Sequestrati pappagalli e tartarughe durante un controllo di routine che ha portato alla luce l’ennesimo tentativo di contrabbando di fauna selvatica lungo le rotte del Mediterraneo. L’operazione è scattata all’interno dello scalo portuale di Pozzallo, punto strategico per i collegamenti marittimi con l’arcipelago maltese, dove i militari della Guardia di Finanza, affiancati dal personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno fermato un’automobile pronta a imbarcarsi sul catamarano di linea.
Le verifiche sul veicolo hanno permesso di scoprire una vera e propria spedizione clandestina di fauna esotica, composta da trecento tartarughe d’acqua dolce e settantasette volatili, stipati in spazi angusti, privi di qualsiasi ricambio d’aria e in totale assenza di impianti per il controllo della temperatura.
La gravità del quadro è apparsa subito chiara agli operanti, che hanno richiesto l’intervento immediato dei medici veterinari dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa. I sanitari giunti sul posto hanno confermato il forte stato di sofferenza degli esemplari, ammassati in ambienti del tutto inadeguati e in precarie condizioni igienico-sanitarie.
La successiva catalogazione degli animali, condotta dagli specialisti della Squadra Operativa Cites della Compagnia di Catania-Fontanarossa, ha rivelato la presenza di ben settantasei volatili tutelati dalle normative internazionali sulla salvaguardia delle specie a rischio di estinzione. Tra gli esemplari tratti in salvo figurano splendidi esemplari di Ara macao, Ara chloropterus, Ara ararauna, Cacatua roseicapilla e Cacatua alba, rendendo l’intervento uno dei più imponenti mai messi a segno nell’area per questa specifica categoria di animali.
Il conducente dell’autovettura, un uomo di nazionalità maltese, è stato deferito a piede libero alla Procura della Repubblica di Ragusa. L’indagato dovrà rispondere dei reati di maltrattamento di animali per averli sottoposti a condizioni incompatibili con la loro natura e fonte di gravi patimenti, oltre alle violazioni legate al commercio illegale di specie protette.
Nel frattempo, per garantire la sopravvivenza e il benessere del gruppo di animali, la magistratura ne ha disposto il sequestro e l’affidamento temporaneo a una struttura amatoriale idonea, dotata delle competenze e degli spazi necessari per prestare le prime cure e assicurare un’adeguata gestione quotidiana.
L’episodio riaccende i riflettori su un fenomeno purtroppo non isolato. Il traffico clandestino di animali verso Malta si conferma ricorrente per il mercato nero dei collezionisti come nel caso del sequestro di 2.687 volatili, tra cui fringuelli, cardellini e verdoni, tutti appartenenti a specie protette e sequestrate nell’agosto del 2025.