Il Presidente Schifani, indignato per le parole di Minardo che gli danno il benservito, di fatto concordate con Tajani e probabilmente anche con Marina Berlusconi, replica minacciando le dimissioni e convoca la giunta di Governo per domani. Cosa succederà nei prossimi giorni? Abbiamo chiesto alla nostra sfera di cristallo dieci risposte per dieci domande. Ovviamente lo facciamo per ridere, ma ci prendiamo molto sul serio.
1) Schifani si dimetterà domani?
No. Non lo farà. Non potrebbe mai asssumersi la responsabilità dello sfascio della Sicilia e dei risultati eccellenti realizzati finora dal suo Governo. E mollare in piena manovra di variazione di bilancio e prima della finanziaria 2027 sarebbe davvero una sciagura. E non è così che Schifani vuole essere ricordato.
2) E allora perchè ha convocato la Giunta per domani?
La minaccia delle dimissioni apre una lunga e difficile trattativa tra Schifani e Tajani. Domani in Giunta Schifani dirà che era giunto alla determinazione di dimettersi, ma il partito lo ha convocato a Roma e Tajani si è appellato al suo senso di responsabilità affinchè aspettasse ancora qualche giorno per discutere insieme della situazione e lui ha accettato.
3) Quali saranno i termini della trattativa romana?
Schifani chiederà che Tajani si esprima per la sua ricandidatura pur sapendo che questa scelta per il segretario nazionale di Forza Italia non è più disponibile. Tajani invece chiederà a Schifani di spstare le sue dimissioni all’inizio del prossimo anno, garantendogli in cambio una dichiarazione di possibile ricandidatura non veritiera e un posto di prestigio come è consentito a chi ha fatto il presidente del Senato e il presidente della Regione Siciliana. Non è escluso neppure l’autorevolissimo ruolo di vicepresidente del CSM, considerato che il voto alle Camere per i componenti laici sarà probabilmente a gennaio.
4) Come finirà la trattativa?
Schifani tornerà in Sicilia dicendo di ritenersi ricandidato e che solo lui potrà fare scelte diverse. Affronterà con il massimo di dignità i prossimi mesi e a gennaio/febbraio lascerà la carica, motivato dal prestigioso incarico che gli chiederanno di assumere.
5) Chi sostituirà Schifani?
Su questo quesito non può esserci una risposta certa in quanto il futuro può ancora cambiare. L’unica cosa sicura è che il candidato può toccare a due soli partiti: Forza Italia o Fratelli d’Italia.
6) Chi sarà il candidato nel caso toccasse nuovamente a Forza Italia?
Il candidato più accreditato e abbastanza conosciuto rimane Giorgio Mulè che in questi mesi dovrà appianare tutte le polemiche nate con esponenti locali di Forza Italia, come ad esempio Edy Tamajo e lo stesso Schifani. Minardo difficilmente avrà chance, come non ne hanno mai i congiurati costretti a dare il primo colpo. Falcone potrebbe invece avere una chance dentro Forza Italia, dovuta anche al fatto che consentirebbe a Tamajo di andare alcuni anni al Parlamento europeo, dopo che questi aveva sacrificato il suo posto per la Chinnici. Non ci sono altri concorrenti. Lo meriterebbe il risanatore delle casse della Regione, Alessandro Dagnino, ma all’interno del partito non ha la forza sufficiente e soprattutto non è ancora abbastanza conosciuto.
7) E se toccasse a Fratelli d’Italia?
In questo momento e a causa di molte vicissitudini interne, l’unica candidatura che, pur poco conosciuta, potrebbe crescere nell’arco di pochi mesi è quella di Carolina Varchi, giovane, donna, palermitana, comunicativamente spendibile e di forti riferimenti morali. E, dato non indifferente, molto legata alla Meloni. Ovviamente soprattutto per il fatto che il candidato più forte dentro quel partito, ossia Gaetano Galvagno, è stato azzoppato da un’inchiesta della magistratura di fatto ormai sgonfiata, ma purtroppo ancora aperta. L’altra ipotesi, ovvero quella del bravissimo Alessandro Aricò, non è finora adeguatamente supportata all’interno del partito.
8) Cateno De Luca si schiererà con il centrodestra, con la sinistra o andrà da solo?
Cateno De Luca andrà con il centrodestra sia a Roma che in Sicilia, contribuirà alla vittoria e farà il vicepresidente della Regione, assegnandosi immeritatamente il successo della sua richiesta di non ricandidare Schifani. Continuerà a fare il cavallo pazzo, ma le sue capacità di governo verranno apprezzate. E guarderà alla prossima legislatura.
9) Chi sarà il candidato del campo largo?
A sinistra continueranno a litigare. Il Partito Democratico candiderà Emiliano Abramo, catanese della Comunità di Sant’Egidio, confidando nel voto dei cattolici. Bartolo sarà candidato di Italia Viva e pochi altri. E La Vardera sarà il candidato di Controcorrente e 5 Stelle. Inaspettatamente vincerà le primarie Emiliano Abramo.
10) Quindi la sinistra avrà un solo candidato?
Si tratta di un’ipotesi impossibile. La Vardera griderà ai brogli e si candiderà ugualmente. Sembra folle, ma in verità la stessa cosa è già successa nel 2022.
P.S. Chissà quante ne azzeccherà la nostra sfera di cristallo