori hanno eseguito perquisizioni mirate sia nella sua abitazione sia nei suoi studi professionali situati tra Palermo e Roma.
Prima che il giudice per le indagini preliminari si pronunci ufficialmente sulle richieste di custodia cautelare, si procederà con gli interrogatori preventivi previsti dalla normativa vigente.
Fin qui la semplice esposizione dei fatti. Ma non si può non andare oltre. In particolare non può il nostro giornale che ha sempre espresso stima e fiducia per l’avvocato Armao, uno dei massimi esperti di diritto amministrativo, la cui attività di governo è stata sempre da tutti rispettata, e persona finora mai raggiunta da sospetti e dicerie.
Non possiamo non dirci profondamente stupiti per quanto accaduto e, malgrado sia corretto che la magistratura compia fino in fondo il proprio lavoro che rispettiamo, esprimiamo il nostro stupore su contestazioni delle quali non riusciamo a capacitarci e che vanno ovviamente ancora dimostrate. Tutto questo al di là e oltre il fatto che nessuno può essere definito colpevole prima della conclusione del giudizio.
Invitiamo quindi tutti alla massima prudenza su valutazioni e verdetti anticipati che non possono che apparire prematuri.
Ci teniamo ad aggiungere che i primi commenti di un’opposizione violentemente anti garantista e strabica ci appaiono come minimo inopportuni e persino un pò avventati.
P.S. Il professor Armao ha rilasciato una dichiarazione che publichiamo a seguire:
“Sono stato raggiunto da un decreto di perquisizione presso l’abitazione e lo studio legale per un’imputazione provvisoria che avrò modo di dimostrare essere priva di fondamento. I fatti che vengono contestati attengono alla mia qualità di ex presidente di una commissione composta da oltre cinquanta membri che approva i pareri in sede collegiale e, nel 99% dei casi, all’unanimità. Non ho più alcun incarico quale presidente del Cts dal 9 agosto scorso e, al fine di tutelare le Istituzioni, ho già rassegnato al presidente Schifani le mie irrevocabili dimissioni da consigliere giuridico, con effetto immediato. Nella mia vita amministrativa ho gestito risorse finanziarie per oltre 250 miliardi di euro (più del Pnrr) firmando otto bilanci regionali, senza che nessuno abbia avuto nulla da eccepire”.